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Garlasco, le accuse alla famiglia Poggi: intimidazioni ai pm e il tentativo di bloccare le indagini

  • Postato il 10 maggio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
Garlasco, le accuse alla famiglia Poggi: intimidazioni ai pm e il tentativo di bloccare le indagini
Garlasco, le accuse alla famiglia Poggi: intimidazioni ai pm e il tentativo di bloccare le indagini

Nel mirino della Procura di Pavia, che ha appena dichiarato concluse le indagini su Andrea Sempio, ritenuto l'unico assassino di Chiara Poggi, c'è anche la famiglia di Chiara. Secondo gli inquirenti, infatti, la famiglia Poggi avrebbe tentato di "bloccare le indagini su Sempio" e di intimidire gli investigatori.

L'ultimo rapporto dei carabinieri descrive un clima molto teso attorno alla riapertura del caso. Nelle informative depositate agli atti, gli investigatori parlano apertamente di "elementi inquietanti", sostenendo che alcuni atteggiamenti della famiglia della vittima sarebbero andati oltre la semplice contestazione dell'attività investigativa.

 

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Secondo quanto emerge dagli accertamenti, i Poggi avrebbero discusso con i propri avvocati possibili strategie per contrastare l'inchiesta che, negli ultimi mesi, ha riportato Andrea Sempio al centro del caso. Per i carabinieri si sarebbe trattato di iniziative volte fermare o rallentare gli approfondimenti investigativi, difendendo di fatto la ricostruzione processuale che aveva portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, detenuto dal 2015 per l'omicidio della fidanzata.

 

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Tra gli elementi citati nell'informativa compare anche un'intercettazione del 14 maggio 2025, registrata poche settimane dopo la riapertura delle indagini. In quella conversazione, annotano gli investigatori, "la preoccupazione della famiglia dei Poggi è quella di trovare un modo per bloccare le indagini".

A parlare sarebbe stato innanzitutto Marco Poggi, fratello di Chiara, che avrebbe auspicato un intervento esterno capace di fermare l'azione della Procura pavese: "Se non interviene nessun altro… che è al di fuori di questa procura, questi andranno avanti fino a che…". Parole alle quali avrebbe fatto seguito la risposta del padre Giuseppe Poggi, che avrebbe fatto riferimento a un'iniziativa già avviata dai legali di famiglia presso la Procura Generale di Milano: "Se non interviene la procura generale di Milano a dargli…". Frasi considerate intimidatorie dagli inquirenti del pool di Pavia.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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