Frumento annuncia che lascerà il Dego: “Lo faccio col magone, solo ricordi bellissimi”
- Postato il 29 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Dego. Dopo il 10 maggio, data dell’ultima giornata di campionato, Ermanno Frumento non sarà più l’allenatore del Dego.
La decisione è stata comunicata tramite un messaggio dello stesso tecnico biancoblù pubblicato dalla pagina della società: “Ho deciso di scrivere queste parole in questa sede per ringraziare con tutto il cuore i nostri straordinari tifosi, quelli che ho avuto il piacere di conoscere e anche quelli che non ho incontrato personalmente. Voi siete la vera forza di questa società. Dego è stata una delle più belle avventure nella mia ormai troppo lunga carriera calcistica, e questo non ha fatto altro che rendere ancora più difficile per me l’inevitabile distacco. L’età, l’inverno, la distanza, le cene alle 10.30 di sera alla fine mi sono pesate troppo e ora sono qui, con il magone, a salutarvi. Ho dato tutto quello che potevo ma ho anche ricevuto tanto da voi. Vi porterò sempre con me, ancora grazie e sempre forza Dego”.
In queste poche righe si è percepita molta emozione, come ha confermato lo stesso Frumento: “Vero, sono qui con il magone. Ho dato tutto quello che potevo dare, ma ho ricevuto anche tantissimo da queste persone. E credo che i rapporti umani che si costruiscono nel tempo e che restano siano la cosa più importante di tutte”.
Sulle motivazioni della scelta: “Purtroppo l’età, la distanza, l’inverno, gli allenamenti serali e tutto quello che comporta una stagione così pesante mi hanno portato a questa decisione. Devo dire che la società ha fatto di tutto per cercare di farmi tornare indietro da questo proposito, ma credo che le cose belle siano quelle che si interrompono quando sono ancora belle. Non bisogna trascinare troppo determinate situazioni, perché quando uno non riesce più a dare il massimo di sé rischia poi di rovinarle. Invece così, con grande amarezza ma potendo portare con me soltanto ricordi bellissimi, ho deciso di chiudere qui”.
Bilancio positivo sulla stagione: “Credo sia stata veramente eccezionale. Mi sono ritrovato in un ambiente che era tanto tempo che non trovavo: un ambiente fatto di persone attaccatissime alla loro squadra, una società eccezionale che non mi ha mai fatto mancare nulla e un gruppo di ragazzi stupendo. Abbiamo raggiunto il miglior risultato sportivo della storia del Dego, sia come piazzamento che come punti, pur in una stagione nella quale è successo di tutto e nella quale abbiamo perso il campo ancora prima di cominciare. Questo è stato un anno di sacrifici enormi: portare avanti e indietro tutto il materiale, essere sempre ospiti, giocare e allenarsi su cinque o sei campi diversi. Ed è proprio per questo che i risultati ottenuti assumono ancora più valore. Ecco, una cosa importante: mi auguro con tutto il cuore che il Dego, la società, il paese e i ragazzi possano ritrovare il prima possibile la loro casa, perché se lo meritano davvero”.
La situazione del “Perotti” è vista come determinante per il futuro del club: “Il campo è fondamentale. Almeno che ci sia l’idea concreta che prima o poi possano partire i lavori per il loro impianto, perché quella sarebbe la cosa più importante affinché questa gente possa avere ancora la forza di continuare”.
Il secondo ritorno a Dego per Frumento, quindi, ha rappresentato molto: “Come esperienza personale, la metto sicuramente tra le prime, insieme a Mallare. Però è difficile fare classifiche, perché anche allo Speranza ho vissuto stagioni bellissime e il Savona è un discorso a parte: lì ho allenato veramente con il cuore, perché era la squadra della mia città. A essere sinceri, ogni tanto mi trovo a pensare di essere l’allenatore delle cause difficili, delle situazioni complicate”.
Per lui, da savonese che lo aveva guidato nel momento più difficile della propria storia, è una bella soddisfazione rivedere il Savona più competitivo: “Il piacere è enorme. Ci sono persone dietro a quella squadra che stanno facendo sacrifici incredibili e che, sinceramente, avrebbero meritato la vittoria del campionato. Le persone che ci sono dietro senz’altro. La squadra purtroppo non ha avuto un grande inizio, ma nel momento decisivo li vedo molto bene e, se ci sarà un posto disponibile, mi auguro davvero che possa essere il Savona a salire”.
Per il futuro, mancano cinque panchine per arrivare alle tanto ambite 900. Ma Frumento precisa: “Non sono certo il mio obiettivo principale. Il problema è che sono sempre meno le società e non è affatto facile. Se avessi avuto in testa soltanto quel traguardo, sarebbe stato semplice restare dov’ero, ma non avrei fatto quello che sentivo davvero. Non ho voluto restare solo per arrivare a un numero. Io sento di dover dare ancora qualcosa. Se capiterà, bene. Altrimenti aspetterò, e se non succederà andrà bene così”.