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Fit Cisl: “Sempre più over 50 tra i lavoratori del porto di Genova”

  • Postato il 19 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Fit Cisl: “Sempre più over 50 tra i lavoratori del porto di Genova”

Genova. Nel porto di Genova l’età media dei lavoratori impegnati sulle banchine continua ad aumentare e una parte consistente degli addetti ha ormai superato i 50 anni. Un dato che evidenzia la necessità di riconoscere la particolare gravosità di una professione caratterizzata da turni, lavoro notturno, sforzi fisici e condizioni operative complesse. Il dato è emerso durante il confronto promosso dalla Fit Cisl Liguria con il convegno organizzato a Palazzo San Giorgio dal titolo “Porti e lavoro: le sfide del cambiamento – Attrarre nuove competenze e riconoscere la professione come usurante”.

“Il lavoro portuale non è un lavoro come gli altri. Si svolge ventiquattro ore su ventiquattro, richiede elevata professionalità, comporta responsabilità importanti ed espone a rischi e condizioni di particolare gravosità. Per questo continuiamo a chiedere con determinazione il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante: non si tratta di una rivendicazione corporativa, ma di una questione di giustizia sociale. Non servono ulteriori rinvii. Il Fondo rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare con dignità i lavoratori negli ultimi anni della vita professionale e, allo stesso tempo, favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove competenze nel settore”, spiega Vincenzo Pagnotta, segretario nazionale Fit Cisl. Che poi ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni che stanno interessando il sistema portuale. “Digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale rappresentano una grande opportunità, ma il cambiamento deve essere governato e accompagnato attraverso la partecipazione dei lavoratori e investimenti strutturali nella formazione. La tecnologia deve essere al servizio della persona e contribuire a migliorare sicurezza, qualità del lavoro e competitività”, conclude Pagnotta.

“Nella riforma dei porti all’esame del Parlamento si affrontano spesso temi molto tecnici: investimenti, flussi, assetti organizzativi e bilanci. Questioni certamente importanti, ma che da sole non bastano e non ci appassionano perché non c’è nulla sul fattore umano. Occorre riportare al centro il lavoro portuale, affrontando finalmente tutte le questioni di chi quei bilanci li rende possibili attraverso il proprio lavoro e il proprio sudore quotidiano”, spiega Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria.

“Non si può più procrastinare il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante, devono essere introdotti tutti gli strumenti previdenziali che possono aiutare i lavoratori dopo una vita passata in banchina. Contestualmente, denunciamo la necessità di grandi investimenti in formazione specifica che permetta nei lavori portuali l’ingresso di nuove professionalità. Dobbiamo garantire il ricambio generazionale e conservare quel patrimonio di competenze che ogni giorno rendono il nostro sistema portuale ligure una grande eccellenza europea e mondiale”, spiega Mauro Scognamillo, segretario generale Fit Cisl Liguria.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito come il settore portuale stia vivendo una fase di profonda trasformazione, nella quale innovazione tecnologica e automazione devono procedere di pari passo con la valorizzazione del capitale umano. In questo scenario diventa fondamentale attrarre nuove professionalità e garantire il necessario ricambio generazionale, senza dimenticare chi da decenni opera sulle banchine assicurando il funzionamento dello scalo. “I lavoratori portuali in Italia dal 1984 ad oggi sono passati da 21.000 a poco più di 16.000. Il porto in questi anni è cambiato, ma il fabbisogno di lavoro non è diminuito, anzi è cresciuto. La riduzione della forza lavoro a fronte di una crescita dell’intensità delle operazioni non ancora agevolata dall’innovazione tecnologica ha di fatto “usurato” i lavoratori presenti in porto, che oggi giustamente richiedono di inserirlo tra quelli usuranti”, sottolinea Andrea Appetecchia (Responsabile dell’Osservatorio Logistica e Trasporto Merci di Isfort)

Dopo i saluti di Tito Vespasiani, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, ad aprire i lavori è stato Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria. Quindi la relazione introduttiva del segretario generale della Fit Cisl Liguria, Mauro Scognamillo. Al dibattito hanno partecipato Andrea Appetecchia (responsabile dell’Osservatorio Logistica e Trasporto Merci di Isfort), Alessandro Ferrari, (direttore generale di Assiterminal), Paolo Pessina, (presidente di Federagenti), Federica Catani (direttrice della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica), Maria Grazia Frija, (componente della commissione trasporti della Camera dei Deputati) e Valentina Ghio, (vicepresidente del gruppo Pd alla Camera). Le conclusioni sono state affidate a Vincenzo Pagnotta, segretario nazionale Fit Cisl.

Autore
Genova24

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