Ferrari SF-26, debutto solido nei test di Barcellona: primi segnali incoraggianti
- Postato il 29 gennaio 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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Al Circuit de Barcelona-Catalunya, in un clima più da GP d’autunno che da shakedown invernale, la nuova Ferrari SF-26 ha cominciato a scrivere una nuova pagina della sua storia. Lo ha fatto in punta di piedi, senza proclami roboanti né tempi da prima pagina, ma con un messaggio che a Maranello vale quasi più di qualsiasi prestazione cronometrica: la macchina gira, macina chilometri e non dà segnali di fragilità. È questo il senso profondo delle prime dichiarazioni di Matteo Togninalli, Head of Track Engineering del Cavallino:
“Non abbiamo riscontrato problemi di affidabilità rilevanti, che è la priorità principale quando si ha a che fare con una vettura e una power unit nuove”.
Parole che pesano, perché la SF-26 non è una semplice evoluzione. È la prima Ferrari dell’era regolamentare 2026, nata da un cambio tecnico radicale che coinvolge aerodinamica, telaio e soprattutto la power unit, sempre più elettrificata e complessa.
Partenza prudente, ma metodica
La Scuderia Ferrari ha scelto la seconda delle cinque giornate di shakedown organizzate dalla F1 a Barcellona per dare il via ufficiale al lavoro in pista con la nuova monoposto SF-26. Alle 9 in punto, allo scattare della luce verde in fondo alla pit-lane, è stato Charles Leclerc a inaugurare le attività. Poi via con un run più sostanzioso, utile per iniziare a prendere confidenza con il comportamento della vettura e per raccogliere i primi parametri su motore, raffreddamento e aerodinamica di base. Un programma lineare, che però è stato subito stravolto dalla pioggia. Sul tracciato catalano è arrivato un acquazzone deciso, durato circa un’ora, costringendo i team a rivedere le scalette previste.
Ferrari, invece di fermarsi, ha trasformato la variabile meteo in un’opportunità. Un lavoro prezioso per verificare il funzionamento dei sistemi in condizioni di bagnato, dalla gestione dell’energia elettrica alla risposta del retrotreno, passando per la sensibilità dello sterzo e la trazione in uscita di curva. Alla fine della mattinata, il bottino personale del numero 16 parlava di 64 giri complessivi.
Hamilton in scena
Nel pomeriggio di martedì il volante della SF-26 è passato a Lewis Hamilton, al suo primo vero assaggio in pista della nuova creatura di Maranello in un contesto di test ufficiale. Anche per il sette volte iridato le condizioni non sono state semplici: pista umida, pioggia intermittente e continue transizioni tra gomme da bagnato estremo e intermedie. Hamilton ha percorso 19 giri prima che un nuovo scroscio d’acqua interrompesse il lavoro. Il britannico è poi tornato in pista fino a portare il proprio totale a 57 giri.
Base solida
Nella prima giornata di test, la Ferrari ha sostenuto 121 giri complessivi, equivalenti a circa 560 chilometri. Nella seconda e terza giornata è rimasta ferma ai box. Numeri importanti per una vettura appena nata, soprattutto considerando le difficoltà atmosferiche.Il primo a raccontare le sensazioni dalla pista è stato Leclerc, che ha messo l’accento sulla fase esplorativa di questo debutto:
“È stato bello tornare al volante e iniziare a prendere confidenza con un pacchetto vettura completamente nuovo. Oggi, più che sulla prestazione, il lavoro è stato focalizzato sul collaudo di tutti i sistemi della monoposto e sul capirne a fondo il funzionamento, tanto più che abbiamo dovuto anche fare i conti con condizioni meteo instabili”.
Un passaggio chiave è quello sulla risposta della macchina:
“Abbiamo portato a termine il programma senza intoppi e la macchina ha risposto come ci aspettavamo: è un segnale positivo e una base solida dalla quale partire per crescere”.
In altre parole, nessuna sorpresa sgradita, nessun comportamento anomalo. Esattamente ciò che gli ingegneri vogliono sentire a questo punto della preparazione.
Chilometri e dati
Sulla stessa lunghezza d’onda Hamilton, che ha sottolineato l’importanza del chilometraggio in un contesto di rivoluzione tecnica:
“È stata una prima giornata intensa ma produttiva, soprattutto per via delle condizioni meteo variabili. Siamo riusciti a completare parecchi chilometri con la vettura e a raccogliere molti dati utili, cosa particolarmente importante con un cambiamento regolamentare così significativo”.
Il britannico ha rimarcato anche lui l’aspetto più caro a Togninalli:
“Non ci sono stati problemi significativi e questo ci dà una base solida su cui continuare a imparare e costruire nei prossimi giorni”.
Una frase che, tradotta nel linguaggio della F1, equivale a un sospiro di sollievo.
Il valore dell’affidabilità
È proprio qui che si inserisce la riflessione del responsabile pista Ferrari. In un’epoca in cui la tentazione di inseguire subito la prestazione è forte, Togninalli riporta tutti alla realtà del lavoro invernale, prima di spingere, bisogna capire:
“È ancora molto presto per parlare di prestazioni: ora l’attenzione è rivolta a comprendere la monoposto, impararne il comportamento e acquisire confidenza con essa passo dopo passo nei prossimi giorni, concentrandoci fondamentalmente su noi stessi”.
Il cuore dei primi giorni, però, resta quell’altra frase: nessun problema di affidabilità rilevante. Con una power unit nuova, chiamata a gestire flussi energetici mai visti prima e a convivere con regole stringenti su peso e recupero elettrico, evitare stop tecnici è già una vittoria silenziosa. In passato, proprio le prime uscite delle monoposto di nuova generazione hanno spesso portato in dote grattacapi nascosti, dalle temperature eccessive ai software recalcitranti. Per ora, la SF-26 sembra aver superato il primo esame.
Le altre
La McLaren con la sua MCL40 numero 1, ha intrapreso una serie di test e controlli. I risultati di questi primi giorni, si allineano con i piani e gli obiettivi di preparazione pre-stagionale programmati del team. L’obiettivo principale del team papaya era ottenere quante più informazioni possibili e dare l’opportunità di ottenere una migliore comprensione di come funziona, poiché i nuovi regolamenti presentano un’auto completamente nuova. Tutto è andato relativamente liscio dal punto di vista dell’affidabilità anche in casa Mercedes. Anche per loro tanti giri in pista con la differenza che Kimi Antonelli ha fatto registrare ottimi tempi rispetto a tutti i partecipanti dello shakedown. Problemi in pista per la Racing Bulls di Lindblad e per l’Audi di Hulkenberg costretto alla sosta forzata per un problema idraulico.
Prime sensazioni, non verdetti
È evidente che da Barcellona non emergono classifiche né confronti diretti con la concorrenza. E non è questo lo scopo. I carichi aerodinamici utilizzati, le mappature motore conservative e la necessità di adattarsi alla pioggia rendono qualsiasi riferimento cronometrico poco indicativo. Ma in un percorso che porterà al via del Mondiale 2026, ogni chilometro senza intoppi vale oro.
Ferrari esce dunque dai primi giorni di shakedown con un pacchetto di dati sostanzioso e una sensazione diffusa di solidità. La strada è lunga, le prestazioni vere emergeranno solo più avanti, quando si inizierà a spingere sull’acceleratore e a esplorare i limiti aerodinamici e meccanici. Per ora, però, la SF-26 ha fatto quello che doveva: correre, resistere, farsi conoscere. E in F1, soprattutto all’alba di una nuova era tecnica, non è affatto poco.