Ferrari, Hamilton accelera e Leclerc si smarrisce: il Canada ribalta gli equilibri
- Postato il 26 maggio 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
FerrarC’è una fotografia che racconta meglio di tutte il weekend Ferrari a Montreal. Da una parte Lewis Hamilton che torna a sorridere sul podio dopo il secondo posto conquistato al GP del Canada, soddisfatto per aver finalmente sentito la SF-26 davvero sua. Dall’altra Charles Leclerc che si presenta ai microfoni con il volto tirato, definendo senza mezzi termini quello appena vissuto: “il weekend più difficile della mia carriera in F1“.
Due stati d’animo opposti. Due letture differenti della stessa macchina. Forse anche il primo vero momento di svolta nei delicati equilibri interni della Ferrari 2026. Perché se fino a poche settimane fa il progetto tecnico di Maranello sembrava ancora cucito addosso al monegasco, il GP del Canada ha raccontato altro, Hamilton è apparso finalmente perfettamente integrato nella vettura e nella squadra, mentre Leclerc si è ritrovato improvvisamente senza riferimenti.
Hamilton, il primo vero weekend in rosso
Il secondo posto conquistato a Montreal vale molto più dei 18 punti in classifica. Vale soprattutto come certificazione tecnica e psicologica del percorso compiuto da Hamilton in questi primi mesi in rosso. Il sette volte campione del mondo ha vissuto probabilmente il suo miglior fine settimana da quando è arrivato a Maranello. Competitivo fin dalle prove libere, costante sul passo gara, aggressivo nei momenti decisivi e soprattutto finalmente in piena sintonia con il comportamento della SF-26. “La macchina l’ho sentita subito mia“, ha spiegato il britannico dopo la gara. Probabilmente questa la frase più importante del weekend ferrarista.
In Canada, su un tracciato storicamente complicato per la Ferrari e caratterizzato da basse temperature e scarso grip, il britannico ha trovato immediatamente la chiave per accendere gli pneumatici e mantenerli nella giusta finestra operativa. Un dettaglio che ha fatto tutta la differenza del mondo. La sua gara è stata costruita con intelligenza, ottima partenza, gestione delle gomme impeccabile e finale da campione vero, culminato con il sorpasso su Max Verstappen a cinque giri dalla fine. Un duello che ha restituito al paddock un Hamilton aggressivo, coinvolto emotivamente e finalmente convinto del progetto Ferrari. “È stato bello tornare a combattere con Max“, ha raccontato sorridendo. “Noi avevamo più aderenza, loro più velocità sul dritto. È per questo che corro” ha aggiunto. Parole che raccontano di un pilota rigenerato.
La Ferrari cresce, Hamilton pure
Il dato forse più incoraggiante per Maranello è che il risultato di Montreal non appare episodico. Ferrari arriva infatti dal quarto podio nelle ultime cinque gare, segnale di una crescita ormai strutturale del progetto SF-26. A colpire, soprattutto, è il modo in cui Hamilton stia progressivamente diventando il punto di riferimento tecnico della squadra. Fred Vasseur lo ha sottolineato senza troppi giri di parole: “Lewis è stato competitivo per tutto il weekend, dalla prima all’ultima sessione. In condizioni così fredde la fiducia nella macchina è fondamentale“. Qui, emerge la differenza rispetto a Leclerc. Hamilton sembra aver trovato una finestra tecnica precisa dentro cui far lavorare la macchina, adattando il proprio stile di guida alle esigenze della SF-26. Un processo non semplice, soprattutto per un pilota che per oltre un decennio ha guidato monoposto Mercedes con filosofie completamente differenti.
Il lavoro fatto a Maranello inizia a dare frutti evidenti. Gli aggiornamenti introdotti a Miami stanno funzionando e il britannico appare sempre più coinvolto nel processo di sviluppo: “Insieme abbiamo lavorato tanto per rendere questa macchina affidabile“, ha spiegato. “Ci manca ancora qualcosa in rettilineo, ma se colmiamo quel gap possiamo davvero lottare“. Una dichiarazione importante, perché Hamilton, per la prima volta, parla apertamente da leader tecnico del progetto.
Leclerc, nervosismo e dubbi
Sul lato opposto del box Ferrari, invece, il Canada ha lasciato ferite profonde. Charles Leclerc non ha nascosto il proprio disagio già dal sabato, definendo la qualifica “la peggiore della carriera“. Dopo la gara, però, il tono è diventato ancora più duro: “È stato un disastro. Il weekend più difficile della mia carriera“.
Parole pesanti, soprattutto per un pilota che negli anni ha costruito il proprio rapporto con Ferrari sulla convinzione di essere il punto centrale del progetto tecnico. Il problema principale è stato l’impossibilità di mandare in temperatura le gomme. Un limite emerso fin dal venerdì e mai realmente risolto. Leclerc ha sofferto il basso grip di Montreal, pista storicamente poco adatta al suo stile di guida aggressivo sull’anteriore. Ma il dato che fa rumore è un altro, mentre lui si perdeva nella ricerca del feeling, Hamilton dominava dall’altra parte del garage con la stessa identica vettura. Probabilmente è questo l’aspetto che più destabilizza il monegasco.
Per la prima volta da quando veste rosso, Leclerc si trova costretto ad inseguire davvero il compagno di squadra sul piano tecnico. Non solo nel risultato finale, ma nella comprensione stessa della macchina: “L’unica cosa positiva è che posso guardare i dati di Lewis e capire cosa ha fatto diversamente“. Una frase che, letta tra le righe, racconta molto più di quanto sembri. Per anni era stato Leclerc il riferimento interno Ferrari. Adesso i ruoli sembrano improvvisamente invertirsi.
Monaco dirà la verità
Il quarto posto finale di Leclerc limita i danni in classifica, ma non cancella il nervosismo accumulato nel weekend canadese. Anche perché il monegasco ha ammesso apertamente di aver perso completamente fiducia nella vettura. Negli ultimi giri ha semplicemente gestito, senza più cercare il ritmo dei primi. Inoltre, il quasi testacoda dopo la Virtual Safety Car è stata la fotografia perfetta della sua difficoltà.
Ora arriva il GP Monaco. Casa sua. Il circuito dove storicamente riesce sempre a tirare fuori qualcosa di speciale. Lì si capirà davvero se Montreal sia stato soltanto un incidente di percorso oppure il segnale di un cambiamento più profondo negli equilibri Ferrari. Perché Hamilton cresce gara dopo gara, appare sereno, motivato e sempre più centrale nello sviluppo della SF-26. Leclerc invece vive forse il momento psicologicamente più delicato da quando è a Maranello.
La Ferrari, paradossalmente, esce dal Canada più forte come squadra ma con dinamiche interne completamente nuove. Adesso la domanda inizia a circolare davvero nel paddock: la Ferrari di oggi sta diventando sempre più la Ferrari di Lewis Hamilton?