Fabio Tobia a ‘Parliamo di Sport’: “Non era più il mio Legino. Non c’è mai stata l’ipotesi di allenare il Savona”
- Postato il 21 luglio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Fabio Tobia chiarisce la situazione del suo addio al Legino durante l'intervista a 'Parliamo di Sport'. L'allenatore spiega che la squadra non rispecchiava più i suoi principi calcistici e che non ha mai considerato l'opzione di guidare il Savona. Le dichiarazioni del tecnico genovese offrono uno sguardo dietro le quinte sulle dinamiche che hanno portato alla separazione e sui suoi futuri progetti professionali nel calcio ligure.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Nell’ultima puntata estiva di ‘Parliamo di Sport’, la trasmissione di IVG Sport condotta da Claudio Nucci, è intervenuto Fabio Tobia. Per sedici anni è stato il padrone di casa Legino. La fusione ha ovviamente rimescolato le carte e il tecnico ha voluto ripercorrere le stagioni in verdeblù. E poi l’analisi sul calciomercato dilettantistico e anche un commento sulla panchina del Savona: “Il Savona non mi ha mai offerto la panchina – ha commentato Tobia -. Se fosse capitato, sarebbe stato impossibile dire di no. Molti ambiscono a sedersi su quella panchina. Ma va anche detto che allenare il Savona non è facile, ci sono tante pressioni”.
Sul passato del Legino invece afferma: “In sedici anni gli errori hanno fatto parte della mia crescita e della crescita della squadra. Devo ringraziare le tantissime persone che sono state vicino a me. Avrei voluto cambiare gli ultimi due anni. Sono arrivate intorno persone non adatte a ruotare attorno a ciò che avevamo costruito. Il presidente prima partecipava alle mie decisioni, poi si sono avvicinate persone nuove. Ma è anche vero che questi due anni hanno contribuito a cambiamenti che altrimenti non si sarebbero mai potuti fare. C’è un po’ di amarezza perché avevo accolto queste persone come fratelli e poi mi sono sentito tradito. Probabilmente ho sbagliato anche io. Spesso ho fatto troppe cose e mi sono fatto prendere troppo da ciò che c’era intorno a me“.
“Questi sedici anni sono irripetibili, la scalata dalla Seconda Categoria in particolare per il modo in cui abbiamo creato e gestito il gruppo. Si era creata un’alchimia fortissima, lo spogliatoio era formato davvero da fratelli. Già negli ultimi tre o quattro anni non era la stessa cosa di dieci o quindici anni fa. Ormai avevo riconosciuto che non era più il mio Legino. Il settore giovanile invece era diventato talmente solido che era una macchina che andava da sola.
Il tecnico ha anche analizzato dal suo punto di vista questo calciomercato: “Quest’anno il mercato è molto strano. Non ci sono stati colpi eclatanti, c’è più tranquillità. Forse c’è più accortezza sul discorso budget e le cose si fanno in maniera più ponderata. Il Savona ha comunque preso dei nomi importanti e potrebbe ben figurare anche in caso di ripescaggio in Eccellenza. In Promozione invece nessuna squadra ha fatto un mercato per ammazzare il campionato. Per quanto riguarda la Serie D, mi aspetto grosse sorprese perché ogni anno bisogna stare attenti a tanti particolari”.
Infine, una battuta sul calcio italiano: “La riforma dello sport per il calcio dilettantistico è stata una mannaia. Contrattualizzare anche i minimi rimborsi spese ha danneggiato il nostro calcio. Va bene scimmiottare i professionisti, ma il calcio dilettantistico è nato con altro. Lo scopo dei dilettanti, come ha fatto per 45 anni il presidente Carella, deve essere quello di togliere i ragazzi dalla strada“.