F1, rivoluzione power unit: i segreti dei nuovi V8 3.0 turbo
- Postato il 24 settembre 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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La massima categoria del Motorsport cambierà pelle dal 2030, facendo una netta inversione a U rispetto all’attuale tecnologia. La FIA e i motoristi hanno siglato un accordo sulle novità del prossimo ciclo tecnico. Se in un primo momento si era parlato di un romantico ritorno ai motori termici aspirati, i vertici hanno scelto di continuare sulla strada della poco rumorosità, in ragione anche dei limiti imposti sui tanti tracciati cittadini presenti oggi in calendario.
Questa volta Liberty Media non si può consentire di sbagliare il motore destinato a rappresentare la somma sfida nel prossimo ciclo tecnico del campionato mondiale di Formula 1. Si dovrebbe fare un passo indietro anche sull’elettronica, puntando su tecnologie più vicine alla concezione dei puristi. Purtroppo non ci sarà spazio al sound che ha fatto innamorare tanti appassionati, a causa della presenza di un turbocompressore.
I lati negativi
Un motore aspirato avrebbe subito riacceso l’entusiasmo di coloro che sono cresciuti con i primi successi mondiali di Schumacher in Ferrari negli anni 2000, sebbene sotto al cofano della Rossa era presente un V10 aspirato di 90° con una cilindrata di 2.996 cm³ capace di erogare oltre 800 CV. Nel 2030 dovrebbe debuttare un turbo con livelli di rumorosità più compatibili con location cittadine come Miami, Madrid, Singapore, Baku e Las Vegas. In passato si è sempre goduto di uno show straordinario a Monaco, senza mezza lamentela ma a quanto pare il mondo pare essere diventato sensibile alle emissioni sonore di un weekend di gara.
Il turbocompressore dei prossimi V8 non dovrebbe essere di grandi dimensioni. Rispetto alle power unit attuali con un 50% di parte termica e un 50% di parte elettrica si avrà un sound migliore, ma sempre in linea con i vincoli dei diversi circuiti cittadini. Il nuovo V8, naturalmente, sarà associato a un motore elettrico da 100 kW, una potenza molto più bassa rispetto a quella prevista dall’attuale generazione che non ha convinto campioni come Verstappen e Alonso.
La spinta delle Case costruttrici
Con la presenza di top brand dell’automotive la F1 non può permettersi, come in passato, un completo distacco dal prodotto stradale. Dato che la componente elettrica resterà un punto fermo del car market, il Motorsport lavorerà nella direzione di un pacchetto ibrido altamente prestazionale, ma più leggero e meno complesso rispetto a quello che sta mortificando attualmente il talento dei piloti migliori in griglia.
La nuova power unit dovrà pesare almeno 50 kg in meno rispetto alle unità attuali, rendendo anche più agili le monoposto. Si spera che nel 2030 i piloti avranno la possibilità di calarsi in vetture più semplici anche sul piano aerodinamico per favorire manovre di sorpasso naturali. Accantonato il possibile ritorno del DRS, si sta iniziando a valutare la filosofia del push to pass adottato in IndyCar, ovvero un boost temporaneo di potenza che il driver potrebbe utilizzare in specifiche circostanze.
FIA e motoristi dovranno trovare la quadra sul progetto definitivo. La rivoluzione è attesa già nel 2030, anticipando la conclusione del ciclo tecnico attuale. I player dovranno sedersi a un tavolo e molte problematiche emerse nel corso di questi ultimi mesi dovranno essere spazzate via da un regolamento all’altezza della fama storica della F1.