F1 | Red Bull sfida Ferrari: ecco la sua ala “Macarena”, come funziona e quale soluzione è la migliore
- Postato il 26 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Red Bull ha iniziato il 2026 al di sotto delle aspettative, con la sua RB22 che presenta gravi carenze telaistiche e aerodinamiche, nonostante un motore che sembra essere tra i più prestazionali. Se Mercedes è il riferimento in termini di velocità pura, è Ferrari ad aver fatto scuola in questo primo anno della nuova era regolamentare. Il telaio della SF-26 è tra i migliori e l’aerodinamica presenta numerose innovazioni che hanno attirato l’attenzione nel paddock.
Tra le tante, l’ala “Macarena” è quella che più ha sorpreso, e i vantaggi di questa soluzione sono evidenti. Per questa ragione è iniziata una corsa dei team nel cercare di replicarla, e Red Bull è il primo ad averne testata una. Il team di Milton Keynes ha infatti sfruttato il filming day a Silverstone per provare la nuova ala posteriore e, sebbene non ci siano immagini ufficiali, è stato possibile dedurne il funzionamento.

Per quanto concettualmente simili, le due ali posteriori sono state ingegnerizzate in maniera completamente differente, aprendo così a due filosofie progettuali distinte.
Come funziona l’ala “Macarena” sulla Red Bull?
Ingegnerizzare l’ala “Macarena” non è stato facile per Ferrari, che ha dovuto prendere decisioni estreme. Per permettere la rotazione, i tecnici hanno infatti rimosso l’attuatore centrale, spostandolo nell’endplate laterale e integrandolo nella paratia. I flap si muovono in senso orario e compiono una rotazione di circa 270 gradi. Questa ampia escursione ha però creato problemi di sincronizzazione con i flap anteriori, problema che dovrebbe essere stato risolto con la versione aggiornata.

Red Bull ha ripreso alcuni concetti Ferrari, portandoli però all’estremo. I tecnici hanno scelto di mantenere il pilone dell’attuatore centrale, obbligando così i flap a muoversi in senso antiorario. La scelta è voluta: in questo modo i flap compiono una rotazione di circa 160 gradi, inferiore rispetto a quella Ferrari, eliminando potenzialmente il problema della sincronizzazione con l’anteriore.

Inoltre, sulla Red Bull i flap si sollevano ben oltre gli endplate laterali, creando un gap tra il main plane e le ali rovesciate molto più ampio rispetto alla soluzione Ferrari. Il dubbio circa la sua efficacia è dovuto al fatto che una configurazione del genere potrebbe risultare estremamente turbolenta a sfavore dell’efficienza sui rettilinei, ma è impossibile trarre conclusioni.
Si potrebbe dedurre che la soluzione Red Bull sia la migliore, ma in Ferrari l’ala “Macarena” gira al simulatore da mesi e a Maranello hanno testato ogni configurazione possibile, ritenendo quella attuale la più efficace. Red Bull non sarà l’unico team a implementarla nel corso della stagione e sarà interessante osservare quale filosofia progettuale adotteranno gli avversari.
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