F1 | Antonelli vincerà nel 2026: perché ha un vantaggio che altri piloti non hanno
- Postato il 15 gennaio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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F1 2026, la guida delle nuove monoposto premia i giovani: perché Antonelli ha già un vantaggio e può essere la sorpresa della nuova stagione
La F1 del 2026 potrebbe segnare un vero cambio generazionale e una svolta anche per la carriera del giovane Andrea Kimi Antonelli. Le nuove monoposto, più leggere e agili ma anche più complesse da gestire, imporranno uno stile di guida profondamente diverso rispetto al passato. Un cambiamento che, secondo diversi addetti ai lavori, rischia di penalizzare i piloti più “istintivi” e di favorire chi è cresciuto in un ambiente fortemente legato al simulatore e alla gestione elettronica della vettura.
In questo contesto si inseriscono sia le analisi tecniche sul nuovo regolamento sia le previsioni di Peter Windsor, che vede nel 2026 una stagione capace di lanciare definitivamente i giovani, con Andrea Kimi Antonelli indicato come possibile protagonista già alla sua prima vittoria in F1.

Antonelli vincerà la prima gara in F1?
Le monoposto 2026 obbligheranno i piloti a un controllo molto più raffinato dell’acceleratore. In uscita di curva non sarà più possibile spalancare il gas senza conseguenze, perché alla spinta del motore endotermico si sommerà quella elettrica. Un utilizzo sbagliato dell’energia della MGU-K potrebbe lasciare il pilota senza potenza proprio nei rettilinei più importanti.
A spiegare bene questo scenario è Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, che ha sottolineato come la guida stia diventando sempre più complessa. “Quando si va a complicare la trazione aggiungendo una componente elettrica così importante, è evidente che si aggiungono variabili che rischiano di snaturare la guida classica: accelera prima degli altri e frena dopo”, ha spiegato ai microfoni di Motorsport.
Secondo Ceccarelli, la gestione del gas diventa una vera attività multitasking. “La prestazione va ottimizzata. Magari bisogna essere più fluidi in uscita dalle curve per non perdere spunto sui rettilinei. Oggettivamente rischia di diventare una guida un po’ contro natura”.
Il vantaggio dei piloti di F1 cresciuti al simulatore
Ed è proprio qui che emerge il possibile vantaggio dei giovani. Ceccarelli lo dice chiaramente: “Sicuramente i piloti più giovani, quelli che si sono formati al simulatore, avranno un vantaggio. Hanno una maggiore flessibilità mentale e riescono ad adattarsi prima a un cambiamento così profondo nel modo di guidare”.
Il parallelo con la Formula E è inevitabile. “Non è solo accelerare, ma gestire l’energia, i comandi sul volante e le indicazioni dai box. Chi riesce a rendere automatiche queste tecniche ha un vantaggio enorme, indipendentemente dalla velocità pura”, ha aggiunto Ceccarelli.
Questo quadro tecnico si sposa perfettamente con la previsione di Peter Windsor per il 2026. L’analista inglese ha indicato George Russell e Fernando Alonso come possibili protagonisti nella lotta al titolo, ma ha anche previsto una prima vittoria in carriera per Andrea Kimi Antonelli.
Un’ipotesi che trova fondamento proprio nella nuova Formula 1. Antonelli è uno dei piloti che meglio incarnano questa nuova generazione, cresciuta tra simulatori, dati e gestione elettronica della monoposto. In un contesto in cui non vince chi attacca di più, ma chi sbaglia meno nella gestione complessiva del giro, il giovane italiano potrebbe trovarsi subito a suo agio.
Il paradosso del 2026 è chiaro. “Il pilota dovrà imparare ad andare più piano in certe fasi per essere più veloce sul tempo totale”, avverte Ceccarelli. Una filosofia che potrebbe mettere in difficoltà i piloti più esperti, abituati a una guida aggressiva, e allo stesso tempo aprire la porta a nuovi protagonisti.
Se la direzione è davvero questa, la previsione di Windsor su Antonelli potrebbe rivelarsi tutt’altro che azzardata. La F1 del futuro sembra pronta a premiare chi saprà unire velocità, gestione mentale e capacità di adattamento. E i giovani, questa volta, partono in vantaggio.
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