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F1 2026, la guerra in Iran continua a minacciare il calendario: Domenicali ammette l'opzione Europa, Imola tra le ipotesi

  • Postato il 29 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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F1 2026, la guerra in Iran continua a minacciare il calendario: Domenicali ammette l'opzione Europa, Imola tra le ipotesi

Come spesso avviene, le guerre che nelle intenzioni dovrebbero risolversi alla velocità di un blitz veni vidi vici poi degenerano in conflitti a bassa-media intensità, logoranti e di lungo periodo. La Russia nel 2022 pensava di sottomettere l’intera Ucraina in pochi giorni, e invece ad oggi Mosca sta avanzando a fatica nell’est del Paese e nel frattempo sta dissipando le sue risorse (con ricadute sull’economia russa), ha dato nuovo slancio alla NATO e per una sorta di eterogenesi dei fini reso Kiev una potenza militare in particolare nell’ambito dei droni. Anche gli Stati Uniti si sono infilati in un pantano, in questo caso con l’Iran: la storia dovrebbe insegnare che, dal Viet Nam all’Afghanistan croce sia per l’ex Unione Sovietica che per gli stessi USA, nonostante la disparità di mezzi a disposizione sottovalutare il nemico con pretese di superiorità non è un mossa molto saggia (Teheran a quanto pare sta ricostruendo con una notevole velocità le infrastrutture danneggiate, come riporta il Wall Street Journal citato da Federico Rampini, oltre a tenere il mondo per la collottola con la sua vera arma nucleare, ovvero lo Stretto di Hormuz).

La guerra in Iran rischia un ulteriore escalation, le incertezze anche per lo sport e per la F1

Questa premessa per dire che l’intemerata di Trump, Netanyahu, Hegseth e compagnia belligerante nella fu Persia non consente, al momento, di intravedere alcuna svolta nel conflitto. Che è sempre più incerto, nonostante tentativi di accordi poi mandati a peripatetiche il giorno successivo. Di recente USA e Arabia Saudita hanno attaccato le milizie filo-iraniane in Iraq, allargando ulteriormente lo spettro della guerra; al tempo stesso l’Ucraina ha diretto la sua potenza di fuoco contro una nave iraniana, considerando il fatto che Teheran, nel suo asse del male, fornisce missili alla Russia.

Insomma, questa guerra non solo non sembra trovare una soluzione, ma il rischio escalation è più vivo e presente che mai. Un dato di cui deve tenere conto anche lo sport, e in particolare la F1, che già in questa stagione ha dovuto depennare dal calendario gli appuntamenti di aprile del Bahrain e dell’Arabia Saudita, con la volontà però di recuperarli in qualche modo.

La F1 si riorganizza: la Malesia sostituisce il Bahrain (ma resta GP del Bahrain)

E così è stato, almeno per un appuntamento e utilizzando però un alternativa, quella della Malesia, che torna in una stagione della F1 per ospitare un Gran Premio sostituendo il Bahrain il prossimo 2-4 ottobre, formando una tripletta asiatica che comprende Azerbaigian e Singapore (e continuerà a chiamarsi, evidentemente per questioni di diritti e introiti, GP del Bahrain nonostante si svolga altrove).

Ma sono a rischio Qatar e Abu Dhabi: quando verrà presa una decisione

Mancherebbe però un’altra gara per ripristinare il calendario con 24 appuntamenti come era stato deciso all’inizio. Tuttavia, come abbiamo visto le incertezze della guerra complicano ulteriormente il lavoro per mantenere una stagione normale: se le ostilità continuano, e alla peggio degenerano, potrebbero rischiare il loro posto nel calendario il GP del Qatar del fine settimana del 29 novembre e il successivo GP di Abu Dhabi che a inizio dicembre chiuderà la stagione.

In occasione di una conferenza stampa alla presenza di diversi media, il presidente e amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali ha fatto il punto sulla situazione che si sta venendo a creare. Per il momento Qatar e Abu Dhabi restano confermati, com’è ovvio (sono stati anche venduti tutti i biglietti, ha fatto sapere l’ad). Ma vero la metà di settembre verrà presa una decisione valutando lo stato del conflitto e i suoi sviluppi.

Domenicali: “Europa unica alternativa praticabile. Imola? È una opzione”

Una cosa però è certa: nel caso le ultime due gare non si possano disputare per cause di forza maggiore, l’alternativa sarà solo ed esclusivamente l’Europa. “Non ci sono altre opzioni che possiamo portare avanti in altre aree del mondo”, ha ammesso Domenicali, che si è detto non preoccupato dalla possibilità di un clima rigido per i GP continentali a novembre e dicembre. “Guardando alle temperature medie in quel periodo in Europa, si scopre che sono meno fredde rispetto a Las Vegas quando ci corriamo, e parliamo di dati oggettivi, anche se con i cambiamenti climatici è difficile fare previsioni certe”.

Per l’ad della F1 quindi è possibile correre in Europa a dicembre (c’è stato un tempo, era il 2020, in cui il WRC dovette chiudere la stagione in quel mese a Monza, proprio il 4-6 dicembre, e all’epoca non era mancata pure la neve). Nessuna possibilità di fare un altro appuntamento negli Stati Uniti, men che meno due gare a Las Vegas (“Non vogliamo inflazionarla, sta crescendo molto bene. E poi in quel periodo c’è la NFL, non vogliamo metterci in competizione con eventi con grande presa sul pubblico americano”).

L’Europa insomma è l’alternativa più saggia, anche in termini logistici e doganali. Ma quali appuntamenti nello specifico potrebbero disputarsi? C’è l’opzione Imola (che ha ospitato la F1 dal 2018 al 2025), confermata da Domenicali stesso pur senza ovviamente dare certezze sulla fattibilità della cosa.

Le prossime stagioni di F1: “Trattative con l’Africa e Sudamerica. Due gare in Cina e Giappone? Non subito”

Per quanto riguarda invece il calendario 2027, che ovviamente va preparato e presentato in anticipo, quest’anno c’è il rischio che venga ufficializzato verso novembre. Ma il presidente della F1 ha assicurato che stanno predisponendo delle alternative in modo che la stagione prossima rimanga con 24 GP.

E nei prossimi anni potremmo vedere nuove, inedite sedi. “Vi posso dire che abbiamo delle trattative con l’Africa che sono a buon punto, mentre il prossimo anno torneranno Portogallo e Turchia. Ma stiamo portando avanti delle discussioni con l’America del Sud e con l’Estremo Oriente, con la Cina che continua a richiedere la possibilità di ospitare altre gare e così anche il Giappone. Per il momento vogliamo però lasciare un solo Gran Premio, perché prima vogliamo consolidarci ulteriormente in quei mercati prima di considerare una gara in più”, ha concluso Domenicali.

Autore
Virgilio.it

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