Europei Volley, l'Italia sfiderà la Polonia di Lavarini: fari sull'opposto Stysiak e i suoi intrecci con Egonu e Antropova
- Postato il 3 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Nessuna sorpresa di sorta: sarà la Polonia l’avversaria dell’Italia nella semifinale degli Europei di volley, in programma sabato a Istanbul con orario ancora da comunicare (sarà una slot tra le 15 e le 18). La formazione polacca ha battuto 3-1 l’Olanda, di fatto riuscendo ad arginare per lunghi tratti la formazione orange, che rappresentava certamente un ostacolo insidioso. Il punteggio finale di 25-16, 20-25, 25-20, 25-23 ha premiato una Polonia che proverà ora a mettere i bastoni fra le ruote alle ragazze di Velasco, con le quali hanno disputato un test amichevole lo scorso 13 agosto, vinto nettamente dalle azzurre per 3-0. Nell’altra semifinale, la Turchia padrona di casa ha battuto 3-1 la Germania sfiderà la Serbia in un confronto che promette scintille.
Lavarini non ha nulla da perdere. E Stysiak…
Chiaro è che il precedente agostano tra Italia e Polonia lascia il tempo che trova. Perché sabato a Istanbul sarà tutta un’altra storia, con coach Stefano Lavarini (che poche settimane fa ha traslocato dalla Numia Milano di Paola Egonu al Fenerbahce di Alessia Orro) che proverà a trovare il modo per impedire alle italiane di avanzare all’atto finale del torneo.
Peraltro la Polonia nel girone eliminatorio è stata l’unica squadra ad aver battuto la Turchia, con annesse polemiche legate al fatto che per qualcuno le turche avrebbero “perso di proposito” per evitare proprio l’incrocio con le ragazze di Velasco in semifinale. La coppia delle Magdalena, Stysiak da una parte (14 punti) e Jurczyk dall’altra (13), ha trascinato le compagne verso il successo contro l’Olanda, anche se la formazione polacca nel tempo è cresciuta anche in altri fondamentali, con Piasecka (14 punti) in posto 4 a mettere a sconquasso la difesa orange.
Una squadra non necessariamente esperta ai massimi livelli, senza nomi altisonanti ma con un background solido. Stysiak è chiaramente il pericolo pubblico numero uno: 5 stagioni in Italia (due a Scandicci, tre a Milano), una “staffetta” con Egonu al Vero Volley, poi tre stagioni in Turchia (due al Fenerbahce, l’ultima all’Eczacibasi) e tra poche settimane l’esperienza in Brasile all’Osasco, con Antropova che la sostituirà in posto 2 all’Eczacibasi.
Fahr promette battaglia: “A Istanbul belle cariche”
L’Italia nel primo pomeriggio ha raggiunto il Bosforo, sbarcata da Brno dove ha conquistato il pass per andare a giocarsi le medaglie. Male che vada verrà eguagliato il risultato ottenuto tre anni fa, quando le azzurre di Davide Mazzanti persero la finale per il bronzo contro l’Olanda disputata a Bruxelles (e dopo quel match Egonu decise di non andare a giocare il preolimpico, arrabbiata per l’utilizzo saltuario ricevuto dall’allora CT).
Chiaro però che le intenzioni di Velasco sono ben diverse: l’Italia ha la possibilità di centrare la terza finale consecutiva in una rassegna di fine estate, dopo quelle olimpiche e mondiali vinte nelle precedenti due annate. “Abbiamo fatto soffrire un po’ chi ci ha seguito e abbiamo sofferto anche noi, ma è giusto così”, il commento di Sarah Fahr, in riferimento al quarto vinto con le svedesi. “Credo che la partita contro la Svezia sia arrivata al momento giusto per prepararci a quello che dovremo affrontare questo week-end. Noi sicuramente ce la metteremo tutta e siamo arrivate a Istanbul belle cariche”.
Con lo spauracchio Haak alle spalle, le azzurre sanno di dover prestare attenzione soprattutto ai dettagli. “Siamo molto affiatate, ma è affiatato tutto il gruppo. Anche durante i time-out, cerchiamo sempre di parlarci, darci qualche consiglio, aiutarci e sostenerci l’una con l’altra. Il nostro modo di dare una mano alla squadra è provare a sporcare più palloni possibile a muro e cercare di incidere anche in attacco. Cerchiamo di fare questo e di farlo sempre al meglio”. Insomma, la sveglia è suonata, e adesso bisognerà completare l’opera: altre due vittorie per completare una clamorosa tripletta e in un triennio comunque di per sé già magico. Al quale manca (appunto) soltanto l’oro continentale.