Emiliano, tramonta l’incarico in Regione Puglia: terzo no del Csm a Decaro. Verso l’ok alla consulenza (gratuita) in Senato
- Postato il 5 maggio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Michele Emiliano non potrà fare il consulente di Antonio Decaro in Regione Puglia. Nell’ultima puntata di una saga surreale, la Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura ha respinto di nuovo la richiesta del governatore di nominare il suo predecessore come “incaricato speciale” sul dossier Ilva, una bocciatura che equivale al tramonto definitivo di questa ipotesi. Non sono bastati i vari “aggiustamenti” dell’istanza, tra cui, da ultimo, il cambio di inquadramento da lavoro dipendente a co.co.co.: la commissione all’unanimità ha ritenuto che un magistrato, quale tuttora è Emiliano, non possa svolgere un incarico essenzialmente amministrativo e gestionale, anche perché non esistono precedenti in questo senso. Si tratta del terzo diniego formale arrivato dal Csm a Decaro, che cercava una soluzione per garantire un posto al suo padrino politico in attesa di una candidatura in Parlamento, senza però farlo entrare in giunta, dove la sua figura sarebbe eccessivamente ingombrante (Decaro stesso, d’altra parte, aveva messo il veto alla corsa di Emiliano per il Consiglio regionale).
Al tempo stesso, però, al Consiglio è stata individuata la soluzione alternativa per evitare all’ex governatore un clamoroso ritorno in toga dopo 23 anni. La Commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, presieduta da Tino Magni di Alleanza Verdi e Sinistra, ha chiesto nei giorni scorsi al Consiglio superiore di collocare fuori ruolo Emiliano come consulente “a tempo pieno e a titolo gratuito”: un incarico-ponte che gli consentirebbe di maturare i requisiti per la pensione (certo, senza i 155mila euro lordi l’anno che offriva Decaro, ma probabilmente meglio di rientrare nelle aule di giustizia). Contrariamente ai pronostici, su questa richiesta l’organo di autogoverno ha dato un parere interlocutorio ma essenzialmente positivo: al presidente Magni verrà chiesto di specificare le ragioni della scelta di Emiliano, che dovrà anche comunicare il suo assenso alla nomina. Una volta compiuti questi adempimenti, è probabile che dalla commissione arriverà il parere positivo, forse con l’astensione dei consiglieri “laici” scelti dal centrodestra. L’ultima parola però spetterà come al plenum, l’organo al completo.
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