Donne e F1, dalla storia al futuro: De Filippis, Lombardi e oggi Doriane Pin
- Postato il 22 aprile 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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C’è un filo invisibile che attraversa oltre cinquant’anni di motorsport. Parte da una pioniera italiana, attraversa decenni di silenzi e tentativi, e oggi torna a vibrare forte sul rettilineo di Silverstone. Da Maria Teresa de Filippis e Maria Grazia “Lella” Lombardi a Doriane Pin, la F1 femminile non è più un’eccezione: è una storia che si sta finalmente scrivendo.
De Filippis, la prima
Per capire il presente, bisogna partire dal passato. Maria Teresa de Filippis, nata a Napoli nel 1926, è stata la prima donna a qualificarsi per un GP di F1. Era il 1958 e lo fece su Maserati 250F, appartenuta al pilota Giorgio Scarlatti. Una monoposto acquistata con i propri soldi, visto che ai tempi non c’erano sponsor.
La qualificazione arrivò nel GP del Belgio dopo averla inseguita con diversi tentativi. In quel GP chiuse al decimo posto. La sua carriera durò poco e si chiuse per scelta, non certo per i pregiudizi. Dopo aver perso diversi amici in pista, nel 1959 decise di smettere di correre.
Lombardi, la prima a punti: un record che resiste
Passati gli anni ’60, le donne tornano protagoniste nel 1975, quando Lella Lombardi, all’età di 34 anni su March, chiuse sesta al GP di Spagna, conquistando mezzo punto mondiale. Era la stagione in cui l’austriaco Niki Lauda su Ferrari, diventò per la prima volta campione del mondo.
Ancora oggi, Lombardi resta l‘unica donna ad aver segnato punti in F1. Un’impresa che, col passare degli anni, è diventata simbolo. Non solo per il risultato, ma per il contesto. Era sempre un’epoca in cui correre in Italia come nel resto del mondo, per una donna, significava sfidare pregiudizi, nuovi limiti tecnici e culturali.
Lombardi non era una comparsa, era una pilota vera, rispettata, capace di stare in pista con i migliori. Ma dopo di lei, ancora una volta il vuoto. Diversi tentativi, apparizioni, test ma nessuna continuità. Fino ad oggi.
Aprile 2026, l’inizio di una nuova storia
Il 17 aprile 2026 qualcosa è cambiato. Sul circuito di Silverstone, Doriane Pin è salita su una monoposto di F1. Non una qualsiasi, la Mercedes W12, quella del titolo costruttori 2021. Un test sì, ma allo stesso tempo, anche un segnale fortissimo.
La 22enne francese, campionessa della F1 Academy 2025 e pilota di sviluppo Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, ha completato 76 giri per oltre 200 km, impressionando il team per velocità, feedback e maturità tecnica. Precedentemente, in preparazione del test, ha trascorso molto tempo nel simulatore Mercedes, integrandosi strettamente con gli ingegneri e perfezionando la sua comprensione delle procedure necessarie per guidare la W12.
Pin è così diventata la prima donna nella storia a guidare una Mercedes di F1 e la prima francese a mettersi al volante di una F1 moderna. “Un’esperienza incredibile“, ha raccontato ai media, ma dietro l’emozione, c’è tanta sostanza e tanto sacrificio. Ora la pilota continuerà nei suoi compiti di Development Driver, che includono lo sviluppo del simulatore, attività aggiuntive in fabbrica e a bordo pista oltre alla possibilità di partecipazione ai GP.
Non più simboli, ma progetti
La differenza tra De Filippis, Lombardi e Pin non è nel talento, è nel sistema. Negli anni ’50 le origini, nel ’70, Lella era sola. Oggi, Doriane è parte di un ecosistema: academy, programmi giovani, sviluppo strutturato. Dal Ferrari Challenge alla Endurance con il progetto Iron Dames, fino alla F1 Academy vinta nel 2025, il suo percorso è stato costruito passo dopo passo. Quel percorso la porta dentro un box di F1, non come ospite, ma come progetto. Mercedes crede in lei e non è un caso isolato.
Gwen Lagrue, consulente Mercedes per lo sviluppo dei piloti, ha dichiarato:
“Siamo molto orgogliosi di dimostrare alla prossima generazione di pilote che guidare una monoposto di F1 è un obiettivo raggiungibile. Sono certo che vedremo una donna al volante di una vettura di F1 nei prossimi anni e, come team, saremmo incredibilmente orgogliosi se riuscissimo a raggiungere questo traguardo con una nostra collaboratrice. Doriane può certamente essere fonte di ispirazione per chi seguirà le sue orme, proseguendo la sua carriera e il suo ruolo di pilota collaudatrice con il nostro team“.
La nuova era del motorsport femminile
Negli ultimi anni, qualcosa si è mosso. La nascita della F1 Academy, il coinvolgimento diretto dei team, l’attenzione mediatica, il motorsport ha iniziato a cambiare pelle. Doriane Pin è il volto di questa rivoluzione. Non perché è una donna che guida, perché è una pilota pronta e il talento non ha genere.
Il motorsport, da sempre, è stato uno specchio della società: competitivo e selettivo. Oggi però sembra aprirsi a una visione più ampia, in cui il valore non è più filtrato da categorie rigide ma riconosciuto nella sua essenza. L’ingresso delle donne in modo strutturato non è solo un fatto di rappresentanza, ma un cambiamento culturale più profondo. Significa mettere in discussione un’idea di limite che per decenni è stata accettata quasi senza essere interrogata. Significa ridefinire cosa intendiamo per merito, opportunità e accesso.
In questo senso, il percorso di una pilota come Pin non è soltanto individuale, è collettivo. Ogni curva affrontata, ogni giro completato, ogni test superato diventa parte di una narrazione più grande, che riguarda chi osserva, chi sogna e chi verrà dopo. Il motorsport, che vive di velocità e precisione, scopre così una nuova dimensione, quella del tempo lungo del cambiamento. E in quel tempo, finalmente, anche ciò che sembrava impossibile inizia a diventare semplicemente inevitabile.
Una storia, un sogno
Tra il mezzo punto di Lella Lombardi e i 200 km di Doriane Pin a Silverstone c’è un mondo. Ma anche una continuità. Ogni giro percorso oggi porta con sé il peso e l’eredità di chi ha aperto la strada. La domanda, ora, non è più “se” una donna tornerà a correre stabilmente in F1 ma “quando“.
Forse, per la prima volta, la risposta non sembra così lontana. Il motorsport vive di velocità, ma anche di simboli. Questa è una storia perfetta: passato, presente e futuro che si intrecciano. De Filippis è stata la prima, Lombardi la prima a punti, Pin potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo. Silverstone è stato solo un test, ma il prossimo passo potrebbe essere molto più grande. Magari proprio lì dove tutto conta davvero, sulla griglia di partenza della F1.