Djokovic, l'ultimo immortale: batte Vacherot, diventa il più anziano vincitore a Parigi e dice: "Non male per un vecchio..."
- Postato il 3 novembre 2026
- Di Virgilio.it
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Lampi di vero Djokovic, ma che fatica per spuntarla contro Valentin Vacherot. Che alla fine però s’è piegato di fronte all’immarcescibile resilienza del serbo, che al debutto a Parigi ha venduto cara la pelle, visto le streghe e poi è passato all’incasso, spuntandola al terzo set e guadagnandosi il pass per il turno successivo. Così facendo, Nole ha anche tenuto in piedi le residue speranze di agganciare un posto nelle Nitto ATP Finals: servirà comunque un mezzo miracolo (Jodar è avanti di quasi 300 punti, de Minaur ne ha 270 di vantaggio e attualmente è il primo degli esclusi), ma intanto un mattoncino il serbo l’ha messo. Perché da qualche parte bisogna pur cominciare a remare.
- Quel primo set buttato e l'incredibile reazione
- Nole ci scherza su: "Non male vincere... da anziani..."
Quel primo set buttato e l’incredibile reazione
C’è quella spalla malandrina che continua a tormentare l’ex numero uno del mondo, e che forse è la ragione che l’ha costretto a restare in campo ben più di quanto avrebbe preventivato contro il monegasco. Dopotutto nel primo set la strada pareva bella spianata: Nole aveva fatto tutto alla perfezione, mettendosi nelle condizioni di andare almeno a giocarselo al tiebreak, pur se nel dodicesimo gioco (durato quasi quanto tutti i precedenti 11 messi assieme) le palle set salvate sono state tre, e con tanti patemi d’animo ulteriori.
Alla fine al tiebreak Djokovic c’è andato, scappando sul 5-3 prima di concedere due errori gratuiti banali e poi cominciare a soffrire sul servizio del rivale, che con merito s’è preso il parziale e s’è messo nelle condizioni di mettere tutta la pressione del mondo addosso al serbo. Che per tutta risposta è partito malissimo nel secondo set, subendo subito un break e lasciando intendere che la fine non soltanto del torneo, ma forse anche dell’intera stagione fosse ormai a un passo. Un salvifico MTO ha però rimesso tutto in ballo, e da quel momento in poi la partita ha cambiato veramente padrone.
Nole ci scherza su: “Non male vincere… da anziani…”
Perché concedere anche solo un dito a Djokovic può rivelarsi pericoloso, e Vacherot l’ha scoperto a proprie spese. Dopo tre game a senso unico, ecco allora la reazione che non t’aspetti: arrivano subito tre palle break e la terza è quella buona per rimettersi on serve, ma è soprattutto una “scavigliata” del monegasco ad aver consegnato a Nole tutto un altro orizzonte. Fiutando il vantaggio a livello fisico, Djokovic ha cominciato a muovere a destra e a sinistra un Vacherot in evidente difficoltà, stoico nel non volersi arrendere, ma impossibilitato a replicare con la stessa moneta.
Il break decisivo che spedisce il match al terzo arriva nel dodicesimo gioco, poi nel terzo set praticamente non c’è partita: Vacherot è esausto, Nole ne approfitta e si regala il secondo turno contro Hijikata, fresco giustiziere di Darderi. Se la spalla reggerà, si potrebbe ancora continuare a sperare in qualcosa di buono. “Qualcuno dice che io sia troppo vecchio e lento per giocare a questo livello, ma se poi riesco a vincere non è male, che ne dite?”, ha domandato un po’ stupito e col ghigno beffardo sul volto mentre veniva intervistato a fine partita.
“La verità è che sono ancora qui, resisto e non mi do mai per vinto. Non mollare è per me qualcosa che viene naturale, e spero che possa continuare a esserlo ancora per molto tempo”. A 39 anni e 164 giorni, Djokovic è diventato il più anziano vincitore di una partita disputata nel Masters 1000 parigino. È però ancora in tempo per aggiornare lo score, e magari proverà a farlo già contro Hijikata, proveniente dalle qualificazioni e col quale in carriera entrambi i match disputati, tutti nel 2025 sul cemento outdoor di Brisbane e Miami. Con Vacherot l’ha scampata bella, ma il difficile (come logica impone) deve ancora venire.