Concessioni, non solo spiagge nel caos. Schiappapietra: “Rischi per tabaccherie, chioschi e attività commerciali”
- Postato il 6 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Una riunione urgente, perché la corsa è di quelle contro il tempo. I balneari savonesi fanno quadrato per fare il punto sul caos delle concessioni, soprattutto dopo le recenti sentenze del TAR della Liguria che colpiscono le delibere dei Comuni di Pietra Ligure e Laigueglia sui rinnovi generici. La riunione si è svolta nella sede di Confcommercio Savona, alla presenza di Enrico Schiappapietra, in qualità di presidente del Sib Liguria e di Confcommercio Savona, insieme al presidente nazionale del Sib Antonio Capacchione. All’incontro hanno partecipato circa 400 persone, tra presenti in sala e collegati da remoto.
Secondo i giudici del TAR della Liguria, i Comuni di Pietra Ligure e Laigueglia (compreso quello di Sarzana) dovrebbero concludere le gare entro maggio-giugno 2026, una scadenza che, passaggi alla mano, risulta “quasi impossibile” considerando tutte le procedure necessarie. Una speranza per i concessionari è arrivata in mattinata dalle parole di Schiappapietra, che ha citato la sentenza del Consiglio di Stato 3185 del 2024: “Se non c’è una nuova concessione, i vecchi concessionari possono rimanere. Dal punto di vista dell’interesse pubblico, è prevalente mantenere la spiaggia pulita, ordinata e con il servizio di salvataggio, rispetto a riacquisirla e trasformarla in spiaggia libera”.
“Il rinnovo delle concessioni è un problema che ci trasciniamo – ha ricordato -. In Italia 17 Comuni hanno avviato gare, e ben 13 sono in Liguria: questo dimostra che in Liguria si fa molto di più di quello che si fa nel resto del Paese. Anzi, qui c’è chi dice che non solo dobbiamo partecipare al bando, lo sappiamo e lo abbiamo accettato, ma c’è anche chi dice che non possiamo partecipare perché quella concessione verrà cancellata. Noi ne facciamo questione di impresa famigliare, ma abbiamo anche grandi società che arrivano da fuori e tentano di aggiudicarsi le concessioni per fare business. Il nostro Tar dice che le gare devono essere assegnate entro maggio-giugno 2026, ma i nostri Comuni, anche volendo, non riuscirebbero, perchè solo per arrivare alla pubblicazione del bando ci vogliono 90 giorni. Poi deve stare esposto per altri 30 giorni e, come minimo, un altro mese serve per la presentazione delle proposte. A voler essere rapidi ci vogliono almeno 5 mesi. Noi vogliamo che le cose vengano fatte, ma fatte bene e in tempi consoni”.
Schiappapietra ricorda anche un altro aspetto passato in secondo piano: “A gara in Liguria vanno mille stabilimenti balneari, ma anche circa 3 mila attività commerciali tra chioschi, bar, tabaccherie, edicole, giostre. Quindi parliamo di circa 4 mila imprese. Se sei proprietario di una tabaccheria in uno di questi Comuni, devi chiudere? Non puoi spostarla altrove. Vale lo stesso per stabilimenti balneari, alberghi, campeggi: non è una battaglia dei soli stabilimenti”.
Secondo Schiappapietra, il rischio riguarderebbe tutti: “Ho ricevuto tantissime telefonate da persone che non hanno stabilimenti, ma attività commerciali, e hanno lo stesso identico timore: possiamo stare aperti? Dobbiamo fare norme con senso pratico, di misura, che portino ai rinnovi delle concessioni, ma la cosa che non dobbiamo fare è uccidere il nostro tessuto imprenditoriale”.
Infine, sulla possibilità di aprire le spiagge in attesa di decisioni definitive, Schiappapietra conclude: “A mio avviso potreste dover continuare a operare sino a atto contrario da parte dell’amministrazione. Dobbiamo resistere”.
Come detto, all’assemblea ha partecipato Antonio Capacchione, avvocato e presidente del Sindacato italiano balneari, che ha portato l’esperienza di tutta Italia: “Non potevo non essere in prima linea: noi la battaglia giudiziaria la faremo fino in fondo. Siamo l’unico sindacato che si è costituito, ma la soluzione deve esser legislativa, non può essere giudiziaria. Ci vuole un bando tipo che sia unico a livello nazionale. Non solo i contenuti dei bandi devono essere uniformi, ma anche la tempistica. Altrimenti è far west e questa è alterazione della concorrenza”.
Ieri Il Governo ha deciso di mettere ordine in materia, una nuova norma andrà in Gazzetta a giorni: “Bene che il ministro Salvini e il Governo abbiano recepito il nostro appello sulla necessità e urgenza di evitare una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative in materia, che rischiano di danneggiare o distruggere un importante settore economico perfettamente efficiente e di successo – prosegue Capacchione – Sussiste infatti il rischio concreto e reale che la situazione già grave, per lo stato di incertezza sul futuro aziendale, possa addirittura peggiorare con gli Enti concedenti, Comuni e Autorità di Sistema portuale, che mettono a gara le aziende attualmente operanti con bandi di gara disomogenei e in un quadro normativo incompleto e anacronistico. È quanto sta già succedendo con comuni persino limitrofi, che hanno emanato bandi di gara per l’affidamento di porzioni di demanio marittimo con contenuto completamente diverso e persino con una tempistica diversa”.
“In primo luogo bisogna evitare l’attuale far west per cui ogni comune si inventa un proprio bando. Il bando tipo assicura un esercizio delle funzioni amministrative ordinato e uniforme, evitando disparità di trattamento fra aziende. In secondo luogo, siamo impegnati a tutelare le aziende attualmente operanti che hanno avuto l’unico torto di aver creduto nelle leggi dello Stato che garantivano la continuità aziendale. Lo Stato ha infatti “cambiato le carte in tavola” togliendo ai concessionari il diritto di insistenza alla loro scadenza. Senza questo diritto questi operatori non avrebbero scelto questo lavoro e non avrebbero costruito le loro aziende. Lo Stato non può tradire chi ha creduto nella sua parola. In terzo luogo, riteniamo che si debba salvaguardare un modello, quello italiano, di successo costituito da aziende perlopiù a conduzione familiare evitando l’accaparramento del demanio da parte di multinazionali o aziende speculative interessate non a gestire le concessioni ma a subaffittarle o rivendersele”, conclude Capacchione.
Nella giornata di oggi, infine, è attesa la pronuncia del Tar sul caso Ceriale. mentre giovedì si terrà l’assemblea del Sib nazionale.