Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Con la morte della figlia di Lea Garofalo si chiude l’ultimo anello di un tragico cerchio

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Con la morte della figlia di Lea Garofalo si chiude l’ultimo anello di un tragico cerchio

Il Quotidiano del Sud
Con la morte della figlia di Lea Garofalo si chiude l’ultimo anello di un tragico cerchio

La morte di Denise, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, ultimo anello di una serie di drammi


PETILIA POLICASTRO – La morte di Denise Cosco a soli 35 anni – la stessa identica età in cui sua madre, Lea Garofalo, fu assassinata nel 2009 – ha spezzato l’ultimo anello di una storia di coraggio, solitudine e abbandono. Una vita trascorsa tra i fantasmi della protezione, il peso di un cognome ingombrante e il dolore incancellabile per la perdita della madre, donna simbolo della scelta di libertà contro la ‘ndrangheta, attirata in una trappola dall’ex compagno Carlo Cosco, uccisa, fatta a pezzi e bruciata.

Denise è morta dopo un volo disperato da una finestra dell’abitazione in cui viveva nel Lazio, protetta da un’identità di copertura. Entrata in coma domenica scorsa, stamane il tragico decesso. Una vita segnata da fragilità ma anche dalla ricerca di un nuovo inizio, condiviso con un compagno e coronato dalla nascita di un figlio che oggi ha quasi quattro anni. Sulla drammatica vicenda la Procura competente ha disposto l’autopsia.

Rovine e drammi collaterali

Con la scomparsa di Denise si chiude tragicamente un cerchio che in questi anni ha continuato ad accumulare rovine e drammi collaterali. L’ultimo in ordine di tempo si è consumato nel 2023 dietro le sbarre del carcere di Milano Opera, dove il 46enne Rosario Curcio — uno dei quattro condannati in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio e la distruzione del corpo di Lea — si è tolto la vita impiccandosi. Una fine disperata che richiama la tragica analogia del giugno 2014, quando a togliersi la vita fu Giuseppe Venturino, il padre del pentito Carmine, l’ex fidanzato di Denise le cui rivelazioni permisero di ritrovare i resti della testimone in un tombino a Monza. Carmine Venturino si uccise perché profondamente turbato dopo aver rivisto in televisione i dettagli agghiaccianti del “magazzino dell’orrore”.

Il paradosso giudiziario

Un cumulo di tensioni e ombre a cui si aggiunge, a Petilia Policastro, anche la polemica montata attorno ai manifesti funebri affissi per la morte del killer.
Un percorso giudiziario e umano denso di paradossi, segnato dall’esclusione dell’aggravante mafiosa nella sentenza che derubricò il delitto a femminicidio, nonostante la metodologia e i codici mafiosi fossero evidenti.

I funerali laici di Milano

Il pensiero torna inevitabilmente a quel 19 ottobre 2013 in piazza Beccaria a Milano, quando migliaia di persone si strinsero attorno alla bara di Lea per i funerali laici celebrati da don Luigi Ciotti. In quell’occasione Denise, costretta a seguire la cerimonia nascosta dietro una finestra per motivi di sicurezza, fece arrivare la sua voce a tutta la piazza attraverso gli altoparlanti.

«Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti».

Colonna sonora

Un addio in cui la musica giocò un ruolo fondamentale. Denise scelse personalmente la colonna sonora di quella giornata. Dai brani amati dalla madre come “I tuoi occhi sono pieni di sale” di Rino Gaetano, “Ovunque proteggimi” di Vinicio Capossela, “L’ombra della luce” di Franco Battiato, con quel suo leitmotiv “Non abbandonarmi mai” che somigliava a una preghiera laica, fino a “Gli Angeli” di Vasco Rossi e all’amatissimo Fabrizio De André.

L’ultima passeggiata

Oggi, con la prematura scomparsa di Denise, quell’abbraccio ideale si spezza, lasciando l’Italia intera a fare i conti con una ferita aperta e con il destino amaro di chi ha pagato fino in fondo il coraggio della verità. Resta anche il fermo immagine dell’ultima passeggiata di Lea e Denise immortalata da un impianto di videosorveglianza nei pressi dell’Arco della Pace a Milano. Là si persero le tracce di Lea. In via Montello, quartier generale dei petilini emigrati a Milano. Erano le 18.25 del 24 novembre 2009. È il momento in cui si vede Denise salire a bordo di un’auto Chrysler “Voyager”, mentre la madre rimane in attesa sul marciapiede.

La trappola

Era una trappola, secondo gli inquirenti milanesi, che il 18 ottobre 2010 ordinarono l’arresto di sei persone. Mandante del delitto il padre di Denise, Carlo Cosco, che voleva costringere Lea a rivelare cosa avesse dichiarato agli inquirenti su un omicidio avvenuto nel maggio ’95 a Milano. Un delitto del quale la donna attribuì responsabilità all’ex convivente e a suo fratello Giuseppe Cosco detto “Smith”, dal nome di una marca di pistole.  Lea era a casa con la sua bambina quando udì i colpi d’arma da fuoco. Denise ha poi testimoniato contro il padre, gli zii e il suo ex nel processo per l’uccisione di sua madre.

Analogie con Rita Atria e Maria Chindamo

Ma il calvario è stato devastante, e forse non ha retto. Denise si è lanciata da una finestra come Rita Atria, la testimone di giustizia che si tolse la vita dopo la morte di Paolo Borsellino, figura a cui si era legata come a un padre. Un destino di disperazione che richiama anche la storia di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Limbadi svanita nel nulla  per aver difeso la propria libertà, proprio nei giorni in cui si assiste a una svolta nell’inchiesta sulla sua morte. Eroine antimafia che hanno pagato un prezzo altissimo. In solitudine.

Il Quotidiano del Sud.
Con la morte della figlia di Lea Garofalo si chiude l’ultimo anello di un tragico cerchio

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti