Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno
- Postato il 30 luglio 2026
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- Di Virgilio.it
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In questa pagina trovi l’aggiornamento ufficiale dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, utile per pianificare rifornimenti e costi di viaggio. I valori riportati provengono dalle ultime rilevazioni dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sono presentati in tabella per tipologia di prodotto ed erogazione. Per aiutarti a interpretare i dati, spieghiamo anche come si forma il prezzo alla pompa: al costo industriale, che comprende materia prima e margine degli operatori, si sommano le imposte, vale a dire accise e Iva, dando origine al totale pagato dagli automobilisti.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Ultimo aggiornamento: 29-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.169 |
| Benzina | SELF | 2.074 |
| GPL | SERVITO | 0.876 |
| Metano | SERVITO | 1.609 |
Come si compone il costo dei carburanti
Per la benzina, il prezzo finale che l’automobilista paga in autostrada nasce dall’incontro tra componente industriale e componente fiscale. La parte fiscale pesa per il 58% e comprende accise e Iva, cioè le imposte che si sommano al valore del prodotto prima della vendita al dettaglio. Il restante 42% è la componente industriale, formata da due elementi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima, che rappresenta il 30% del prezzo, riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro, fattori che possono far variare il costo anche nell’arco di pochi giorni. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre logistica, stoccaggio, costi operativi e il servizio offerto al distributore; è l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, ad esempio differenziandolo per punto vendita o per livello di servizio. In sintesi, mentre la componente fiscale è fissata dalle norme e incide in maniera strutturale sul prezzo, quella industriale risente sia delle dinamiche dei mercati energetici internazionali sia delle scelte commerciali e organizzative lungo la catena distributiva.
Per il gasolio, la scomposizione del prezzo evidenzia un equilibrio diverso tra imposte e costi industriali. La componente fiscale incide per il 45% del totale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il peso principale è attribuibile al costo della materia prima e all’effetto del cambio euro/dollaro, che insieme valgono il 45% del prezzo: ciò significa che le oscillazioni dei mercati internazionali dei distillati e la forza relativa dell’euro rispetto al dollaro possono riflettersi rapidamente sui listini. Il margine lordo degli operatori rappresenta invece il 10% del prezzo e comprende trasporto, stoccaggio, gestione del punto vendita e politiche commerciali; è la quota sulla quale i gestori hanno maggiori leve per adeguare i prezzi in funzione dei costi specifici, della concorrenza locale e del livello di servizio offerto. Rispetto alla benzina, il diverso peso della fiscalità aiuta a spiegare le variazioni di prezzo tra i due prodotti, mentre la parte industriale del gasolio resta significativamente esposta alle dinamiche delle quotazioni e ai movimenti valutari, che possono amplificare o attenuare le variazioni osservate alla pompa.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit