Come tassare i grandi patrimoni? Con la giustizia ecologica: chi inquina deve pagare
- Postato il 24 giugno 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
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Ci avviciniamo al 2030 con le braghe calate. Dal 2009, anno in cui sono stati definitivi i 9 limiti del pianeta dall’equipe di scienziati guidati da Johan Rockstrõm anziché correre ai ripari si sono superati 7 limiti su 9 ed è inutile nascondersi dietro le buone intenzioni piuttosto che affidarsi alla crudeltà dei dati. Così, mentre la società umana si avvia in pericolosi territori inesplorati, nel dibattito politico ci si avvita su sterili slogan elettorali. Intanto le piattaforme digitali globali dei vari miliardari promuovono forsennate abitudini neoliberiste di acquisto e lavoro cognitivo senza stop, allontanando i cittadini da qualsiasi reazione, interesse e impegno sul tema.
In Italia, il 10% più ricco delle famiglie italiane possiede più della metà (il 59,9%) di tutta la ricchezza nazionale (dati Oxfam). Non è un caso, ma l’esito di un modello che ci vede lavorare 354 ore (un dato in crescita negli ultimi anni rispetto alle rilevazioni di De Masi riportate nella ricerca Cultura 2030) all’anno più dei tedeschi, con benefici per il 5% dei più ricchi che dal 2010 a metà 2025, hanno rastrellato il 91% della ricchezza di oltre 2.000 miliardi di euro prodotti.
Per questo, considerato che il controllo dell’informazione è in mano agli uomini più ricchi del paese, i giornalisti e gli editori aggrediscono qualsiasi politico che affronta il tema della tassazione dei potenti.
La rapina fiscale da parte del capitalismo può procedere così indisturbata anche se la giustizia fiscale non è più una questione di equità, ma di sopravvivenza del sistema pianeta per la società umana. Mentre il ceto medio scivola verso il basso, multinazionali e miliardari pagano aliquote ridicole rispetto ai cittadini comuni.
Il miliardario Warren Buffet è il primo a confermarlo ricordando che è “oltraggioso che la mia segretaria, o chiunque altro nel mio ufficio, paghi un’aliquota fiscale doppia rispetto alla mia” (17% rispetto al 33%). Come possiamo non considerare urgente una tassazione progressiva sui grandi patrimoni? Ci vuole giustizia ecologica: chi inquina deve pagare.
La crisi climatica non è un evento imprevedibile, ma il risultato di un “modello estrattivo” che ha privatizzato persino l’aria. Un super-ricco in 90 minuti, in media, emette più gas attraverso i suoi yacht e jet privati di quanti ne produca una persona comune in tutta la sua vita, e dovrebbe pagare ogni 90 minuti le tasse che una persona comune paga nel corso di tutta la sua vita. È così che possiamo dare senso ai nuovi Articoli 9 e 41 della Costituzione Italiana. La vera chiava di trasformazione, di cambiamento reale e di sopravvivenza è legare giustizia fiscale e sopravvivenza ecologica.
In un mondo di “jobless growth” (sviluppo senza lavoro), dove l’IA aggredisce anche le attività creative, il lavoro non può più essere l’unica fonte di identità e sussistenza. E questo introduce la seconda riforma economica fondamentale: il Reddito Universale di Base, lo strumento per liberare i cittadini dal ricatto tra salute e sopravvivenza.
Bisogna ancorare la ricchezza dei miliardari ad un Citizens Funds (Fondi dei Cittadini) per permettere alle istituzioni pubbliche, classe media e povera di poter velocemente modificale le proprie abitudini in attività sostenibili affrontandone i costi senza farle ricadere sui cittadini ridistribuendo equamente a ogni individuo un Dividendo di Base Universale o Reddito di Base delle straordinarie ricchezze accumulate dai miliardari sempre più in modo parassitario.
Solo così si ricostruisce la fiducia sociale che i cittadini hanno perso allontanandosi dal voto e dalla partecipazione politica. La politica deve riconquistare la volontà di “ribaltare la matrioska” e rimettere l’economia al servizio della vita. C’è un’unica torta mondiale: di acqua, aria, foreste, biodiversità, spiagge, terra, montagne. Una torta che si rigenera se le diamo il tempo, che si consuma per sempre sotto l’avidità di pochissimi individui.
O abbiamo il coraggio di affrontare la violenza e la forza degli uomini più potenti del nostro paese e del pianeta o il collasso sociale ed ecologico sarà l’unica certezza.
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