Come è verde l'erba di Nick Kyrgios e Serena Williams: il tempo s'è fermato, i ritorni si rivelano vincenti per entrambi
- Postato il 9 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Lo aspettavano tutti al varco, ma da quel cancello un po’ a sorpresa è rispuntato il “vecchio” Kyrgios. Non il giullare (o l’imbonitore), il tennista vero e proprio: 6-3 6-4 a Corentin Moutet e primo sorriso dopo 5 mesi di snervante attesa, col ritorno sull’erba a tre anni di distanza dall’ultima partita disputata sulla superficie tanto cara ai britannici che ha fatto la felicità del giocatore australiano. Che ha badato al sodo e ha centellinato gli sforzi, conquistando una vittoria che in qualche modo profuma di rinascita. Il tutto a pochi minuti di distanza da un’altra big tornata in pista: anche Serena Williams l’ha fatto con una vittoria, e allora la festa può dirsi completa.
- Serena giunonica al Queen's: "Iconico ripartire da qui"
- Mboko solida, ma Serena strada facendo torna devastante
- Kyrgios, l'incubo è finito: "Qui per i tifosi, scusate l'emozione"
Serena giunonica al Queen’s: “Iconico ripartire da qui”
La 44enne americana, vincitrici di 23 titoli slam in singolare (e 14 in doppio, troppo spesso dimenticati), è ripartita proprio dal doppio al Queen’s, trovando subito il modo per colpire l’occhio degli appassionati: successo per 7-6 6-2 in coppia con la canadese Victoria Mboko contro la neozelandese Erin Routliffe e la statunitense Nicole Melichar-Martinez (erano le terze del seeding, dunque non proprio le ultime del mazzo…).
Serena s’è presentata con un vestitino destinato a fare proseliti sull’erba londinese (maglia attillata bianca ed elegante gonnellina rosa) e con una mise un po’ diversa pensando al passato, merito anche del trattamento a base di GLP-1 tanto discusso e criticato negli ultimi tempi (peraltro tra un paio di anni il semaglutide, la sostanza “miracolosa” contenuta nel farmaco che in principio era stato studiato per combattere il diabete, ma che poi ha fatto la fortuna di chi voleva perdere peso, verrà messo al bando dalla Wada).
“Non avevo niente da fare a casa, mi stavo annoiando”, ha commentato a fine partita l’americana, che non vedeva l’ora di godersi il momento. “Tornare è stata la cosa migliore che potessi fare, e con Victoria mi è venuto tutto molto naturale. Nei punti importanti mi sono appoggiata a lei e tutto è venuto da sé”. Leylah Fernandez e Laura Siegemund saranno le avversarie nei quarti, ma ormai tutti sperano di vedere Serena fare quanta più strada possibile. “Giocare qui al Queen’s è meraviglioso, un posto iconico”, ha aggiunto Serena, che era al debutto assoluto sull’erba del secondo torneo più prestigioso sull’erba (che fino al 2023 si disputava solo al maschile).
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TheTennisLetter/status/2064399928563232950" profile_id="TheTennisLetter" tweet_id="2064399928563232950"/]Mboko solida, ma Serena strada facendo torna devastante
La vittoria di Mboko-Williams non era forse nelle attese, ma le avversarie hanno forse avvertito la pressione del momento e sono andate ben presto in crash. Serena è apparsa un po’ arrugginita soprattutto al servizio, ma è andata in crescendo e ha tenuto sempre il punto quando contava, col tiebreak del primo set che ha fatto da spartiacque: un doppio fallo ha lanciato la coppia nordamericana, che s’è ritrovata sul 4-2 e poi hanno fatto tesoro di quel minibreak.
Nel secondo set tutto è sembrato più semplice: il break arriva nel terzo gioco sul servizio di Routliffe, poi Mboko è solida nei game in battuta e il secondo break arriva nel settimo gioco, consegnando a Williams l’opportunità di andare a servire per chiudere i conti. E lo fa da fuoriclasse consumata: due ace, un vincente al centro e tanti saluti. Bentornata Serena, è grazie che hai trovato il modo per fermare il tempo.
Kyrgios, l’incubo è finito: “Qui per i tifosi, scusate l’emozione”
A Stoccarda tutti gli occhi erano puntati sul rientro di Kyrgios, che contro Moutet ha fornito una prova decisamente accattivante. Vestito di nero, ma con pantaloncini e capellino bianco d’ordinanza, ha piazzato un break a metà del primo set e uno all’inizio del secondo e se l’è fatti bastare, mostrandosi poi solidissimo al servizio (8 ace e nessuna palla break concessa).
Se il polso necessitava di un check, la prima recita dopo quasi 5 mesi di stop è andata discretamente bene. E paradossalmente il match di secondo turno (che poi sono ottavi) contro il giapponese Sho Shimabukuro potrebbe anche rivelarsi un po’ più semplice: Moutet appariva alla stregua di un rivale molto scomodo, invece in campo Nick ha fatto sembrare le cose molto semplici. Sfruttando due delle tre palle break avute a disposizione e poi non concedono alcuna possibilità di replica.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TennisTV/status/2064418268710883671" profile_id="TennisTV" tweet_id="2064418268710883671"/]Un paio di giocate da fuoriclasse scendendo a rete hanno mostrato lampi del Nick che fu: 4 anni fa sull’erba s’inchinò soltanto a Djokovic, e sebbene oggi la storia sia diversa, da giocatore ha dimostrato di meritare solo applausi. Sperando che resti concentrato a giocare, e non divaghi a parole contro tutto e tutti (qualcuno ha detto o pensato a Sinner?…). A fine partita c’è scappata anche la lacrimuccia: “Il momento è emozionante, capitemi. Ho subito 4 interventi al ginocchio e ho dovuto ricostruire un polso, ma se sono qui è grazie al calore e all’affetto dei tifosi. E rimango per loro”.