Colturi, l'italiana che c'è ma non si vede: "Se avessi 10 anni oggi avrei il poster di Brignone in camera". Hirscher, altro stop
- Postato il 19 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Dimentichiamo sempre che dietro a Goggia e Brignone (e così anche a Pirovano e Della Mea) ci sarebbe anche una certa Lara Colturi. Italiana al 100%, ma “costretta” a gareggiare sotto bandiera albanese per via di una storia fatta di team, allenatori (cioè i genitori) e metodi di preparazione che non collimavano con quelli proposti dalla FISI. Che chissà quanto a lungo andrà rimpiangendo l’impossibilità di schierare tra le proprie fila la figlia dell’olimpionica Daniela Ceccarelli, che a nemmeno 20 anni è pronta a tuffarsi in quella che per lei è la quinta annata in Coppa del Mondo.
- Lara, un'estate di cambiamenti (e buone sensazioni)
- I ricordi di bambina: "Avevo le foto di Vonn e Shiffrin"
- Hirscher salta Soelden: tempi ancora troppo alti
Lara, un’estate di cambiamenti (e buone sensazioni)
I propositi per l’anno venturo sono presto detti: dopo 7 podi conquistati nelle passate annate (quattro volte seconda e tre volte terza), Lara vuole cogliere il primo successo in carriera. “Solo ora mi sto rendendo conto di quanta strada ho già fatto, avendo almeno una sessantina di gare alle spalle. Sono cresciuta tanto grazie al lavoro fatto con la mia famiglia e tutto il team, e dopo l’infortunio al crociato nel 2023 sono maturata ancora più in fretta. Oggi riesco a prendere le mie decisioni, ma avere dei genitori che mi supportano è fantastico”.
Da quest’anno Colturi ha cambiato materiali (è passata a Head), mantenendo Andrea Vianello come skiman e annettendo al team Martin Hager (che ha lavorato in passato con Vonn e Pinturault) e Johan Clarey, che l’aiuterà nelle discipline veloci. “Lui ha gareggiato fino a 42 anni, ma è ancora giovanissimo. Le discipline veloci fanno parte del mio vissuto: la mamma ha vinto un oro olimpico in supergigante, io un titolo mondiale Juniores nel 2023. Poi, dopo l’infortunio, ho cercato di privilegiare le discipline tecniche, ma ora è tempo di tornare a fare velocità. E comunque sono fortunata ad avere così tante belle persone attorno”.
I ricordi di bambina: “Avevo le foto di Vonn e Shiffrin”
Colturi in estate ha lavorato per 5 settimane in Nuova Zelanda, testando i nuovi materiali e trovando subito il giusto feeling con la neve. “Ho incontrato anche Loic Meillard, che mi ha dispensato tantissimi consigli tecnici, e non solo. È stato veramente stupendo potermi confrontare con lui. Ma in generale, tutto il lavoro fatto è stato ottimo”. Un’estate nella quale Lara ha provato a vivere il presente, e non a pensare sempre e solo alle gare. “Era un po’ il mio limite, ora ho molta più consapevolezza di ciò che faccio e voglio vivere il momento”.
A Soelden sarà tra le probabili protagoniste, e si ritroverà ad affrontare molte rivali che in passato solo state delle vere icone. “In camera non avevo poster, ma una foto con Lindsey Vonn e altre di Hirscher e Shiffrin. Certo, se oggi avessi 10 anni, allora penso che un bel poster di Federica Brignone sulla parete ci starebbe da Dio, anche solo per come è rientrata dall’infortunio e per ciò che ha fatto a Cortina. Veramente qualcosa di unico e incredibile al tempo stesso”.
Hirscher salta Soelden: tempi ancora troppo alti
Colturi a Soelden sarà al cancelletto di partenza, dove mancherà Marcel Hirscher, che dopo la ricognizione dei giorni scorsi sul ghiacciaio del Rettenbach ha preferito rimandare il rientro. L’otto volte vincitore della Coppa del Mondo (tutte consecutive, dal 2012 al 2019) ha evidenziato ancora una condizione non al top, col riscontro cronometrico che l’ha visto piuttosto lontano dai tempi fatti registrare dai compagni di squadra austriaci (sebbene nella sua seconda vita sugli sci Marcel abbia scelto di gareggiare per i Paesi Bassi, la nazione d’origine della madre).
Hirscher, reduce da un grave infortunio al crociato rimediato in allenamento nel dicembre del 2024 (poche settimane dopo essere rientrato in Coppa del Mondo, ma senza alcun risultato degno di nota), ha saltato tutta la passata stagione e potrà provare a rientrare usufruendo di una wild card concessa dalla federazione, che gli consentirà di avere quattro partenze col pettorale 31 in ogni disciplina.
Intanto l’Austria saluta Max Franz: il velocista del wunderteam, 37 anni da poco compiuti, ha chiuso ufficialmente la carriera a quasi 4 anni dal terribile infortunio di Copper Mountain, dove riportò gravi lesioni a entrambe le gambe. Vano ogni tentativo di tornare alle competizioni: saluta con tre vittorie in Coppa del Mondo (una sulla Saslong) e un bronzo mondiale a St. Moritz nel 2017.