Cinque riserve naturali italiane perfette per la primavera
- Postato il 14 marzo 2026
- Vacanze Natura
- Di SiViaggia.it
- 2 Visualizzazioni
È possibile che tutta questa bellezza nasca dal niente? Se lo chiedeva Lev Tolstoj, l’autore di Guerra e Pace, parlando della primavera. Di come con l’avvento di questa stagione di rinascita tutto si ammanti di contorni positivi, brillanti, saturi di colore. I boschi tornano a tingersi di verde, i prati si riempiono di fiori, il tepore del sole invita a tirar su le maniche del maglione. È il momento ideale, anche per mettersi in viaggio e andare a scoprire da vicino il risveglio della natura.
Parchi piccoli e grandi, riserve naturali, aree protette rappresentano un grande e variopinto tesoro del nostro Paese e destinazioni ideali per un viaggio, o anche solo una gita di pochi giorni, durante la primavera. Un modo ideale per tornare a immergersi nel verde e scoprire splendide zone d’Italia in un momento in cui i flussi turistici sono ancora modesti.
Parco dei Cento Laghi
Il Parco dei Cento Laghi, o più propriamente detto il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, dai corsi d’acqua che lo attraversano, è una riserva naturale in Emilia Romagna, aggrappata alle pendici dell’Appennino. Il suo territorio, prevalentemente montano, ha un’altitudine che oscilla tra i 400 e i 1650 metri ed è caratterizzato da ampi boschi, grandi pascoli e, per l’appunto, piccoli laghi.
Una porzione di Emilia poco frequentata, fuori dai grandi giri, ma che si apre in panorami davvero unici, alternando zone più selvagge ad altre antropizzate, ma comunque in piacevole connubio con la morfologia locale. È il luogo che mette in connessione città come Parma e Reggio Emilia con il crinale appenninico, dove domina la natura.
I principali laghi presenti, da cui prende il nome confidenziale il Parco, sono il Lago Santo (da non confondere con l’omonimo toscano), il Lago Ballano e il Lago Verde. In comune hanno l’origine, glaciale, e il fatto che tutti e tre possono essere raggiunti con facili escursioni in sentieri immersi in boschi maestosi e silenti.
Proprio i sentieri che si snodano tra i boschi sono tra le principali attrazioni del Parco dei Cento Laghi nel periodo primaverile. Il parco è infatti attraversato da numerosi sentieri escursionistici che conducono verso panorami spettacolari, come quelli dal Monte Marmagna o dal Monte Aquilotto, da cui nelle giornate limpide si può osservare l’intera catena appenninica.
È inoltre proprio in queste valli che nascono prodotti simbolo dell’Emilia come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, eccellenze gastronomiche di un territorio ricco di tradizioni legate alla tavola.
Parco del Delta del Po
Il Parco del Delta del Po, tra Veneto ed Emilia Romagna, si cura di un ecosistema unico come quello della foce del più grande fiume italiano. Il grande delta del fiume si divide qui in numerosi rami, che creano un intricato paesaggio costituito da lagune e canali.
Sebbene ci siano motivi sufficienti per visitarlo in ogni periodo dell’anno, il Parco dà il meglio di sé in primavera, quando i suoi ambienti umidi diventano crogiuolo di una ingente popolazione di uccelli migratori: è tra marzo e aprile che arrivano i fenicotteri, a far compagnia agli aironi, sempre presenti, e agli eleganti cavalieri d’Italia.

Ci sono vari modi per poter visitare il Parco del Delta del Po. Uno è ovviamente attraverso le particolari imbarcazioni che ne percorrono i canali, un modo affascinante per avvicinarsi il più possibile alle acque salmastre. Sono inoltre tantissimi i percorsi ciclabili lungo gli argini e sulle rive, costituendo una intricata rete di possibili escursioni in bicicletta.
Parco delle Foreste Casentinesi
Il suo nome completo è Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, ed è destinato alla salvaguardia del territorio montano che si estende tra Toscana e Romagna. Si tratta di una zona davvero affascinante, con un paesaggio appenninico variegato e caratterizzato dagli splendidi panorami regalati dai suoi crinali impervi e dai grandi boschi frondosi.
Il cuore del parco è costituito dalle foreste demaniali casentinesi, considerate tra le più preziose d’Europa dal punto di vista naturalistico. All’interno dell’area protetta si trova anche la Riserva Integrale di Sasso Fratino, istituita nel 1959 e oggi parte del patrimonio mondiale UNESCO per la presenza di faggete vetuste quasi intatte.
Visitare il parco in primavera significa addentrarsi in una natura che si risveglia e che accoglie con tutti i suoi colori e i suoi profumi. Una esperienza che spesso permette anche qualche fortuito incontro con la fauna locale: non è raro avvistare cervi, caprioli, daini e mufloni che popolano queste montagne.
Una delle escursioni più gettonate di primavera è quella che porta alla scoperta delle sorgenti dell’Arno, il fiume che attraversa Firenze. Diverse zone attrezzate del Parco, poi, riscuotono un grande successo tra le persone toscane e romagnole per organizzare grandi picnic nella bella stagione.
Da segnalare che il Parco custodisce anche alcuni luoghi di grande fascino spirituale, come l’Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna, dove secondo la tradizione San Francesco ricevette le stimmate.
Parco Nazionale del Cilento
La primavera si fa sentire diversamente nelle zone più a sud d’Italia, dove fin da marzo le temperature sono più alte, e per questo una passeggiata nella natura risulta ancora più piacevole. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si trova in Campania, nella parte meridionale della regione, con un territorio che spazia dagli Appennini alla costa tirrenica e offre sentieri naturalistici panoramici, aree archeologiche dallo straordinario stato di conservazione e piccoli borghi caratteristici.

Un esempio dei primi è il trekking da Magliano Nuovo a Postiglione, dieci chilometri di itinerario passando per una notevole alternanza di contesti tra grotte, punti panoramici, ponti medioevali da attraversare e, infine, le Gole del Calore, un vallone formato dallo scorrere del fiume, con le sue tipiche marmitte dei giganti e l’ambiente tipicamente fluviale.
L’area archeologica di Paestum è una delle più note della Campania e uno dei siti architettonicamente meglio conservati per quanto riguarda l’arte classica, grazie alla perfetta conservazione dei suoi templi dorici. Un angolo di Magna Grecia da non perdere.
Tra i centri storici Camerota e Teggiano rappresentano i borghi più caratteristici dell’area. Il primo ha un’impronta chiaramente medievale, arroccato su una rupe, con un’architettura elegante e austera. Il secondo sorge sopraelevato al centro della conca del Vallo di Diano, nobile e caratterizzato da campanili e palazzi gentilizi.
Parco Nazionale del Gargano
Nell’estremo sud-est dello Stivale italiano sorge il Parco Nazionale del Gargano, area protetta dal territorio unico, che va dalla costa fino ai paesaggi carsici dei principali rilievi.
Vieste e Peschici sono località balneari che d’estate attraggono una massa di turisti, ma che in primavera possono essere visitate con placida tranquillità. La Foresta Umbra, polmone verde del Parco, è però la vera grande attrazione: un grande bosco di circa 15mila ettari, caratterizzato da faggi e querce, riconosciuto patrimonio UNESCO in quanto testimonianza di un ecosistema rimasto quasi intatto nel corso dei secoli.

È proprio qui che merita avventurarsi tra i suoi diversi percorsi: ci sono quindici sentieri ben segnalati e adatti a tutti i livelli, alcuni dedicati al solo trekking e altri che si possono esplorare in sella a una mountain bike. La primavera è il periodo ideale per scoprire questa grande foresta nel momento in cui la stagione cambia e tutto si risveglia dal letargo dei mesi invernali.