Cinque giardini di Firenze da visitare in primavera

Attraversato il Ponte Vecchio, ammirata la Cupola del Brunelleschi, alzato il capo verso il cielo per seguire i contorni della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, percorsa via Tornabuoni e le altre viuzze del centro storico di Firenze, potrebbe essere giunto il momento per il visitatore di concedersi una meritata pausa nel verde.

Il capoluogo toscano è uno scrigno delle meraviglie, ma può risultare in alcuni momenti un po’ soffocante, pieno di pesante marmo e grave pietra che vi alberga da secoli. Non è semplice trovare molti spazi verdi, specie curati e interessanti, ma non mancano le possibilità di trovare al contempo bellezza, comodità e curiosità in alcuni dei giardini visitabili nel cuore della città.

Il Giardino di Boboli

Il Giardino di Boboli è il più celebre e monumentale tra i giardini fiorentini. Si trova alle spalle di Palazzo Pitti, nel cuore del centro storico e nelle immediate vicinanze del Ponte Vecchio. È un immenso parco storico risalente alla metà del Cinquecento, realizzato da Eleonora di Toledo, consorte del futuro granduca Cosimo I de’ Medici.

Boboli è un grande giardino all’italiana, ma oltre al tanto verde riserva anche tantissime attrazioni. Ampi viali, grandi fontane, statue dal gusto classicista, grotte, teatri: un museo all’aperto che vale la visita in ogni caso. Il biglietto d’ingresso è gratuito per i minorenni, con riduzioni per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni e diverse formule cumulative con altri musei cittadini.

Uno dei luoghi simbolo del giardino è la Grotta del Buontalenti, una grotta artificiale la cui realizzazione fu avviata da Giorgio Vasari, il grande architetto e pittore del Rinascimento, e conclusa da Bernardo Buontalenti. Il tema della grotta fantastica, con dipinti, sculture e giochi d’acqua, è tipico dell’architettura rinascimentale, e questo ne è un esempio di grande pregio.

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La Fontana dell’Oceano, scolpita dal Giambologna, è un altro dei capolavori di Boboli

La primavera è ovviamente il momento ideale per visitare il Giardino di Boboli. Il risveglio della natura è infatti evidente anche nel parco, che si tinge di un verde acceso e dei colori delle fioriture. Dopo averlo esplorato in lungo e in largo, l’ideale è trovare un piccolo spazio per sé tra i tanti a disposizione e godere dell’inevitabile quiete assoluta che si respira, malgrado ci si trovi proprio nel cuore pulsante della città.

Il Giardino delle Rose

Proprio sotto il balcone panoramico per eccellenza della città di Firenze, Piazzale Michelangelo, sorge questo piccolo, delizioso giardino che nei mesi primaverili ospita fiorentini e turisti in egual misura. È il Giardino delle Rose, realizzato nel 1865 dall’architetto Giuseppe Poggi, lo stesso autore del piazzale.

Deve il suo nome, abbastanza ovviamente, alla grande varietà di rose che ospita e che fioriscono tra aprile e giugno. Altre piante ornamentali, inoltre, ne decorano gli angoli assieme a dieci opere dello scultore belga Jean-Michel Folon, presenti in loco dal 2011. C’è anche una piccola sezione dedicata all’arte del giardino giapponese.

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L’elegante Giardino delle Rose

La grande bellezza del Giardino delle Rose, però, sta soprattutto nella sua eccezionale posizione panoramica. Sembra di poter balzare con un salto oltre l’Arno e atterrare sulla Cupola del Brunelleschi: la vista è veramente mozzafiato.

L’ingresso al Giardino delle Rose è gratuito.

Il Giardino di Villa Bardini

In primavera il principe dei giardini fiorentini è il Giardino Bardini, attiguo all’omonima villa. Deve la sua celebrità alla fioritura del glicine, che ne decora ampie parti, e alla posizione panoramica su una collina dell’Oltrarno, tra Costa San Giorgio e Borgo San Niccolò, una vera e propria terrazza panoramica sulle meraviglie architettoniche del centro storico della città.

Quando il pergolato di glicine fiorisce, tra fine marzo e inizio maggio, il Giardino Bardini diviene uno dei luoghi più fotografati di Firenze.

Villa Bardini a Firenze
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Tra i fiori lilla del glicine emergono i contorni di Firenze

Il giardino ha origini medievali, quando l’area era occupata da orti e terreni agricoli. Nel tempo si trasformò in un elegante giardino con fontane, statue e terrazze panoramiche. All’inizio del Novecento fu acquistato dall’antiquario Stefano Bardini, che ampliò la proprietà e contribuì a definire l’aspetto attuale del complesso. Sottoposto a un importante intervento di restauro a partire dal 2000, riaprì nel 2007 al pubblico. Oggi l’ingresso al giardino è a pagamento, con l’opportunità di visitare la villa, dove hanno frequentemente spazio mostre fotografiche di respiro internazionale.

Il Giardino dei Semplici

Nel cuore del centro storico, a pochi passi da Piazza San Marco, si trova un giardino atipico, dal nome evocativo: è il Giardino dei Semplici, ovvero l’Orto Botanico di Firenze.

Fondato nel 1545 al fine di coltivare piante medicinali (i “semplici” del nome), si estende su oltre due ettari e ospita specie provenienti da tutto il mondo, dalle piante officinali agli alberi secolari, dalle collezioni di agrumi alle varietà più rare di piante carnivore, fino addirittura alle specie tropicali e subtropicali coltivate nelle serre.

Oggi il Giardino dei Semplici è proprietà dell’Università di Firenze ed è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 16. Gli studenti delle università pubbliche toscane entrano gratuitamente. La dimensione scientifica lo rende diverso dagli altri giardini cittadini, più simile a un percorso museale che a un viaggio nel verde, ma che lascia davvero sorpresi e incuriositi. È un luogo valido per tutte le stagioni, ma che in primavera ha sicuramente qualcosa di speciale da dire.

Gli Orti del Parnaso

Piccola delizia spesso riservata solo ai fiorentini, gli Orti del Parnaso sono un piccolo parco panoramico fuori dal centro storico di Firenze, ma a minima distanza.

Si trova in via Trento, vicino a Piazza della Libertà, e rappresenta una porzione del più ampio Giardino dell’Orticoltura, nato quando la Società Toscana di Orticoltura creò qui un grande spazio dedicato alla coltivazione e alla sperimentazione botanica, alla metà dell’Ottocento.

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Loggia liberty al Giardino dell’Orticoltura. Sopra, gli Orti del Parnaso

Nel 1880 fu realizzato il tepidarium, una grande serra in ferro e vetro progettata dall’architetto Giacomo Roster, ancora oggi uno degli esempi più eleganti di architettura liberty a Firenze e che rappresenta uno dei punti d’interesse dell’Orticoltura.

Nella parte più alta, con tanto di ingresso indipendente, si trovano gli Orti del Parnaso, una zona più raccolta e panoramica, con vista sui tetti del centro città. Una scenografica scalinata decorata da una fontana a forma di drago che sembra arrampicarsi lungo il pendio rappresenta il simbolo di questo quieto angolo della città, lontano dai circuiti turistici, ideale per sdraiarsi su un prato o sedersi su una panchina con la vista su tutta Firenze: la cupola del Duomo, i tetti del centro storico e le colline circostanti.

Autore
SiViaggia.it

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