Cecilia Zandalasini torna in finale WNBA: le Valkyries stendono le campionesse di Las Vegas e sfidano Atlanta
- Postato il 10 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Cecilia Zandalasini l’ha fatto di nuovo. Anzi, l’ha fatto come mai prima: perché la terza finale WNBA della sua carriera l’ha conquistata da assoluta protagonista, contribuendo in modo fattivo alla vittoria delle Golden State Valkyries nella finale di conference contro le campionesse in casa delle Las Vegas Aces, che nelle loro file peraltro avevano anche A’Ja Wilson, fresca MVP della stagione regolare. Che pure poco o nulla ha potuto contro lo strapotere delle californiane, che hanno trovato nella giocatrice italiana molto più di un semplice giocatrice di contorno, presente nelle fasi decisive di una serie che non è mai stata davvero in discussione.
- Cecilia adesso è un fattore (e se ne sono accorti tutti)
- Nove anni dopo, la Zanda sogna un anello da protagonista
Cecilia adesso è un fattore (e se ne sono accorti tutti)
Zandalasini ha ribadito al mondo intero di aver raggiunto uno status di grandezza assoluta, per giunta sul palcoscenico più illustre del globo. Le Valkyries, franchigia nata appena un paio d’anni fa, hanno raggiunto la prima serie di finale della loro storia e avranno anche il fattore campo a favore contro le Atlanta Dream (scatterà il 17 ottobre al Chase Center di Oakland, la casa dei Golden State Warriors).
La precedente serie contro Dallas ha rappresento il proscenio ideale per mostrarsi in tutta la sua grandezza, con i 22 punti segnati in gara 1 (7/11 dal campo e 4 canestri dall’arco) che hanno permesso alle compagne di inaugurare nel modo migliore possibile la loro campagna play-off. Contro Las Vegas ha tenuto medie di rendimento comunque elevate, arrivando a contare oltre 20’ di utilizzo a partita, con 8.8 punti di media.
Una pedina chiave nello starting five delle Valkyries, a differenza di quanto successe 9 anni fa quando Cecilia conquistò il suo primo (e in qui unico) anella WNBA con la maglia delle Minnesota Lynx, delle quali però era una semplice giocatrice di rotazione con un paio di minuti e poco più di impiego a partita. E se due anni fa nella serie di finale persa contro le New York Liberty ebbe un impiego un po’ più continuativo, stavolta la 30enne di Broni può dire veramente di essere protagonista assoluta del viaggio della formazione californiana.
Nove anni dopo, la Zanda sogna un anello da protagonista
La sua è anche una piccola rivincita nei confronti di chi l’aveva bollata troppo presto come “superflua” per il pianeta WNBA. Perché nel 2019, quando decise di tornare in Europa a causa di un problema alla caviglia, perse un treno che nei 5 anni successivi non sarebbe tornato, con la scelta di giocare prima in Turchia (Fenerbahce e Galatasary) e poi in Italia (Virtus Bologna e, dopo la chiusura della sezione femminile, Schio).
Quando Minnesota l’ha richiamata nel 2024 sapeva di essere più pronta e matura per giocarsi le proprie carte, ed è esattamente ciò che ha fatto, prima guadagnandosi un contratto, poi venendo ceduta nell’expansion draft di dicembre alla neo franchigia della California. Che alla seconda stagione nella lega ha già raggiunto le Finals, e ora proverà a giocarsele cercando di infrangere il sogno delle Atlanta Dream, che hanno a roster giocatrici come Angel Reese, Rhyne Howard e Isobel Borlase (quest’ultima decisiva nella vittoria dell’Australia sull’Italia nell’incredibile sfida barrage all’ultimo mondiale con 30 punti).
Atlanta è anche la squadra che ha ottenuto i diritti su Matilde Villa, che pure ancora ha rimandato il viaggio in America (ma non dovrà aspettare molto). Intanto però l’Italia confida in un altro exploit di Zandalasini, che quest’anno ha giocato 34 partite da titolare (sulle 37 complessive stagionali), dimostrando di aver raggiunto la maturità per stare al passo con le più grandi. Una fuoriclasse in un mondo di extra terrestri.