Caporalato a Vado, i sindacati incontrano la stazione appaltante: “A pagare non siano i lavoratori. Subito tutele per chi ha denunciato”
- Postato il 1 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Vado Ligure. A seguito delle vicende di sfruttamento e caporalato che hanno coinvolto parte delle maestranze degli appalti presenti nel Porto di Vado Ligure, oggi si è svolto l’incontro tra i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e la stazione appaltante per la costruzione della diga foranea del Porto di Genova, il consorzio Breakwater.
Feneal, Filca e Fillea hanno chiesto “la ricollocazione immediata del personale che ha denunciato quanto stava accadendo e in secondo luogo di tutto il personale rimasto senza lavoro e senza cassa integrazione; l’attivazione di un corso di italiano per coloro che lavorano in cantiere e contestualmente la presenza di un mediatore culturale e, come accade in altri cantieri relativi alle grandi opere, la presenza di un presidio medico”.
Inoltre, i sindacato hanno chiesto “il potenziamento dei controlli di accesso ai cantieri e la predisposizione di una saletta sindacale. Infine è stata chiesta l’attivazione di quanto previsto dal decreto 81 circa l’attivazione della rappresentanza sindacale sulla sicurezza di sito. Quanto sopra per garantire standard minimi lavorativi e sociali in uno dei principali cantieri pubblici del nostro Paese”.