Cabinovia e mobilità in Valbisagno, l’annuncio di Salis: “Faremo un vero dibattito pubblico”
- Postato il 3 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. Sulla mobilità in Valbisagno si farà un vero e proprio dibattito pubblico. Ad annunciarlo è stata oggi la sindaca Silvia Salis durante la prosecuzione della commissione consiliare dedicata allo studio del Politecnico di Milano che promuove l’ipotesi della cabinovia.
“Abbiamo intenzione di far partire un dibattito pubblico in Valbisagno, regolato secondo il decreto legislativo del 31 marzo 2023 – ha detto Salis -. Sarà un momento importante perché sarà un dibattito pubblico sulla mobilità, quindi riprenderà quel discorso che è stato interrotto dieci anni fa e lo riprenderà a 360 gradi con tutto il territorio”.
Tutte le ipotesi tornano in partita
La cabinovia però non sarà l’unica opzione al vaglio, ha assicurato Salis: “Sarà un vero dibattito pubblico che non parta da nessun tipo di progetto preordinato, ma dall’analisi degli elementi che abbiamo e soprattutto le nuove realtà che abbiamo sulla Valbisagno. Non ci sottrarremo a nessun tipo di valutazione. È prevista la comparazione di tutte le opzioni: Skymetro, tram, funivia e anche l’opzione zero. È qualcosa che il territorio si aspetta e che faremo con serietà, con tutti gli strumenti che la legge ci dà e nella massima trasparenza”.
Il dibattito pubblico inizierà ai primi di settembre per evitare di sovrapporsi al periodo delle ferie estive. Come previsto dalla legge in vigore, la procedura si aprirà con la pubblicazione su un sito istituzionale di una “relazione contenente il progetto dell’opera e l’analisi di fattibilità delle eventuali alternative progettuali“.
Dunque lo studio del Politecnico, che nella versione finale sarà composto da più di 300 pagine secondo quanto ha riferito oggi il professor Pierluigi Coppola, verrà messo comunque alla base del percorso, senza però escludere che la soluzione scelta alla fine possa essere differente. “È chiaro che si parte da uno studio, altrimenti ci si basa su opinioni personali – chiarisce la sindaca -. Lo studio è servito a mettere ordine sui numeri e penso sia fondamentale per avere elementi nel dibattito pubblico”.
Come funziona il dibattito pubblico
Quali sono i tempi? Sono previsti due mesi perché gli enti pubblici e i portatori di interessi diffusi (associazioni, comitati e altri) presentino osservazioni e proposte. Nel frattempo il responsabile, nominato in questo caso dal Comune, dovrà stabilire le modalità di partecipazione e confronto. Dopodiché il dibattito dovrà concludersi entro 120 giorni dall’avvio, prorogabili tuttavia per ulteriori due mesi in caso di comprovata necessità, con una relazione finale e l’eventuale indicazione delle proposte ritenute “meritevoli di accoglimento”. Dunque, presumibilmente entro marzo 2027 la procedura sarà conclusa.
Il primo grande dibattito pubblico a Genova è stato quello sulla Gronda, promosso dalla giunta Vincenzi nel 2009. Fu un modello di partecipazione per le successive grandi opere in Italia che oggi, in alcuni casi, prevedono addirittura l’obbligo di avviarlo.
I precedenti a Genova
Negli anni successivi era stato promosso un percorso partecipativo sul trasporto pubblico in Valbisagno che si era concluso con una scelta precisa: il tram da Molassana a Brignole con future estensioni. Ma quell’esito, benché l’amministrazione dell’epoca assicurasse di avere disponibilità finanziaria, è rimasto lettera morta. E così oggi si riparte quasi da zero, ma con un elemento sullo sfondo: la rinuncia ai 398 milioni per lo Skymetro di cui oggi si cerca un’alternativa.
Lo Skymetro era stato una delle opere trattate dal progetto Dialoghi in città avviato dalla giunta Bucci con l’Università di Genova, tirato in ballo oggi dall’opposizione di centrodestra. Ma Salis sottolinea che il dibattito pubblico è un’altra cosa: “Quella era la presentazione di un progetto già finanziato, parlare di comparazioni fa un po’ sorridere”. Poi, a proposito dello studio del Politecnico costato finora 103mila euro: “Ricordo che Dialoghi in città era costato intorno a 38mila euro. Intanto mi sottraggo a questa dinamica, poi organizzare qualsiasi cosa in modo serio e strutturato ha un costo”.
Le ipotesi scartate dal Politecnico
Proprio lo Skymetro è la principale ipotesi scartata dallo studio del Politecnico. Una metropolitana in Valbisagno è considerata sovradimensionata, perché porterebbe 3-4mila persone all’ora per direzione nell’ora di punta, mentre le necessità si fermerebbero a circa 2mila utenti. Altra opzione vagliata è appunto la tranvia, che tuttavia non offrirebbe prestazioni molto migliori a meno di non avere un percorso totalmente riservato (impossibile senza rivoluzionare la viabilità o allargarsi sul torrente). Stesso discorso per il bus rapid transit, cioè l’asse di forza, che nella presentazione di Coppola appare complementare alla cabinovia.
Tutte ipotesi che dovranno essere rivalutate e ridiscusse nei prossimi mesi. Nel frattempo, secondo quanto aveva già promesso la sindaca Salis, dovrebbero essere organizzate altre commissioni nei due Municipi coinvolti con possibilità di coinvolgere la cittadinanza.