Addizionali IRPEF, UIL Liguria: “Serve una fiscalità locale più equa e progressiva. Non si può fare cassa sui redditi da lavoro e da pensione”
- Postato il 4 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Lo studio UIL nazionale “La progressività tradita: quando le addizionali locali rendono il fisco meno equo”, realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno, Immigrazione della UIL, mette in evidenza un tema centrale per la giustizia fiscale: il rischio che le addizionali regionali e comunali IRPEF indeboliscano il principio costituzionale della progressività, gravando in modo particolare su lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e redditi medio-bassi.
“Il fisco locale non può essere utilizzato solo come strumento per fare cassa. Deve rispettare la capacità contributiva delle persone e tutelare chi ha redditi più fragili”, dichiara Giovanni Bizzarro, Segretario Confederale UIL Liguria con delega alle politiche fiscali.
“Secondo lo studio UIL, a livello nazionale permane una forte disomogeneità tra territori: alcune Regioni e alcuni Comuni adottano sistemi articolati per scaglioni e soglie di esenzione, mentre altri applicano aliquote uniche, chiedendo la stessa percentuale a chi percepisce redditi bassi e a chi dispone di redditi più elevati. Un modello che, pur apparendo formalmente uguale, rischia di produrre effetti sostanzialmente regressivi”.
“Per quanto riguarda la Liguria, l’addizionale regionale è costruita per scaglioni: 1,23% fino a 28.000 euro, 3,18% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 3,23% oltre 50.000 euro. Una struttura che introduce formalmente la progressività, ma che presenta una criticità evidente: il salto tra il primo e il secondo scaglione è molto marcato, mentre la differenza tra il secondo e il terzo scaglione è minima”.
“Questo significa che il peso maggiore rischia di concentrarsi proprio sui redditi medi, su lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie che superano la soglia dei 28.000 euro, ma che non possono certo essere considerate fasce di reddito alte. È un tema che va affrontato con serietà, perché la progressività non può fermarsi sulla carta: deve produrre effetti concreti di equità”, prosegue Bizzarro.
Anche sul versante comunale il quadro ligure appare disomogeneo. Genova prevede un’esenzione fino a 14.000 euro e un sistema per scaglioni, con aliquote dell’1%, dell’1,1% e dell’1,2%. È il modello più articolato tra i capoluoghi liguri, anche se resta aperto il tema dell’adeguatezza della soglia di esenzione e del peso complessivo sui redditi da lavoro e pensione.
Diversa la situazione negli altri capoluoghi. Imperia applica un’aliquota unica dello 0,8%, senza soglia di esenzione: è il caso più critico, perché non introduce né progressività né una tutela per i redditi più bassi. La Spezia prevede un’esenzione fino a 15.000 euro, ma sopra tale soglia applica un’aliquota unica dello 0,8%. Savona prevede un’esenzione fino a 10.000 euro e, anche in questo caso, un’aliquota unica dello 0,8%.
“Il dato politico è chiaro: in Liguria solo Genova adotta un modello comunale realmente progressivo. Imperia, La Spezia e Savona restano invece ancorate a modelli sostanzialmente piatti, con soglie di esenzione assenti o non sempre sufficienti. Questo produce una fiscalità locale frammentata, non uniforme e non sempre coerente con il principio della capacità contributiva”, sottolinea Bizzarro.
Per la UIL Liguria è necessario aprire una riflessione complessiva sulla fiscalità locale, a partire da tre obiettivi che ribadiremo anche al nostro prossimo Congresso regionale: rafforzare le soglie di esenzione per i redditi bassi, rendere più progressivi i sistemi di addizionale comunale e regionale, evitare che il finanziamento dei servizi pubblici ricada in modo sproporzionato sui redditi medio-bassi. Crediamo fortemente che esistano i margini per una riduzione sostanziale delle addizionali sulle fasce più fragili a livello regionale e nei singoli comuni.
“La UIL non mette in discussione la necessità di finanziare servizi pubblici, welfare territoriale, sanità, politiche sociali e funzioni fondamentali degli enti locali. Ma il punto è come si finanziano questi servizi. Non è accettabile che il peso ricada sempre sugli stessi: lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie monoreddito, giovani e persone con redditi fragili”, aggiunge Bizzarro.
“La fiscalità locale deve tornare a essere uno strumento di equità e solidarietà. Per questo chiediamo alla Regione Liguria e ai Comuni capoluogo di avviare un confronto serio con le parti sociali, con l’obiettivo di costruire un sistema più giusto, più progressivo e più attento alla reale condizione economica delle persone. Il principio costituzionale della progressività non può essere tradito proprio nel livello di imposizione più vicino ai cittadini”, conclude il Segretario Confederale UIL Liguria.