Bucci: “Con i nuovi scenari geopolitici occorre rafforzare cooperazione e ruolo della Liguria come porta d’Europa”
- Postato il 8 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “Non è un caso che la Liguria ospiti per il secondo anno un evento internazionale che riunisce rappresentanti di numerosi Paesi, perché Genova ha il corpo consolare più esteso d’Italia dopo Milano. Una presenza legata alla storia della città e di tutta la Liguria, con la naturale vocazione internazionale della nostra terra”. Queste le parole del presidente della Regione Liguria Marco Bucci intervenuto all’evento “Genova nel Mondo. Il Mondo a Genova”, iniziativa promossa dal Corpo Consolare di Genova con il sostegno di Regione, in corso a Palazzo Ducale.
“Dai tempi della Repubblica, i genovesi hanno costruito relazioni e presenze in tutto il mondo, creando punti di riferimento per il commercio e la navigazione. Per la verità ci sono anche due gravi errori che abbiamo fatto nella nostra storia – spiega Bucci, incuriosendo e strappando un sorriso alla platea -: quando la Corsica passò alla Francia nel 1768, pochi mesi prima della nascita di Napoleone. E poi c’è il Congresso di Vienna del 1814, quando Genova venne annessa al Regno di Sardegna senza un plebiscito e nessuno pensò di ripristinare la Repubblica per tornare ai fasti precedenti”.
“Quella vocazione internazionale prosegue ancora oggi e si riflette nel rapporto costante di Genova e della Liguria con consoli, ambasciatori e rappresentanti internazionali. In uno scenario geopolitico complesso, la Liguria deve rafforzare il proprio ruolo di piattaforma logistica, portuale e industriale nel Mediterraneo. Siamo il gateway naturale di ingresso all’Europa e abbiamo le infrastrutture e le competenze per gestire i flussi commerciali e passeggeri provenienti dall’Africa e dal Middle East. I cambiamenti negli equilibri internazionali stanno modificando le rotte dei traffici e delle crociere, riportando il Mediterraneo al centro. Per la Liguria questo significa nuove opportunità, che dobbiamo cogliere e trasformare in crescita, lavoro e sviluppo. È questo il ruolo che ci spetta per posizione geografica, storia e competenze ed è su questo che dobbiamo continuare a lavorare”, conclude Bucci.