Bitcoin torna sopra i 96.000 dollari, ai massimi da due mesi
- Postato il 15 gennaio 2026
- Investments
- Di Forbes Italia
- 2 Visualizzazioni
Bitcoin torna ai massimi degli ultimi due mesi e trascina al rialzo l’intero mercato delle criptovalute, sostenuto da segnali macroeconomici favorevoli e da nuovi sviluppi normativi negli Stati Uniti. Mercoledì il prezzo della principale criptovaluta è salito del 3,5% nelle ultime 24 ore, raggiungendo quota 96.755 dollari.
Si tratta del livello più alto da novembre, quando il bitcoin aveva superato per l’ultima volta la soglia dei 100.000 dollari. Dai minimi recenti di sabato, a 90.383 dollari, il prezzo ha recuperato oltre l’8%, confermando una rinnovata forza del mercato dopo settimane di consolidamento.
Il rally si estende alle principali criptovalute e ai titoli del settore
Il movimento rialzista non ha riguardato solo il bitcoin, ma si è esteso a gran parte delle principali criptovalute. Ethereum ha guadagnato il 4,6%, XRP l’1,6%, Solana il 2,2% e Dogecoin il 3,1%, segnalando un ritorno dell’appetito per il rischio tra gli investitori. Anche i titoli legati al settore hanno beneficiato del clima positivo: le azioni di Coinbase sono salite fino al 4% nel corso della seduta di mercoledì, prima di ridurre i guadagni allo 0,6%, dopo il +4% registrato il giorno precedente.
Nel complesso, tra sabato e mercoledì, la capitalizzazione globale del mercato delle criptovalute è aumentata di circa 161 miliardi di dollari, passando da 3,17 a 3,3 trilioni di dollari, secondo i dati di CoinGecko. Il dato riflette un miglioramento diffuso del sentiment, alimentato da un contesto macroeconomico percepito come più favorevole rispetto alle settimane precedenti.
Dati macro e attese sui tassi sostengono i prezzi
Alla base del movimento rialzista ci sono soprattutto i più recenti dati macroeconomici statunitensi: un rapporto sull’occupazione giudicato contrastato e un’inflazione risultata inferiore alle attese hanno rafforzato la convinzione che la Federal Reserve possa avvicinarsi a un taglio dei tassi di interesse nel corso dei prossimi mesi.
Storicamente, le criptovalute tendono a beneficiare di un contesto di politica monetaria più accomodante. Durante la pandemia, con il forte calo dei tassi, il prezzo del bitcoin era salito da circa 5.000 dollari nel marzo 2020 a quasi 69.000 dollari nel novembre 2021, mentre nel 2018, in una fase di rialzi dei tassi da parte della Fed, la criptovaluta era crollata da circa 20.000 a 3.000 dollari.
Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati attribuiscono solo una probabilità del 5% a un taglio dei tassi già questo mese, ma le aspettative aumentano per il resto dell’anno. Le probabilità di una riduzione di 25 punti base salgono al 26% a marzo, al 34,7% ad aprile e al 47,5% a giugno, con una possibilità del 20,8% di un taglio più deciso di 50 punti base, che porterebbe i tassi tra il 3% e il 3,25%.
Il fronte normativo torna al centro dell’attenzione
A sostenere il sentiment degli investitori contribuisce anche il fronte politico. Negli Stati Uniti il Senato si sta avvicinando all’esame del Clarity Act, una proposta di legge che mira a chiarire quali asset digitali debbano essere regolamentati dalla Securities and Exchange Commission e quali dalla Commodity Futures Trading Commission. La Commissione bancaria del Senato ha annunciato che discuterà questa settimana gli emendamenti al testo, un passaggio che il mercato interpreta come un segnale di maggiore certezza normativa per il settore.
Non è la prima volta che sviluppi legislativi di questo tipo coincidono con forti rialzi del bitcoin. Lo scorso anno la criptovaluta aveva superato quota 120.000 dollari durante quella che era stata definita la “crypto week”, quando i Repubblicani alla Camera e il presidente Donald Trump avevano promosso il Clarity Act e altre misure favorevoli al comparto. In generale, l’amministrazione Trump aveva sostenuto una strategia volta ad alleggerire la pressione regolatoria sul mercato delle criptovalute, contribuendo a spingere bitcoin e altri token verso nuovi massimi storici.
Le riserve in bitcoin degli Stati Uniti e delle aziende
In quel contesto, un numero crescente di aziende aveva annunciato investimenti diretti in bitcoin, tra cui Trump Media & Technology Group, che aveva presentato un piano da 2,5 miliardi di dollari per la creazione di una riserva aziendale in criptovaluta. Anche gli Stati Uniti hanno nel frattempo accumulato una propria riserva in asset digitali: secondo quanto dichiarato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, le partecipazioni del governo federale hanno raggiunto un valore fino a 20 miliardi di dollari ad agosto 2025, pur precisando che non sono previsti ulteriori acquisti di bitcoin. Un quadro che, tra aspettative di tassi più bassi e maggiore chiarezza regolatoria, continua a sostenere il rinnovato slancio del mercato crypto.
L’articolo Bitcoin torna sopra i 96.000 dollari, ai massimi da due mesi è tratto da Forbes Italia.