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Dimenticate la trasgressione dei diciotto anni di falsificare la firma dei genitori sul libretto delle assenze e andare a fare colazione al bar con gli amici, bighellonando per il centro della città: al giorno d'oggi, oltre al registro elettronico, ci sono le app di geolocalizzazione che i genitori utilizzano per tenere sotto controllo 24 ore su 24 i propri figli.
Invasione della privacy o mero strumento di sicurezza? In qualunque modo la pensiate, sappiate che sapere sempre dove si trovano i vostri figli potrebbe contribuire ad aumentare quell'ansia che volevate placare: questo è quanto emerge da uno studio statunitense condotto nell'ambito del Mott Poll, un sondaggio nazionale dell'università del Michigan attivo dal 2007, che ha scoperto anche che un genitore su due geolocalizza i figli tra i 18 e i 25 anni.. Il Grande Fratello dei genitori
Il sondaggio ha coinvolto oltre 1.500 genitori statunitensi intervistati a febbraio 2026: i risultati evidenziano che ad essere più geolocalizzati sono le ragazze rispetto ai ragazzi, e la fascia di età 18-20 piuttosto che quella 21-25 (e meno male, viene da dire). Due terzi delle famiglie dichiara di avere la geolocalizzazione dei figli sempre attiva, non solo saltuariamente per una serata in discoteca.. Il motivo principale per cui i genitori decidono di controllare sempre dove si trovano i figli è stare tranquilli; paradossalmente, però, un quarto delle mamme e i papà intervistati afferma di sentirsi più in ansia.. «Quando i genitori possono controllare la posizione dei propri figli in qualsiasi momento, può diventare più difficile resistere alla tentazione di farlo, soprattutto quando sono già preoccupati», spiega Sarah Clark, codirettrice del Mott Poll.. Si fa come dico io
Una cosa che stupisce è che, nonostante quasi tutti i genitori dichiarino che i figli sanno di essere geolocalizzati, solo meno della metà ha dato loro la possibilità di scegliere se esserlo o meno; tra chi ha deciso di non tenere sotto controllo i movimenti dei figli, due terzi sostengono che farlo sarebbe invadere la loro privacy, mentre la metà crede che interferirebbe con lo sviluppo dell'indipendenza e del senso di responsabilità personale.. Meglio con gli amici
Secondo Clark, i genitori devono ricordare che non sono le uniche persone in contatto con i propri figli: molti condividono la propria posizione con gli amici quando viaggiano, incontrano persone nuove o rientrano a casa a tarda notte. «Questo tipo di condivisione della posizione tra pari può contribuire alla sicurezza, lasciando ai giovani adulti la libertà di decidere quando e con chi condividere dove si trovano», spiega Clark.. Un ultimo aspetto curioso che emerge dal sondaggio è che la geolocalizzazione non è unilaterale, ma in circa la metà dei casi analizzati anche i figli controllano la posizione dei genitori in tempo reale. Forse dovremmo ripensare al modo corretto di utilizzare la funzione "localizzazione" dello smartphone, evitando di farci sopraffare dal desiderio di avere perennemente sotto controllo la vita e la sicurezza di figli ormai adulti..
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