Basilicata, con l’inverno la crisi idrica allenta la presa

  • Postato il 15 marzo 2026
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Basilicata, con l’inverno la crisi idrica allenta la presa

Tutti gli invasi pieni, complici le piogge di questo inverno: la crisi idrica allenta la presa sulla Basilicata


A una settimana dall’arrivo della primavera, complici le piogge, la crisi idrica in Basilicata allenta la morsa. Il simbolo di questa inattesa rinascita è rappresentato dalla diga del Camastra che, con gli oltre 11,5 milioni di metri cubi d’acqua presenti ieri nell’invaso, ha raggiunto il suo livello massimo attualmente consentito.

Un risultato impensabile solo pochi mesi fa, alle porte dell’autunno, quando la siccità aveva prosciugato sia la diga che le speranze dei cittadini dei trenta comuni lucani serviti da questo bacino (tra cui Potenza) di non incorrere in nuove restrizioni: il 21 ottobre scorso l’invaso ospitava infatti 4,5 milioni di metri cubi d’acqua che, solo trenta giorni dopo, sono scesi ancora fino a lambire quota 3,7 (i dati sono di Acque del Sud). Senza dire che riavvolgendo il nastro fino al 2024, il 24 novembre, nella Camastra si contavano appena 342mila metri cubi d’acqua e in gran parte del lago era presente solo fanghiglia.

A Monte Cotugno 166 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto all’avvio dell’autunno

Adesso invece si guarda a un aumento della capacità dell’invaso di circa 2 metri, corrispondenti a 2 milioni di metri cubi in più rispetto alle potenzialità attuali, da realizzare entro quest’anno. Ma anche nelle altre dighe lucane la situazione di allarme sembra ormai definitivamente alle spalle. A partire dai due grandi assetati, la diga di monte Cotugno e quella del Pertusillo. Nell’invaso artificiale di Senise, il più grande d’Europa in terra battuta, ieri l’asticella si è fermata a un volume netto di poco meno di 222 milioni metri cubi d’acqua, 94 in più rispetto a quanto registrato un anno fa.

Guardando all’inizio dell’autunno, il 21 settembre 2025, l’asticella di Monte Cotugno indicava invece la presenza di poco più di 56 milioni di metri cubi di risorsa (quindi oggi ci sono 166 milioni in più). Un mese dopo – era il 21 ottobre 2025 -, il livello è sceso ancora fino alla soglia critica dei 40,8 milioni, tanto che il presidente della Regione Bardi, nel consiglio straordinario che si è tenuto il giorno dopo, il 22 ottobre, disse che «il livello attuale si avvicina alla soglia di riserva di 40 milioni di metri cubi, che studi idrogeologici hanno individuato come livello al di sotto del quale non si garantirebbe il potabile, risorsa in larga parte destinata alla Puglia ma anche al metapontino ad uso potabile. La limitazione della disponibilità della diga per usi potabile impedirebbe l’uso per altri scopi e, dunque, l’uso agricolo».

A sette giorni dall’arrivo della primavera, tutti gli invasi lucani pieni

Le piogge, insomma, hanno fatto il loro dovere: intanto sulla diga – dove il 26 gennaio scorso si è svolto anche un sopralluogo della commissione ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione delle risorse idriche nel Mezzogiorno – proseguono i lavori per accrescere la capacità di invaso di circa 100 milioni di metri cubi di acqua, mettendo così la struttura nelle condizioni – acqua permettendo – di assolvere in maniera più agevole al ruolo di dare sollievo ai comparti idropotabili, agricoli e produttivi dei territori del sud della regione. Crisi idrica alle spalle anche al Pertusillo: i numeri di Acque del Sud raccontano che ieri è stata registrata una presenza netta di 98,1 milioni di metri cubi d’acqua, 19 in più rispetto a un anno fa.

A dare dimensione all’importanza di questi numeri è il fatto che il 21 settembre scorso, con l’autunno alle porte, nello stesso invaso c’erano solo 33,3 milioni di metri cubi di risorsa. Un pò come avvenuto anche nella diga di Conza, che il 21 settembre segnava il passo a 12,7 milioni: ieri invece l’asticella segnava 40 milioni, vale a dire 18 in più rispetto a un anno fa.

Il saldo resta positivo ovunque: nella diga di San Giuliano (che ieri ha registrato anche il record giornaliero delle precipitazioni, con 9,60 millimetri caduti) l’asticella ventiquattro ore fa ha segnato quota 42,4 milioni. Il 21 settembre scorso ce ne erano solo 18,6. Al Basentello il livello delle acque ha superato di poco i 3 milioni (un anno fa era di 1,8), ad Acerenza 4,9 (3,1 dodici mesi fa e 3,8 il 21 settembre scorso) mentre la diga di Saetta ieri segnava 1,5 milioni e il Gannano 1,7: qui il conto si fermava a un milione un anno fa.

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