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Barzellette all’americana sui vip nostrani: un po’ di buonumore in tempi cupi

  • Postato il 22 settembre 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

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Barzellette all’americana sui vip nostrani: un po’ di buonumore in tempi cupi

Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore in questi tempi cupi del cazzo con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, eccovi serviti.

Nel 2004 Silvio Berlusconi doveva tenere un discorso in un’università cinese e decise di iniziare con una battuta per rompere il ghiaccio. Dopo averla raccontata, l’interprete parlò solo per pochi secondi e il pubblico scoppiò a ridere. Berlusconi rimase molto colpito dal fatto che la sua battuta fosse stata tradotta così rapidamente e avesse avuto quell’effetto. Chiese quindi all’interprete come ci fosse riuscito. L’interprete ammise di non aver tradotto affatto la battuta. Si era limitato a dire al pubblico: “Ha appena raccontato una barzelletta. Tutti devono ridere”.

Un giorno Gioachino Rossini prese una stanza in un albergo in Provenza. Il proprietario disse: “Rossini? È per caso parente di Rossini, l’inventore dei cannelloni alla Rossini?”

Il pittore Gentile Bellini fu inviato a Costantinopoli come ambasciatore artistico della Repubblica di Venezia, dove dipinse una “Decollazione di San Giovanni Battista” per Mohammed II. Il sultano elogiò l’opera del pittore; ma, per dimostrargli che quando un uomo viene decapitato la pelle si ritira intorno al collo, chiamò uno schiavo, gli fece tagliare la testa e la mostrò al pittore.

Qualche anno fa, Matteo Renzi tenne una conferenza in Arabia Saudita. L’interprete che doveva tradurre, però, se ne stava spesso e a lungo muto, tanto che Renzi gli chiese il perché. E l’interprete: “Traduciamo soltanto quando l’oratore dice davvero qualcosa“.

Un giorno un impresario propose a Paola Borboni una parte in una commedia dove una vecchia stella del varietà insegnava a una giovane stellina i segreti del mestiere. La Borboni, che aveva 80 anni, replicò entusiasta: “Splendido. Ma chi farà la parte della vecchia?”. Qualche anno dopo, un giornalista le chiese a che età una donna smette di avere pruriti sessuali. E la Borboni: “Non lo so, perché ho solo 85 anni”.

Nella prima stesura del romanzo di D’Annunzio Forse che sì, forse che no, una giovane coppia sfreccia in auto a 20 km all’ora. Lei grida: “Più veloce!” Lui spinge il gas a tavoletta e dice: “25!” E lei, ebbra di velocità: “Più veloce!” A 30 km/h, lo scrittore descriveva i due innamorati come “in preda alla vertigine”.

Alle Giubbe Rosse, locale storico di Firenze in piazza della Repubblica, Aldo Palazzeschi beveva un cognac con gli amici scrittori: “In questa piazza, quando era ancora intitolata a Vittorio Emanuele II, c’era uno spazzino, ingoffito dalla divisa da guerriero con cui il fascismo aveva voluto render marziali anche gli agenti della nettezza urbana, che stava spazzando lentamente il lastricato con larghi giri della lunga scopa di saggina. D’un tratto gli si parò dinanzi un vecchio accattone scalcagnato, coi calzoni sfondati sui ginocchi, che pareva il ritratto della carestia. Lo spazzino fermò la scopa rotante con cui un altro po’ lo investiva e con grave accento lo ammonì: ‘Cittadino dell’Impero, scànsati'”. “Venne a tutti una di quelle risate che allargano e rigenerano l’ipocondrio”, chiosò anni dopo Vincenzo Cardarelli.

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Il Fatto Quotidiano

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