Assalti ai portavalori tra Puglia e Calabria: confiscati beni per oltre un milione di euro
- Postato il 24 aprile 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Assalti ai portavalori tra Puglia e Calabria: confiscati beni per oltre un milione di euro
Maxi confisca per oltre un milione di euro nei confronti di Carmine Fratepietro, 47 anni, imprenditore e pluripregiudicato ritenuto figura chiave in una serie di assalti armati ai portavalori tra Puglia e Calabria.
Ville, terreni e proprietà riconducibili a un patrimonio accumulato, secondo gli inquirenti, attraverso una lunga scia di rapine. È il bilancio della confisca definitiva eseguita nei confronti di Carmine Fratepietro, 47 anni, imprenditore con precedenti per rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione. Il provvedimento, disposto dalla Corte d’Appello di Bari, ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo superiore al milione di euro. A eseguire il decreto sono stati i carabinieri, al termine di un’articolata indagine patrimoniale che ha fatto luce sull’origine illecita delle ricchezze accumulate.
Assalti ai portavalori: confiscati beni per oltre un milione di euro
Nel dettaglio, sono stati confiscati due ville e due terreni ad Andria, oltre a tre appezzamenti di terreno situati a Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani. I beni risultavano formalmente intestati alla compagna dell’uomo, ma ritenuti nella piena disponibilità del 47enne. Fratepietro è stato individuato come uno dei protagonisti di alcuni tra i più eclatanti assalti ai portavalori degli ultimi anni nel Sud Italia. Tra questi, quello del 26 febbraio 2016 lungo la statale 16, nei pressi di Trinitapoli. Un commando di circa dieci persone bloccò un furgone carico di circa tre milioni di euro. L’azione, durata appena cinque minuti, fruttò però alla banda “solo” 72mila euro.
Un colpo fulmineo ma pianificato nei dettagli. Per garantirsi la fuga, i malviventi bloccarono la carreggiata con veicoli rubati e incendiati, disseminando inoltre l’asfalto di chiodi a quattro punte per ostacolare eventuali inseguimenti.
Assalti ai portavalori tra Puglia e Calabria
Le responsabilità di Fratepietro non si fermano a quell’episodio. Gli investigatori lo ritengono coinvolto anche in altre due rapine di grande portata. La prima, il 4 dicembre 2016, a Caraffa di Catanzaro, dove un gruppo di circa 15 persone assaltò il caveau di una società di vigilanza utilizzando una ruspa dotata di martello pneumatico, portando via 8,5 milioni di euro. La seconda, il 19 ottobre 2015 a Bari, quando un altro furgone portavalori diretto alla Banca d’Italia fu preso di mira, con un bottino di centinaia di migliaia di euro.
Determinanti, per la confisca, sono state le indagini patrimoniali condotte da carabinieri e Guardia di finanza. Gli accertamenti hanno ricostruito i flussi economici del nucleo familiare, evidenziando una sproporzione tra redditi dichiarati e beni posseduti. Un quadro definito dagli investigatori “corposo e inequivocabile”, che dimostrerebbe come la ricchezza accumulata fosse riconducibile principalmente a rapine ai danni di portavalori.
Il Quotidiano del Sud.
Assalti ai portavalori tra Puglia e Calabria: confiscati beni per oltre un milione di euro