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Anche le api producono seta (e vogliamo copiarle)

  • Postato il 20 luglio 2026
  • Di Focus.it
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Le api sono straordinarie produttrici di seta, un materiale biologico dalle proprietà eccezionali che combina elasticità e resistenza meccanica. Ricercatori in tutto il mondo stanno studiando intensamente come riprodurre sinteticamente queste fibre proteiche in laboratorio, aprendo prospettive rivoluzionarie nel settore dei biomateriali. L'obiettivo è creare tessuti sostenibili e ad alte prestazioni ispirati dalla natura, senza necessità di sfruttamento animale.

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Anche le api producono seta (e vogliamo copiarle)
Una delle sfide più urgenti che stiamo affrontando è la ricerca di un materiale versatile, leggero e resistente quanto la plastica, ma senza il suo impatto ambientale – idealmente, uno che sia biodegradabile. Tra i più promettenti ci sarebbe la seta prodotta dai ragni. Tuttavia, nonostante anni di studi e tentativi, continua a rivelarsi quasi impossibile da riprodurre in laboratorio. La svolta dello Spider Silk Lab: prelievi non invasivi dalle larve Ecco perché alcuni ricercatori stanno guardando altrove, in particolare alle api: in uno studio pubblicato su tre diverse riviste contemporaneamente (STAR Protocols, PLOS One e SynBio), un team della Utah State University racconta di come sia riuscito a ricreare artificialmente un singolo filo di seta di un'ape solitaria, Osmia lignaria. . Lo studio è stato condotto in un laboratorio specializzato dell'università dello Utah, lo Spider Silk Lab, che come suggerisce il nome si occupa principalmente di seta di ragno – con tutti i problemi accennati sopra. La seta, però, è un materiale molto diffuso tra gli artropodi. Solo negli insetti, spiega lo studio, è comparsa in almeno 23 diverse linee separate di api, vespe e formiche. Ma a cosa serve la seta alle api? Essendo un materiale così versatile, dipende dalle api. Quelle sociali, per esempio quelle del miele e i bombi, producono seta per foderare le pareti delle celle dell'alveare dedicate alle uova. Le api solitarie, invece, che comprendono il 75% di tutte le specie di api, producono seta per protezione personale dai predatori e dallo stress ambientale. Esse costruiscono dei bozzoli nei quali si "nascondono". In questo modo si proteggono dal caldo, trattengono l'umidità e, soprattutto, tengono lontani i parassiti durante il periodo cruciale della crescita da larva ad adulto. Dalla bocca delle api alla plastica biodegradabile del futuro L'ape sulla quale ha lavorato il team americano, della specie Osmia lignaria, deve preoccuparsi soprattutto delle vespe parassite che usano il loro pungiglione per deporre le uova dentro la loro vittima. Il bozzolo deve quindi essere abbastanza resistente da respingere gli attacchi di queste vespe.. La seta delle api ha quindi proprietà simili a quella dei ragni, anche se il suo scopo è completamente diverso. E come nel caso dei ragni, anche in quello delle api il problema è stato ricreare il materiale in laboratorio. Il team ha sviluppato un metodo che ha permesso loro di isolare i singoli filamenti di seta estraendoli direttamente dalla bocca delle larve, dove vengono prodotti. Il metodo, spiegano gli scienziati, è non-invasivo, e fa sì che le larve continuino a produrre seta anche dopo il "prelievo". Una volta isolati i filamenti, è stato possibile studiarli nel dettaglio e ricrearli artificialmente. Il risultato non è ancora utilizzabile, ma quello che conta davvero è il protocollo sviluppato. Questo sistema può essere in teoria applicato a qualsiasi ape – comprese quelle la cui seta è particolarmente resistente ed elastica. Se si riuscisse ad avviare una produzione su larga scala, potremmo avere tra le mani uno dei candidati più seri a sostituire la plastica..
Autore
Focus.it

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