Ale Pajola lascia l'Italia, ha scelto il Partizan: biennale per puntare alto in Eurolega. LeBron continua a non decidere
- Postato il 23 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Un altro inamovibile della nazionale azzurra ha deciso di varcare la dogana. Anche se a pensarci bene la distanza d’aereo tra Ancona (la città dove è nato) e Belgrado è tutto sommato poca cosa: un’ora e mezzo e passa la paura, quella che Alessandro Pajola ha mostrato di non avere nell’accettare la proposta del Partizan, dove dalla prossima stagione diventerà uno dei giocatori a disposizione di coach Joan Penarroya. Contratto biennale da un milione di euro a stagione: a 27 anni, dopo un’intera carriera trascorsa con la maglia delle Vu nere, un passaggio che non può non essere accolto alla stregua dell’occasione della vita.
- Pajola ha deciso di rimettersi in gioco (per davvero)
- LeBron, il silenzio continua: gli Heat attendono...
Pajola ha deciso di rimettersi in gioco (per davvero)
Perché se Bologna è la basket city italiana, Belgrado lo è non soltanto della penisola balcanica, ma se possibile anche dell’intero continente. Una città dove la rivalità tra Stella Rossa e Partizan è fortissima, e dove la competizione è assai elevata tanto in ambito ABA (la lega che riunisce le migliori formazioni dell’ex Jugoslavia) che in quello Eurolega.
In maglia bianconera troverà a spartire minuti con lui il play titolare Carlik Jones, che pure nella passata stagione ha dovuto fare i conti con tanti infortuni. Pajola s’è sempre distinto per la sua attitudine difensiva (premiato miglior difensore della LBA nel 2022 e nel 2025) ma anche per la capacità di mettere i compagni nelle condizioni migliori per realizzare.
Con lui aumenta anche la colonia degli italiani che fanno parte stabilmente del giro della nazionale che hanno deciso di andare a giocare all’estero: come lui ci sono Melli, Procida e Spagnolo oltre a Fontecchio (unico italiano a giocare in NBA), mentre nella prossima stagione Niang andrà in NCAA (è rientrato invece Spissu, che di fatto sostituirà proprio Pajola nel ruolo di play alla Virtus), così come faranno Sarr, Suigo, Garavaglia, Perez e Lonati, gli enfant prodige della prossima generazione.
LeBron, il silenzio continua: gli Heat attendono…
Dall’altra parte dell’oceano invece tiene sempre banco l’agognata “decision” di LeBron James, che più passano i giorni e più sembra volersi incaponire a non annunciare il nome della sua nuova squadra. Che pure negli USA in molti si sono convinti che sarà Miami, dove assieme a Giannis Antetokounmpo e a Bam Adebayo proverà a dare l’assalto all’ultimo anello (ne ha già 4 nella vetrina di casa, al netto delle 10 finali disputate).
Tutta l’NBA è ai piedi del “Prescelto”: non si muove foglia prima che LeBron non indichi la sua destinazione, perché pensare di fare la programmazione televisiva “al buio” è qualcosa che non esiste agli occhi di Adam Silver.
I rumors vanno avanti senza soluzione di sosta: nelle ultime ore sarebbe riemersa persino la pista Knicks, che era stata scartata all’inizio in virtù del fatto che NY ha appena vinto l’anello (altrimenti era una destinazione plausibile). Smentita la voce che James stia aspettando di vedere quale franchigia possa “garantirgli” l’approdo congiunto di almeno uno tra Irving e Davis. La corsa sembrerebbe ridotta a tre squadre, cioè Heat, Cavs e Sixers, con Wolves e Warriors in seconda fila.