Al Salone del Libro di Torino non ci sono parcheggi per giornalisti: il disappunto dell’Ordine del Piemonte
- Postato il 14 maggio 2026
- Cultura
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Il Salone del libro di Torino è appena cominciato, ma non manca già la polemica o, per meglio dire, il disappunto. In questo caso espresso direttamente dall’Ordine dei giornalisti del Piemonte.
Il Salone del libro e la mancanza di parcheggi per giornalisti
Come sottolineato dall’Odg Piemonte, questa mattina ha aperto i battenti il Salone del Libro, la più importante manifestazione culturale della città, un evento che sarà raccontato anche quest’anno da centinaia di giornaliste e giornalisti che arriveranno da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Peccato però che, riporta l’Ordine, gli organizzatori abbiano deciso di negare ai giornalisti accreditati l’accesso al parcheggio riservato che era sempre stato assicurato fin dalle prime edizioni della manifestazione.
Un disappunto espresso direttamente dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia, tramite una nota che vi riportiamo di seguito:
Ha aperto i battenti questa mattina il Salone del Libro, la più importante manifestazione culturale della città, un evento che sarà raccontato anche quest’anno da centinaia di giornaliste e giornalisti che arriveranno da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Nell’augurare buon lavoro a tutti i professionisti che saranno coinvolti, spiace constatare come anche quest’anno – come già accaduto nell’edizione 2025 – gli organizzatori abbiano deciso di negare ai giornalisti accreditati l’accesso al parcheggio riservato che era sempre stato assicurato fin dalle prime edizioni della manifestazione.
Una scelta difficile da comprendere anche da un punto di vista tecnico, considerato che gli spazi interni ed esterni sono immutati. In extremis – e dopo una mia prima protesta – l’organizzazione ha riservato alcuni posti a pochi fortunati, uno sforzo che si è rivelato non sufficiente.
Pur comprendo i problemi legati al centro espositivo del Lingotto, credo che il lavoro degli operatori dell’informazione meriti maggiore considerazione, a maggior ragione da parte di una manifestazione che ha al centro la promozione della cultura e dove decine di giornaliste e giornalisti sono impegnati in talk e dibattiti.
Una disattenzione alla quale mi auguro l’organizzazione del Salone voglia porre rimedio quanto prima.
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