Agatha Christie, la sua vita avventurosa, le sue storie. Ma non parlate solo di ‘gialli’

  • Postato il 12 gennaio 2026
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Mi ha sempre sbalordito di Agatha Christie l’abilità alchemica di assorbire, come una spugna, e trasformare in scrittura, tutti i variegati e avventurosi avvenimenti della sua esistenza, conclusasi il 12 gennaio del 1976, 50 anni fa, nella sua amata proprietà di Winterbrook House, all’età di 85 anni. La capacità di trasformare in scrittura eventi della propria esistenza è ovviamente prerogativa di ogni scrittore e scrittrice. Ma lei è riuscita, forte di un’immaginazione potentissima, a miscelare il suo ricco bagaglio di esperienze con storie ingegnose e divertenti.

Solo alcuni libri sono apertamente autobiografici, come il dettagliatissimo Viaggiare è il mio peccato, che racconta dei siti archeologici siriani al seguito del secondo marito. Utile a capire la bellezza e la varietà di quelle terre prima della Seconda guerra mondiale. I belgi che ha curato come volontaria nella Prima guerra mondiale le hanno ispirato la figura compassata e geniale di Hercule Poirot con i suoi celebri baffi; i veleni con cui si commettono omicidi nei suoi romanzi, la cicuta, la stricnina, e sopratutto il veleno che fa perdere i capelli, il tallio, usato in Un cavallo per la strega del 1961, sono gli elementi che ha imparato a maneggiare quando, durante la Seconda guerra mondiale, era addetta alla Farmacia dell’University College Hospital di Londra.

I viaggi, prima solitari, poi accanto al secondo marito Max Mallow, più giovane di lei di 13 anni, archeologo appassionato, le hanno ispirato romanzi come Poirot sul Nilo, Assassinio sull’Orient Express. Proprio nel viaggio su questo treno compiuto nel 1928 verso Istanbul incontrò Max, il grande amore della sua vita. Miss Marple, che per me avrà per sempre il volto espressivo di Angela Lansbury pare invece fosse ispirata a una vecchia zia di Agatha Christie grande appassionata di giardinaggio. Certa di morire sotto i bombardamenti tedeschi nel 1940, la scrittrice scrisse Addio mrs Marple, il romanzo che doveva metter fine alla serie dei romanzi con protagonista l’invidiabile vecchietta, affidò il manoscritto a una Banca londinese con il patto che fosse pubblicato postumo, cosa che avvenne solo 36 anni dopo.

Mi piace pensare che mentre la sua stessa vita era in pericolo, Christie abbia pensato a dare una fine dignitosa anche ai suoi più fedeli personaggi.

Troppo è stato scritto e inventato intorno ai famosi, misteriosi dieci giorni, tra il 3 e il 14 dicembre del 1926, in cui Agatha Christie scomparve, lasciando tracce di sé nell’auto abbandonata insieme alla propria patente e ad abiti dismessi. Dunque non mi avventuro in ipotesi azzardate. Riflettendo sulla ricchezza e caledoscopica varietà della sua vita, quei dieci giorni mi appaiono un dettaglio inessenziale, frutto della necessità di una donna ferita di ritrovare se stessa e curare in solitudine le proprie ferite e l’umiliazione del tradimento del primo marito. Nulla aggiunge alla sua grandezza quella breve, misteriosa scomparsa fatta diventare “un caso” dai media di allora.

L’unica ombra che aleggia in me quando penso a questa talentuosa scrittrice è il titolo che porta il Meridiano Mondadori a lei dedicato: Fiabe gialle. Mi sembra svilente e inopportuno relegare l’opera di Agatha Christie sotto questo colore e questo appellativo infantile. Anche se la fase della “citrinitas”, il giallo alchemico, segna la fase della forza, dell’illuminazione, della luminosità della materia, che porta consapevolezza.

Per Gustave Jung la fase del citrinitas è identificata con l’arrivo del Vecchio Saggio… ma mi sto perdendo in elucubrazioni e dunque buon anniversario Signora Christie!

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