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A Roma una mostra trasforma un lussuoso hotel in una città immaginaria 

In sintesi

Fino ad agosto 2026, la Galleria Continua trasforma lo storico St. Regis Rome in uno spazio espositivo straordinario dedicato all'artista cubano Carlos Garaicoa. Attraverso opere murali e un'affascinante installazione composta da cavi e contrappesi, l'artista crea un nuovo equilibrio visivo che reinterpreta gli ambienti del prestigioso hotel come una metropoli immaginaria, dove l'architettura dialoga con l'arte contemporanea in una fusione innovativa.

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A Roma una mostra trasforma un lussuoso hotel in una città immaginaria 

Galleria Continua ospita negli spazi del St. Regis Rome la mostra I giardini di Piranesi, personale dell’artista cubano Carlos Garaicoa (L’Avana, 1967) concepita appositamente per la sede romana. Il progetto riunisce una nuova serie di disegni, acquerelli e dipinti insieme a una grande installazione, Contrapeso (Ciudad Plomada): composta da piccoli pesi metallici ancorati al suolo – che evocano minuscoli edifici – e da scintillanti contrappesi in ottone di varie forme e simboli sospesi sopra di essi, l’opera cattura lo sguardo attraverso la tensione visiva delle diagonali incrociate e il gioco armonico delle forme, proponendo l’immagine di una città in bilico tra equilibrio e minaccia.

La mostra di Carlos Garaicoa al St. Regis Rome celebra Giovanni Battista Piranesi

Il titolo della mostra rende esplicito l’omaggio a Giovanni Battista Piranesi, la cui opera trova in Garaicoa una sintesi particolarmente puntuale: come l’incisore veneziano concepiva la città quale dispositivo critico, dove l’ordine costruttivo si intreccia con la rovina e l’utopia, così l’artista cubano usa il disegno come strumento di analisi della realtà urbana. Fulcro della mostra è una serie di opere in cui piante carnivore e velenose, volutamente sovradimensionate, crescono fino a eguagliare – o minacciare – la scala degli edifici fatiscenti dell’Avana con cui coesistono: un’inversione delle gerarchie visive che trasforma l’elemento organico da presenza decorativa a forza attiva, quasi aggressiva, contrapposta allo spazio dell’architettura moderna in declino. Il riferimento a Piranesi si fa più preciso se si pensa che l’incisore settecentesco concepiva il giardino non solo come luogo di immaginazione carceraria, ma anche come spazio di potere e rappresentazione, come nel suo intervento per la Villa Magistrale dei Cavalieri di Malta sul colle Aventino: un’eredità che Garaicoa reinterpreta trasformando la vegetazione urbana in metafora critica della fragilità del progetto moderno e dei conflitti tra utopia e sopravvivenza.

Carlos Garaicoa. I giardini di Piranesi, installation view, St Regis, Roma, 2026

La ricerca di Carlos Garaicoa tra Cuba e Spagna

Questa mostra è solo l’ultimo capitolo di una ricerca coerente e di lungo corso. Garaicoa si è formato prima negli studi di termodinamica e solo in seguito nella pittura presso l’Instituto Superior de Arte dell’Avana (1989-1994). Vive e lavora oggi tra L’Avana e Madrid, e insieme alla moglie ha fondato un progetto di residenza per artisti nella capitale cubana. Nel tempo ha costruito un linguaggio multidisciplinare – fotografia, scultura, disegno, installazione, video – attraverso cui indaga la struttura sociale delle città in relazione alla loro architettura, adottando un approccio che intreccia questioni culturali e politiche allo studio dell’urbanistica e della storia.

Carlos Garaicoa. I giardini di Piranesi, installation view, St Regis, Roma, 2026

L’interesse di Garaicoa per i panorami urbani in mostra a Roma

Il tema che attraversa tutta la sua produzione è la città, intesa come organismo complesso e stratificato, attraversato da tensioni tra memoria, trasformazione e possibilità. Cresciuto nell’Avana Vecchia, tra architettura coloniale e modernista segnata da decadenza e abbandono, Garaicoa ha trasformato quell’esperienza biografica in una vera e propria poetica delle rovine: le impalcature che puntellano gli edifici fatiscenti della sua città diventano immagine ricorrente di rimedi temporanei alle fratture della “pelle” urbana. Da questa osservazione nascono nuove prospettive e linee di fuga, in cui la dimensione collettiva e la moltitudine diventano protagoniste di un incessante divenire.

Carlos Garaicoa. I giardini di Piranesi, installation view, St Regis, Roma, 2026

Una lunga carriera costruita tra rovine e speranze

Il percorso espositivo di Garaicoa è tra i più ricchi della scena contemporanea internazionale: tra le mostre personali più recenti si ricordano quelle al Centro Atlántico de Arte Moderno di Gran Canaria e all’Es Baluard di Palma (2024), alla Rocca Maggiore di Assisi (2024), all’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna (2022) e al Peabody Essex Museum di Salem (2021), oltre a precedenti tappe alla Fondazione Merz di Torino, al MAAT di Lisbona e all’Azkuna Zentroa di Bilbao. Presente, inoltre, in biennali e rassegne internazionali – dall’Avana a Venezia, da Documenta a Yokohama – l’artista ha ricevuto negli anni riconoscimenti come il PEM Award del Peabody Essex Museum e il Premio Internazionale per l’Arte Contemporanea della Fondazione Principe Pierre di Monaco. Attraverso tutto questo percorso, Garaicoa continua a costruire un’opera in cui l’edificio, reale o ricostruito in scala, diventa il luogo privilegiato per raccontare le contraddizioni del nostro tempo: tra memoria e futuro, rovina e rinascita.

Luca Vona

Roma // fino all’8 agosto 2026
Carlos Garaicoa. I giardini di Piranesi
THE ST. REGIS – Via Vittorio E. Orlando, 3
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L’articolo "A Roma una mostra trasforma un lussuoso hotel in una città immaginaria " è apparso per la prima volta su Artribune®.

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Artribune

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