Zverev mette pressione a Sinner per il numero 1 e lo avverte, poi si accoda ad Alcaraz e punge Djokovic: “Sta invecchiando”
- Postato il 1 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 1 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Sembra proprio non sentire la fatica Alexander Zverev, tra i pochi giocatori a non essersi mai fermato nell’ultimo mese nonostante la vittoria allo US Open. Dopo i successi in Coppa Davis e in Laver Cup, Sascha è stato protagonista dell’ennesima ottima prestazione battendo in due set Cameron Norrie al debutto all’ATP 500 di Pechino, dove come ha svelato lui stesso si è presentato molto più motivato rispetto alle stagioni passate vista la possibilità di diventare numero 1. In conferenza stampa Zverev ha anche parlato della possibile rivoluzione nel punteggio dei tornei del Grande Slam, schierandosi con Carlos Alcaraz e smentendo quanto detto due mesi fa da Novak Djokovic, al quale ha lanciato anche una frecciatina molto diretta.
- Zverev: “Sono molto motivato”
- La rivoluzione proposta da Djokovic: “Sarebbe meglio per tutti”
- Zverev smentisce Nole: “Nessuno vorrebbe cambiare gli Slam”
- Zverev: “Djokovic lo vorrebbe perché sta invecchiando”
Zverev: “Sono molto motivato”
Ci sono giocatori (la maggior parte) che disputando un torneo dopo l’altro senza prendersi pause accusano un inevitabile calo, e poi c’è Zverev, che in questo periodo sembra proprio non percepire alcuna stanchezza fisica e mentale, come dimostrato anche nel vittorioso debutto a Pechino, dove si è presentato dopo aver conquistato lo US Open e aver preso parte alla Coppa Davis e alla Laver Cup nelle scorse tre settimane.
La ragione di questa freschezza la svelata in conferenza stampa lo stesso Sascha, che ha spiegato come quest’anno si senta molto più motivato rispetto alle recenti stagioni avendo in testa un obiettivo chiaro, ovvero quello di diventare n°1 ATP. Insomma, una sorta di avvertimento nemmeno troppo velato a Jannik Sinner: “Ci sono state stagioni in cui arrivavo in Cina stanco e non avevo più la stessa motivazione perché, ad esempio, ero terzo o quarto in gara, ero già qualificato per Torino e, in un certo senso, non lottavo per niente di specifico. Non avevo molto in palio. Ora, invece, mi sento molto motivato. Ho degli obiettivi. Ho delle motivazioni che mi permettono di andare avanti e di rimanere mentalmente fresco”.
La rivoluzione proposta da Djokovic: “Sarebbe meglio per tutti”
Zverev ha poi detta la sua sulla tanto chiacchierata possibile rivoluzione nel punteggio degli slam, un argomento ormai al centro del dibattito nel mondo del tennis dalle dichiarazioni di Djokovic in occasione del Fanatics Fest di luglio: “Bisognerebbe cambiare il formato del punteggio: giocare fino a 4 game per set, possibilmente senza vantaggi all’interno del game, al meglio dei cinque set. Mantenere le partite in una finestra di due ore. È meglio per tutti”.
Zverev smentisce Nole: “Nessuno vorrebbe cambiare gli Slam”
Dichiarazioni con le quali Sascha, così come Alcaraz, non sembra affatto essere d’accordo, sostenendo – contrariamente a quanto detto da Djokovic – che nessuno vorrebbe davvero rendere i tornei del Grande Slam al meglio dei tre set, soprattutto i giocatori: “Chi vorrebbe farlo? Chi vorrebbe farlo? Credo che vincere un Grande Slam sia una delle cose più difficili nello sport, proprio perché si gioca al meglio dei cinque set. Se non fosse così, potremmo semplicemente giocare più Masters 1000 e aggiungere altri quattro tornei di questo tipo durante l’anno. Non conosco nessun giocatore che voglia giocare i tornei del Grande Slam al meglio dei tre set”.
Zverev: “Djokovic lo vorrebbe perché sta invecchiando”
Infine Zverev ha poi lanciato una frecciatina per nulla velata a Nole, affermando che il serbo abbia avanzato questa proposta solamente per un ritorno personale visto l’avanzare della sua età: “Certo, forse Novak ora lo vorrebbe perché ovviamente sta invecchiando, ma credo che se glielo aveste chiesto dieci o quindici anni fa probabilmente avrebbe risposto di no. Fa parte della storia. È la cosa più difficile da vincere nel nostro sport perché giochiamo al meglio dei cinque set. Fisicamente, è una delle esperienze più estreme che si possano affrontare. Quindi no, non appoggio questo cambiamento, sia chiaro”.