Zverev-Djokovic: il futuro bussa ma Novak ha ancora un grande alleato
- Postato il 7 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Novak Djokovic avrebbe tutto il diritto di guardare al futuro con un certo distacco. Ha 39 anni, 24 Slam in bacheca e una carriera che da tempo appartiene alla storia del tennis. Alexander Zverev ne ha dieci in meno ed è, di recente, diventato campione di due Slam nella stessa stagione.
Eppure, a Pechino, il serbo ha rimontato il tedesco 4-6, 6-4, 6-4, conquistando una delle vittorie più simboliche della sua stagione. Non tanto per il torneo in sé, quanto per ciò che rappresenta: Djokovic continua a battere giocatori che, almeno sulla carta, dovrebbero aver preso il suo posto.
- Djokovic continua a rialzarsi
- I meriti di Zverev che passano in secondo piano
- Il segreto di Djokovic? Non combatte contro il tempo
- Zverev, Sinner e Alcaraz: il futuro può aspettare
Djokovic continua a rialzarsi
Nel 2026, i momenti difficili, per Djokovic, non sono di certo mancati. Non solo problemi fisici e la prima eliminazione al primo turno dello US Open della sua carriera. Ma per la prima volta dal 2002, dopo l’uscita di scena di Federer e Nadal, nessun membro dei Big Three è entrato nella Top 10. Eppure basta un torneo, una superficie, una partita, perché quella vecchia versione di Djokovic torni a fare capolino.
I meriti di Zverev che passano in secondo piano
Zverev non è un giocatore qualunque. Sì, le assenze lo hanno aiutato, ma non hanno vinto al posto suo. È inutile fingere che la situazione del ranking non sia stata influenzata dagli eventi. Sinner non giocherà più nel 2026 e perderà punti pesanti nella parte finale della stagione. Alcaraz, dopo un lungo stop, è rientrato soltanto di recente. Questo ha aperto una porta che fino a qualche mese fa sembrava molto più difficile da attraversare.
Ma una porta aperta non significa automaticamente arrivare in cima.
Zverev ha approfittato delle circostanze, certo, ma soprattutto ha costruito una stagione nella quale ha dimostrato di essere molto più solido negli appuntamenti che contano.
Nel 2026, infatti, ha già vinto Roland Garros e US Open, diventando il primo tedesco a conquistare New York dai tempi di Boris Becker.
È esattamente il tipo di giocatore che dovrebbe rappresentare il ricambio generazionale e proprio per questo la vittoria di Djokovic assume un significato particolare. Il serbo non ha battuto un giovane ancora in cerca della propria dimensione. Ha battuto un giocatore di 29 anni reduce da una stagione che lo ha portato al vertice, proprio mentre Zverev si prepara a diventare il nuovo Numero 1.
Il segreto di Djokovic? Non combatte contro il tempo
Forse è proprio questo il punto, Djokovic non può più allenarsi e recuperare come quando aveva vent’anni e sembra averlo capito prima degli altri.
A Wimbledon ha raccontato che oggi dedica più tempo al recupero di quanto abbia mai fatto in carriera, utilizzando anche crioterapia, immersioni fredde, terapia a luce rossa e altre tecnologie. Il suo lavoro fisico è inoltre diventato più orientato alla stabilità, alla mobilità e alla forza funzionale, con meno enfasi sui pesi tradizionali.
Anche la sua alimentazione è diventata parte integrante del progetto. Da anni Djokovic segue un regime senza glutine e ha costruito attorno a nutrizione, respirazione, meditazione e yoga una vera e propria filosofia di preparazione.
Quella di Novak non è una pozione magica contro l’età, è un modo diverso di conviverci.
Zverev, Sinner e Alcaraz: il futuro può aspettare
Federer si è ritirato a 41 anni, Nadal a 38. Djokovic ne ha già 39 e continua a giocare contro ragazzi che potrebbero essere i protagonisti dei prossimi dieci o, addirittura, vent’anni.
Non significa che sia ancora imbattibile. Non lo è. La stagione 2026 ha mostrato chiaramente quanto il suo corpo gli stia imponendo nuovi limiti. Ma forse è proprio questo a rendere ancora più particolare ogni sua vittoria.
Zverev sta arrivando. Sinner e Alcaraz torneranno presto al meglio della loro forma. Il tennis ha già i campioni del futuro, Djokovic, però, non ha ancora deciso quando smettere e finché continuerà a battere quelli che dovrebbero sostituirlo, il passaggio di consegne resterà in sospeso.