Zverev, brusco risveglio ad Halle: accusa un malanno, recupera, poi s'arrende a Fritz. Sinner è un'altra cosa
- Postato il 20 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Come si fa a considerare Sascha Zverev agli stessi livelli di Jannik Sinner o Carlos Alcaraz in virtù, quasi o unicamente, del recente trionfo del tedesco al Roland Garros? Il biondo tennista di Amburgo, tifosissimo del Bayern Monaco, ha ribadito una volta di più che il suo peggior limite è la mancanza di continuità. Ad Halle ci si aspettavano conferme sull’erba dopo l’apoteosi sul rosso parigino: e invece Zverev è caduto in semifinale contro la sua bestia nera recente, Taylor Fritz, che l’ha spuntata in tre set. Per Sascha anche qualche momento di paura nel corso del primo parziale, quando ha accusato un malanno.
- Problemi alla schiena per Zverev: medical time out
- Halle, battaglia tra Fritz e Zverev: vittoria per Taylor
- I paragoni con Sinner (e Alcaraz) e i "soliti" limiti di Sascha
Problemi alla schiena per Zverev: medical time out
All’ottavo game del primo set, infatti, il pubblico dell’OWL Arena ha vissuto momenti di paura per il suo beniamino. Zverev, infatti, dopo aver salvato una palla break che avrebbe consentito a Fritz di portarsi sul 5-3, si è seduto in panchina esausto. In un primo tempo si è pensato a un malore respiratorio o a una qualche forma di crisi legata al caldo, con tanto di richiesta di medical time out da parte di Sascha. In realtà si trattava di un problema alla schiena, lo stesso – probabilmente – che aveva costretto il tedesco a praticare numerose infiltrazioni pur di essere presente al Roland Garros. Dopo alcuni minuti, peraltro, Zverev è tornato in campo più pimpante che mai.
Halle, battaglia tra Fritz e Zverev: vittoria per Taylor
Lasciatosi alle spalle il malanno alla schiena, il tedesco s’è imposto nel primo set sul punteggio di 7-6, vincendo il tie-break sul 7-4. Fritz, però, non ha mollato. L’americano, che aveva battuto Zverev negli ultimi sei precedenti, non ha vissuto la crisi del…settimo match. Ha avuto pazienza, ha tenuto botta, poi ha piazzato un break chirurgico sul punteggio di 4 pari nel secondo set e ha pareggiato i conti sul 6-4. Nel terzo, poi, l’ha spuntata sul 7-5 dopo due ore e 39 minuti di battaglia. Il giorno prima, nel quarto di finale contro Ben Shelton, era rimasto in campo per due ore e 45 minuti.
I paragoni con Sinner (e Alcaraz) e i “soliti” limiti di Sascha
“Oggi ho notato che c’era qualcosa che in lui non andava, anche se non so cosa precisamente. Sapevo di stare meglio di lui, da un certo punto di vista”, ha ammesso con sportività Fritz, che sembra aver smaltito bene la chiusura (burrascosa) della relazione extra-glamour con Morgan Riddle, la fidanzata modella e influencer che ha giurato e spergiurato che non si metterà più al fianco di uno sportivo top. Al di là dei problemi fisici, però, Zverev ha giocato una partita lontana dai suoi standard, in cui s’è rifugiato quasi esclusivamente nel servizio. Per impensierire il numero 2 al mondo (Alcaraz) e soprattutto il numero 1 (Sinner) c’è bisogno di ben altro.