Zola il primo fuoriclasse di Ranieri: il piano per rilanciare il calcio italiano attraverso i giovani
- Postato il 30 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Un ritorno dal sapore speciale, ma soprattutto con una missione ben precisa: costruire il futuro del calcio italiano. Gianfranco Zola è pronto a riavvicinarsi alla Figc e a diventare uno degli uomini di fiducia del nuovo corso azzurro guidato da Claudio Ranieri, come riportato da La Gazzetta dello Sport. L’ex fantasista, simbolo di una generazione che ha fatto innamorare i tifosi, potrebbe presto assumere un ruolo chiave nello sviluppo dei giovani talenti, mettendo a disposizione idee e competenze maturate negli ultimi anni in Lega Pro. Un progetto che va oltre la Nazionale e punta a ridisegnare il percorso di crescita dei calciatori italiani.
- Il ritorno in Figc accanto a Ranieri
- La riforma della Serie C: più spazio ai talenti italiani
- Il progetto che ha convinto la Federazione
Il ritorno in Figc accanto a Ranieri
Tra le prime mosse della nuova governance federale c’è l’inserimento di una figura che possa fare da raccordo tra il settore tecnico e il lavoro sul territorio. Il nome individuato è quello di Zola, considerato la scelta ideale per affiancare il commissario tecnico Roberto Mancini e il direttore tecnico Claudio Ranieri (qui le parole in conferenza). L’ex numero 10 azzurro sarebbe destinato a ricoprire un doppio incarico: da un lato il coordinamento e la supervisione del settore giovanile insieme a Maurizio Viscidi, dall’altro il ruolo di capo delegazione della Nazionale. Zola non ha ancora dato una risposta definitiva. L’intenzione è quella di mantenere anche la carica di vicepresidente vicario della Lega Pro, ruolo ricoperto dal 2023 accanto al presidente Matteo Marani, ma il richiamo della Nazionale rappresenta un’opportunità difficile da ignorare.
La riforma della Serie C: più spazio ai talenti italiani
Negli ultimi anni Zola (che Ranieri lanciò a Napoli nel 1991, primo anno post Maradona) ha lavorato soprattutto su un tema che gli è sempre stato particolarmente caro: la valorizzazione dei giovani. Del resto la sua stessa carriera è nata in Serie C, tra Nuorese e Torres, un percorso che gli ha aperto le porte del grande calcio. Proprio da questa convinzione è nata la riforma che entrerà in vigore da questa stagione nel campionato di Serie C. Le società saranno obbligate a investire maggiormente sui propri vivai: ogni club dovrà avere in rosa almeno sei giocatori cresciuti nel settore giovanile, numero destinato a salire progressivamente fino a sette nella stagione 2027-28 e a otto l’anno successivo.
Per incentivare questa scelta, i giovani formati in casa, purché nati dopo il 1° gennaio 2004 e presenti nel club da almeno due stagioni, non rientreranno nel limite dei 23 calciatori inseribili in lista. Le società che non rispetteranno i nuovi criteri potranno incorrere in pesanti sanzioni economiche, fino a 20 mila euro, oltre alla riduzione dei contributi federali. La riforma introduce anche un obbligo concreto di utilizzo: nell’arco di ogni ciclo di sette partite, le squadre dovranno garantire un determinato monte minuti ai giovani, compreso tra 271 e 450 minuti, con i conteggi ogni 7 partite. Cambiano inoltre le regole sui prestiti, che non potranno superare quota otto per ogni club, con l’obiettivo di favorire una programmazione tecnica più stabile e valorizzare i calciatori di proprietà.
Il progetto che ha convinto la Federazione
L’idea alla base del lavoro di Zola parte da una convinzione precisa: il rilancio del calcio italiano passa inevitabilmente dalla crescita dei giovani. Un principio che l’ex fantasista ha ribadito più volte ricordando come molti dei protagonisti della storia azzurra abbiano costruito la propria carriera proprio sui campi della Serie C. Da Marco Tardelli ad Antonio Cabrini, passando per Fabio Grosso, Marco Materazzi, Andrea Barzagli, Luca Toni e Filippo Inzaghi.
È questa visione ad aver convinto i vertici federali a puntare su di lui. L’obiettivo è creare un collegamento diretto tra il lavoro dei club e quello della Nazionale, accompagnando i migliori prospetti lungo un percorso di crescita più strutturato. Se l’accordo verrà definito, Zola e Ranieri torneranno così a lavorare fianco a fianco dopo le esperienze condivise a Napoli e al Chelsea. Una nuova sfida, questa volta lontano dal campo, ma con l’ambizione di riportare il calcio italiano ai vertici partendo dalle fondamenta: i suoi giovani.