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In sintesi
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Nell'Oceano Atlantico regna una calma del tutto insolita. La stagione degli uragani si è aperta a giugno, ma superata la metà di settembre non se n'è ancora formato nemmeno uno. Si tratta del periodo più lungo senza cicloni di questo tipo dall'inizio delle rilevazioni satellitari a oggi, superando i record storici dell'11 settembre 2002 e 2013.. Il meccanismo del "Super El Niño"
A bloccare la formazione degli uragani è la presenza di un eccezionale "Super El Niño". Questo fenomeno climatico riscalda le acque dell'Oceano Pacifico e, di riflesso, intensifica i forti venti occidentali ad alta quota che soffiano sopra l'Atlantico.. Questo vento ad alta quota crea un taglio verticale nella velocità e direzione delle correnti, che distrugge gli uragani ancora prima che riescano a formarsi e a strutturarsi. Inoltre, El Niño rende l'atmosfera più stabile, impedendo lo sviluppo dei temporali necessari per dare vita ai cicloni.. Solo "tempeste minori" nell'Atlantico
Fino a questo momento l'Atlantico ha avuto solo cinque tempeste tropicali (Arthur, Bertha, Cristobal, Dolly ed Edouard). Nonostante abbiano portato piogge intense e venti sulle coste del Golfo del Messico, nessuna ha trovato le condizioni adatta per evolversi in uragano.. Una grossa differenza rispetto al passato: nel 2005, per esempio, a inizio luglio si contavano già quattro tempeste e la stagione si chiuse con un totale di 15 uragani.. L'energia si sposta nel Pacifico
Questa insolita calma non ha sorpreso i meteorologi del Centro di Previsione Climatica della NOAA, che avevano già previsto una stagione atlantica sottotono. Il problema è che la grande quantità di energia accumulata nel sistema clima non scompare: se l'Atlantico resta tranquillo, la NOAA stima infatti un 70% di probabilità che il bacino del Pacifico centrale viva una stagione di tempeste al di sopra della media..
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