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Zecche, cresce l’allarme ma in Liguria nessuna emergenza: “Più richieste di informazioni, non più punture”

  • Postato il 15 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

Nonostante l'incremento di preoccupazioni a livello nazionale riguardo alle zecche, la Liguria non registra situazioni critiche. Gli esperti locali evidenziano come l'aumento dei casi segnalati sia principalmente dovuto a una maggiore consapevolezza e richieste di informazioni preventive, piuttosto che a un effettivo moltiplicarsi delle punture. Le autorità sanitarie regionali mantengono la situazione sotto controllo con campagne di sensibilizzazione.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Zecche, cresce l’allarme ma in Liguria nessuna emergenza: “Più richieste di informazioni, non più punture”

Savona. Negli ultimi giorni il tema delle zecche è finito al centro dell’attenzione mediatica, anche dopo il racconto del conduttore de Le Iene, Stefano Corti, che ha riportato la propria esperienza legata a una malattia trasmessa da questi parassiti. Un caso che ha inevitabilmente acceso i riflettori su un fenomeno che, ogni estate, torna a preoccupare chi frequenta boschi, sentieri e aree verdi.

Ma qual è la situazione in Liguria? Al momento non si registra alcuna emergenza. “La Liguria non è una zona endemica per l’encefalite da zecca (TBE) e non abbiamo rilevato un aumento delle punture rispetto agli anni precedenti”, spiega la dottoressa Daniela Zoli dell’Asl2 Savonese (Struttura Complessa Igiene e Sanità Pubblica afferente al Dipartimento prevenzione). “Quello che stiamo osservando è soprattutto un aumento della sensibilità da parte della popolazione: riceviamo molte più richieste di informazioni generali e numerose domande riguardo alla vaccinazione”.

L’effetto mediatico, quindi, sembra aver aumentato l’attenzione dei cittadini più che la diffusione del fenomeno.

Il vaccino: quando è davvero indicato

Uno dei temi più discussi è proprio quello della vaccinazione. È importante però chiarire che il vaccino disponibile protegge esclusivamente contro la TBE (encefalite da zecca) e non contro tutte le malattie trasmesse dalle zecche.

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, la vaccinazione è raccomandata per chi vive o frequenta aree endemiche e svolge attività all’aperto con un’esposizione significativa al rischio, come operatori forestali, lavoratori agricoli, personale impegnato nei boschi o persone che praticano frequentemente escursionismo, campeggio e altre attività in zone dove il virus è presente. “In Italia le aree a maggiore rischio si concentrano soprattutto nel Nord-Est, in particolare tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige – aggiunge la specialista – per questo motivo il vaccino non è indicato in modo generalizzato per tutta la popolazione ligure“.

Non solo TBE: la malattia di Lyme

Le zecche possono trasmettere diverse malattie infettive. Tra le più note c’è la malattia di Lyme, chiamata anche borreliosi, provocata dal batterio Borrelia burgdorferi.

“I primi sintomi possono comparire dopo alcuni giorni o settimane dal morso e comprendono febbre, malessere, dolori muscolari e soprattutto il caratteristico eritema migrante, un arrossamento della pelle che tende ad allargarsi formando una chiazza ad anello. Se riconosciuta precocemente, la malattia può essere trattata efficacemente con antibiotici. Se invece viene trascurata, può interessare articolazioni”, spiega.

Oltre alla malattia di Lyme, le zecche possono trasmettere anche altre infezioni, tra cui la febbre bottonosa del Mediterraneo, presente anche in Italia, e, in alcune aree specifiche, l’encefalite da zecca (TBE).

Come proteggersi

La prevenzione resta la strategia più efficace. Durante le escursioni è consigliabile indossare pantaloni lunghi, utilizzare repellenti, evitare l’erba alta e controllare accuratamente il corpo una volta rientrati a casa – conclude la dottoressa Zoli -. Se si trova una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile con una pinzetta, afferrandola vicino alla cute senza schiacciarla, quindi disinfettare la zona. Nelle settimane successive è bene osservare l’eventuale comparsa di febbre, eritemi o altri sintomi insoliti e, in caso di dubbi, rivolgersi al proprio medico”.

L’invito degli esperti è quindi a mantenere alta l’attenzione, senza però lasciarsi condizionare dall’allarmismo. La maggiore informazione è positiva se aiuta ad adottare comportamenti corretti, ricordando che, almeno in Liguria, non si sta osservando un incremento delle punture di zecca, ma soprattutto una crescita dell’interesse e delle richieste di chiarimento da parte dei cittadini.

Autore
Il Vostro Giornale

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