Zaniolo rompe il silenzio su Gattuso: la mancata convocazione è una ferita aperta. Ma il futuro è azzurro
- Postato il 5 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Certe esclusioni fanno più rumore di altre, soprattutto quando toccano corde profonde. Nicolò Zaniolo ha scelto di parlare, senza polemiche ma con grande sincerità, della mancata convocazione da parte del ct Gennaro Gattuso. Un’assenza che pesa, perché arriva in una stagione di rilancio personale e professionale. Eppure, nelle sue parole non c’è rancore, ma la consapevolezza di dover fare ancora di più. La Nazionale resta un sogno vivo, nonostante tutto.
- Una stagione di rinascita a Udine
- Il passato alle spalle: meno polemiche, più campo
- La scelta di Gattuso e il rimpianto azzurro
- Futuro azzurro: missione tutt’altro che chiusa
Una stagione di rinascita a Udine
Dopo anni complicati, Zaniolo ha trovato all’Udinese l’ambiente ideale per ripartire. I numeri raccontano di un giocatore finalmente continuo: 31 presenze, 5 gol e 5 assist. Ma al di là delle statistiche, è l’atteggiamento ad aver fatto la differenza. Più maturo, più dentro il gioco, meno istintivo nelle reazioni. Il talento non è mai stato in discussione, ciò che mancava era la stabilità. In Friuli, almeno per questa stagione, sembra averla trovata.
Il passato alle spalle: meno polemiche, più campo
Uno dei limiti principali della carriera di Zaniolo è sempre stato il suo carattere, spesso sopra le righe. Tra polemiche, incomprensioni e momenti difficili, la sua crescita si era frenata proprio sul più bello. Quest’anno, invece, il cambio di rotta è evidente. Meno rumore fuori dal campo, più concentrazione sul rendimento. Un segnale importante anche per chi, come storicamente avviene per la Naziomale, valuta non solo le qualità tecniche ma anche l’affidabilità complessiva. La sensazione è che Zaniolo abbia finalmente imboccato la strada giusta.
La scelta di Gattuso e il rimpianto azzurro
La mancata convocazione resta però una ferita aperta. Zaniolo non nasconde la delusione: vestirsi d’azzurro è sempre stato il suo obiettivo. “La Nazionale è il sogno di qualunque bambino inizi a giocare a calcio e il massimo livello raggiungibile per un giocatore – le parole del fantasista dell’Udinese -. Io l’ho sempre sognata, mi ricordo ancora le emozioni incredibili del Mondiale 2006 ma anche dell’Europeo 2021, è una cosa stupenda perché unisce tutte le tifoserie. Il mio obiettivo quest’anno era far parte di quella rosa, poi c’è chi fa le scelte e queste scelte vanno rispettate. Ora è un momento difficile per la Nazionale e dobbiamo restare uniti per far tornare l’Italia ai livelli che merita. Ci sono rimasto male per la non convocazione, ci tenevo, ma vuol dire che devo fare ancora di più“.
Le scelte di Gattuso, però, non lo hanno premiato, probabilmente per una questione di equilibri e fiducia costruita con altri giocatori o anche di sistema di gioco. In un momento complicato per la Nazionale, il ct ha preferito affidarsi a un gruppo più consolidato e i fatti gli hanno dato torto. Resta il dubbio su cosa avrebbe potuto dare uno Zaniolo in crescita. Un rimpianto che ci accompagna in questo drammatico countdown in vista dei Mondiali.
Futuro azzurro: missione tutt’altro che chiusa
Se il presente fa male, il futuro lascia spazio alla speranza. Zaniolo ha ancora tempo e margini per rientrare stabilmente nel giro della Nazionale. La stagione all’Udinese può rappresentare un nuovo punto di partenza, non un punto d’arrivo. Servirà continuità, maturità e qualche numero in più sotto porta. Ma soprattutto servirà convincere il nuovo ct di essere pronto anche mentalmente. L’azzurro resta nel destino di Zaniolo: sta a lui trasformare questa delusione in una spinta definitiva.