Xakha ammette di aver comprato falso pass covid: niente Nazionale, ecco cosa rischia
- Postato il 21 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Dopo le voci degli ultimi giorni, legate a una ndagine del quotidiano Blick che aveva avanzato sospetti sul certificato di vaccino al Covid del 2022 del nazionale elvetico Xakha, il giocatore del Sunderland e della Svizzera ha deciso di uscire allo scoperto e si è auto-accusato vuotando il sacco con n post sui social.
L’inchiesta del quotdiano Blick
Era emerso che il certificato sarebbe stato rilasciato a Lucerna l’8 novembre 2022, una data che cadeva in mezzo a due partite dell’Arsenal, a cui prese parte il rossocrociato. Il 6 novembre i Gunners disputarono la sfida di Premier League contro il Chelsea, mentre il 9 vennero eliminati in Coppa di Lega dal Brighton. Risulta dunque inverosimile secondo il quotidiano zurighese, che il giocatore avesse fatto una puntata nella Svizzera Centrale per ricevere la seconda dose di vaccino, quando poteva tranquillamente sottoporsi alla somministrazione a Londra.
Stando alle indagini del Blick, questo sarebbe stato rilasciato a Lucerna l’8 novembre 2022, una data che cade in mezzo a due partite dell’Arsenal, a cui prese parte il rossocrociato. Il 6 novembre i Gunners disputarono la sfida di Premier League contro il Chelsea, mentre il 9 vennero eliminati in Coppa di Lega dal Brighton. Risulta dunque inverosimile (anche se non impossibile), secondo il quotidiano zurighese, che il giocatore abbia fatto una puntata nella Svizzera Centrale per ricevere la seconda dose di vaccino, quando poteva tranquillamente sottoporsi alla somministrazione a Londra. Da qui l’apertura di un procedimento penale da parte della Procura di Lucerna. Prima ancora dell’audizione prevista a inizio ottobre Granit Xhaka ha vuotato il sacco e, di comune accordo con i dirigenti della Nazionale, ha deciso di non partecipare al raduno e ai quattro impegni di Nations League in programma tra sabato e il 6 ottobre.
La confessione di Xakha
Attraverso una story sul proprio profilo Instagram, il capitano della Nazionale ha ammesso di aver richiesto un certificato senza sottoporsi alla vaccinazione e di assumersi la responsabilità di questa decisione di fronte alle autorità competenti: “All’epoca, in merito alla vaccinazione contro il COVID-19, ero personalmente molto insicuro e nutrivo grandi riserve. Provavo una profonda diffidenza nei confronti del vaccino ed ero dominato da paure e insicurezza”, ha spiegato il 33enne, prima di riconoscere la scelta compiuta: “In quello stato d’animo turbolento, ho acquistato un certificato di vaccinazione invece di chiarire i miei dubbi seguendo la procedura prevista”.
Xhaka ha quindi espresso il proprio pentimento per quanto accaduto: “Oggi mi rendo conto chiaramente che quella scelta non è stata corretta. È stato un errore. Me ne dispiace”. Il centrocampista del Sunderland ha infine assicurato la propria collaborazione nell’ambito del procedimento in corso: “Mi assumo la responsabilità di questa decisione, mi sottopongo all’accertamento dei fatti e collaboro pienamente con le autorità competenti”.
“Granit Xhaka ci ha informati ieri sera della situazione, ci ha inoltre comunicato che si sarebbe espresso pubblicamente al riguardo e che si sarebbe assunto le proprie responsabilità – sono le parole del presidente Peter Knäbel riportate sul comunicato dell’ASF – Apprezziamo la decisione di Granit di compiere questo passo e di affrontare quanto accaduto. Allo stesso tempo, siamo giunti insieme alla conclusione che sia nell’interesse della squadra svolgere questo raduno senza di lui. Ora vogliamo riportare la calma e concentrarci pienamente sulla squadra e sui prossimi impegni di UEFA Nations League. Al termine di questa finestra internazionale valuteremo nuovamente la situazione insieme a Granit e discuteremo i prossimi passi”
Cosa rischia il giocatore
Per un caso simile l’allenatore di hockey Patrick Fischer, a causa della sua condotta fraudolenta, oltre a una condanna penale per falso in documenti e una pena di quasi 39000 franchi, perse la possibilità di pilotare la Svizzera all’ultimo Mondiale e ha rimediato una squalifica di quattro anni dall’International Ice Hockey Federation (IIHF). La giustizia ordinaria porterà, presumibilmente, Xakha a pagare quanto Fischer, ovvero con un decreto penale per il reato di falso in documenti e una multa salata. A livello sportivo la questione è invece molto più complicata e spinosa.