Wimbledon, Zverev adesso ci crede: elimina Fery e si "convince" che può farcela. Ma contro Sinner è la vera prova del fuoco
- Postato il 10 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Certi treni passano una volta sola e Sascha Zverev ha deciso che questo è il momento di saltarci sopra. Perché senza Alcaraz nei paraggi (chissà per quanto ancora) l’occasione è troppo ghiotta per rinunciare a un viaggio nel mondo dorato della domenica conclusiva di Wimbledon. Sarà la prima volta assoluta per il tedesco, come se il trionfo al Roland Garros l’avesse sbloccato nella testa e nella convinzione. Stavolta ad Arthur Fery non riesce l’impresa: Sascha s’è preso la finale di forza, e con essa anche la seconda posizione nel ranking, mai raggiunta prima in carriera.
- "Mi devo convincere che posso farcela..."
- Nuovo Sascha, nuove virtù: Fery senza difese
- Con Sinner 9 ko. di fila: è il momento della verità
“Mi devo convincere che posso farcela…”
Che stia vivendo un po’ sulle nuvole è opinione diffusa, ma Zverev davvero sente (e forse sa) di aver cambiato marcia. Contro Fery ha dato una dimostrazione lampante di piena fiducia nei propri mezzi. “Penso di aver giocato la mia miglior partita nel torneo”, ha ammesso a fine match.
“La mia prestazione è stata eccezionale, e lo dico pensando anche al fatto che Arthur è un giocatore incredibile. Lui è destinato ad avere un futuro importante, ma chiaramente adesso so di dovermi godere il momento, perché la fatica che si fa per raggiungere la finale a Wimbledon è enorme, e sapere di essere arrivato fino a questo punto è qualcosa di straordinario. Adesso mi riposerò qualche ora, poi penserò a domenica. Dove dovrò avere fiducia in me stesso e pensare che possa davvero vincere il torneo”.
Sinner o Djokovic che sarà, la sostanza non cambierà: Zverev sapeva che in passato il primo avversario era insito nella sua mente, con la convinzione di non riuscire a essere competitivo come avrebbe voluto. La vittoria su Cobolli nella finale del Roland Garros potrebbe averlo sbloccato definitivamente. E ora che il clic l’ha udito forte e chiaro nella sua mente, tutto è possibile.
Nuovo Sascha, nuove virtù: Fery senza difese
Il tedesco arriva all’ultimo atto del torneo forte di un percorso netto fatto di appena due set lasciati per strada, quello contro Blockx al primo turno e quello agli ottavi contro Lehecka. La vittoria nei quarti su Fritz, che l’aveva sempre battuto sull’erba (anche ad Halle tre settimane fa), è stato il segnale che il vento ormai era cambiato.
E contro Fery la prestazione è stata dominante come poche: la partita è durata praticamente 12 game, quelli che hanno preceduto il tiebreak del primo set, stravinto a zero dal tedesco che da quel momento ha lasciato le briciole al sorprendente britannico, entrato con una wild card da numero 114 del ranking e uscito con una semifinale, un conto in banca a sei zeri (per davvero) e il 36esimo posto ATP. Motivi buoni per ritenere che il 7-6 6-2 6-4 incassato sia tutto sommato un passaggio “accettabile”, che nulla toglie alle straordinarie due settimane di Arthur, ma che legittima una volta di più la superiorità di uno Zverev che ormai quando gli appuntamenti contano sa come farsi trovare pronto.
E soprattutto capace di lasciare le briciole all’avversario con la seconda (82% dei punti conquistati contro il 43% del rivale), tanto da concedere appena una palla break che Fery ha ottenuto, salvo però concederne a sua volta 8 (e 4 Zverev se l’è portate a casa). Dal secondo set in poi la potenza dei colpi di Sascha ha reso vano qualsiasi tentativo del britannico di restare aggrappato al match: 4 game di fila con due soli punti lasciati a metà del parziale, poi nel terzo è solo una questione di tempo prima del break che chiude i conti.
Con Sinner 9 ko. di fila: è il momento della verità
Se sarà Sinner il rivale del tedesco, è chiaro che la montagna sarà tra le più impervie: da 9 partite consecutiva è l’altoatesino ad avere l’ultima parola, con l’ultimo successo di Sascha datato agosto 2023 a Flushing Meadows, quando ancora la parabola di Jannik doveva manifestarsi con tutta la sua forza (sarebbe successo di lì a poco, col trionfo a Melbourne contro Medvedev e il primo slam vinto a 22 anni e mezzo).
I quattro precedenti stagionali racchiusi nello spazio di un mese e mezzo, tra Indian Wells e Madrid, hanno visto Sinner dominare oltre ogni ragionevole previsione: 8 set a zero, un solo tiebreak disputato, una superiorità conclamata. Ma da tre mesi a questa parte il mondo di Zverev s’è capovolto, e le chiavi del portone adesso le ha lui. Solo Becker nell’universo del tennis tedesco aveva centrato la finale a Wimbledon (7 volte…): già questo basta per spiegare quanta strada abbia fatto Sascha. Anche se come sempre è l’ultimo scalino quello più impervio.