Welfare aziendale una pmi su due in Liguria investe oltre il Ccln e il 78% aumenta o conferma le risorse
- Postato il 16 settembre 2026
- Economia
- Di Genova24
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Genova. Welfare aziendale: in Liguria quasi una pmi su due investe oltre il contratto collettivo nazionale di lavoro e il 78% conferma o aumenta le risorse. L’indagine promossa dall’Agenzia Generali Genova piazza Dante e dalla Business Unit Health & Welfare di Generali Italia evidenzia un welfare sempre più diffuso, inclusivo e orientato al benessere delle persone. Cresce la consapevolezza del ruolo strategico del welfare: il 57% delle aziende che lo adottano lo rende accessibile a tutta la popolazione aziendale
I dati emergono dalla terza edizione di Officina Welfare, l’appuntamento dedicato al welfare aziendale come leva strategica per la competitività delle imprese e per il benessere delle persone, promosso dall’Agenzia Generali Genova Piazza Dante in collaborazione con la Business Unit Health & Welfare di Generali Italia e Generali Welion.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati della nuova indagine sulle aziende liguri che ha coinvolto 316 aziende liguri, il 23% in più rispetto al 2025, rappresentative di tutte le province e di tutte le classi dimensionali. Dal confronto è emersa una crescente attenzione alla salute e ai servizi di cura: polizze assicurative, sanità e previdenza integrativa sono risultate le misure più diffuse, mentre le piattaforme di flexible e fringe benefits hanno guidato le priorità future.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, dell’informazione e del Terzo settore, chiamati a confrontarsi su bisogni, aspettative e nuove sfide del welfare territoriale.
L’indagine 2026: 316 aziende coinvolte, partecipazione in crescita del 23%
Nel luglio 2026 l’Agenzia Generali Genova Piazza Dante aveva somministrato un questionario online per analizzare il livello di welfare delle aziende liguri. Hanno partecipato 316 imprese, il 23% in più rispetto alle 256 del 2025. Il 69% del campione aveva sede nella provincia di Genova, il 16% a Savona, il 9% a Imperia e il 6% a La Spezia. Micro e piccole imprese hanno rappresentato complessivamente il 76% delle realtà intervistate; i contratti collettivi più presenti sono stati commercio (32%), metalmeccanico (14%), terziario (12%) e turismo (8%).
Adozione più ampia nelle imprese strutturate
Il 46% delle aziende intervistate ha dichiarato di applicare iniziative integrative rispetto a quelle previste dal CCNL. L’incidenza è salita al 57% nelle piccole imprese, all’83% nelle medie e all’80% nelle grandi. Tra le aziende che hanno adottato misure di welfare, il 57% ha dichiarato di rivolgerle indistintamente a tutti i dipendenti, con un aumento di un punto rispetto al 2025 e di sette punti rispetto al 2024.
Le persone al centro
Il miglioramento della soddisfazione dei lavoratori e del clima aziendale è stato indicato come obiettivo dal 45% delle imprese che hanno attuato iniziative di welfare, con una crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2025. Sono seguiti l’aumento della produttività (44%), la volontà di premiare i lavoratori (39%) e il rafforzamento della reputazione aziendale (27%).
Salute e protezione tra le misure più diffuse
Le iniziative più presenti sono risultate le polizze assicurative (44%), la sanità integrativa (37%) e la previdenza integrativa (37%). I servizi di assistenza medica e socio-sanitaria hanno raggiunto il 30%, più che raddoppiando rispetto al 2025, mentre il supporto economico ai lavoratori si è attestato al 27% (+8 punti sul 2025).
Flexible benefits, la priorità per il futuro
Le piattaforme di flexible e fringe benefits – ovvero portali digitali di welfare aziendale che permettono alle aziende di erogare e ai dipendenti di gestire beni, servizi e rimborsi in aggiunta alla retribuzione- sono risultate la misura futura più attrattiva: il 40% delle imprese ha dichiarato di volerle adottare. Tra le aziende che hanno risposto alla domanda specifica, il 57% ha dichiarato di prevedere già piattaforme per la gestione dei benefit; complessivamente, il 29% ha reso le prestazioni accessibili tramite piattaforme online o voucher.
Investimenti confermati
Guardando ai successivi 3-5 anni, il 78% delle aziende liguri ha previsto di mantenere o aumentare le risorse dedicate al welfare. In particolare, quasi una su due (49%) ha dichiarato di voler incrementare investimenti e risorse; il 29% ha indicato l’intenzione di confermarli ai livelli attuali. Soltanto il 2% ha previsto una riduzione.
Conoscenze da rafforzare nelle realtà più piccole
Il 45% delle micro e piccole imprese ha dichiarato di possedere almeno una conoscenza generale delle norme e degli incentivi fiscali collegati al welfare. Le microimprese sono rimaste il segmento con i maggiori margini di sviluppo, pur avendo mostrato un miglioramento della conoscenza più precisa e approfondita rispetto alle precedenti rilevazioni.