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Vuelta, la Slovenia continua a sfornare talenti: Omrzel vince la prima tappa a 20 anni e fa meglio del suo idolo Pogacar.

  • Postato il 3 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Vuelta, la Slovenia continua a sfornare talenti: Omrzel vince la prima tappa a 20 anni e fa meglio del suo idolo Pogacar.

Sarà l’aria buona che entra dalle Alpi, o forse sarà semplicemente un po’ di sana lungimiranza e programmazione. Sta di fatto che la Slovenia continua a sfornare talenti, consegnandoli a ruota al mondo del ciclismo. L’ultimo in ordine di tempo ha il volto di Jakob Omrzel, 20 anni compiuti lo scorso 21 marzo, un Giro Next Gen in bacheca (quello del 2025) e adesso anche una vittoria di tappa alla Vuelta. Non una tappa qualunque: quella con l’arrivo in salita a Calar Alto era attesissima dagli uomini di classifica, che se ci fosse stato Pogacar chissà come si sarebbe sviluppata. Probabilmente alla stessa maniera di quanto visto, con un finale che non ha sorpreso gli addetti ai lavori.

Il predestinato Omrzel: “Sapevo sarebbe successo”

Perché di Omrzel si dice un gran bene da tempo, e con Roglic ormai sul viale del tramonto (è pur sempre classe 1989) e Mohoric a sua volta non più giovanissimo (va per le 32 primavere), pensare a qualcuno che possa quantomeno dare man forte ai trionfi di Pogacar è il minimo che si possa fare.

Omrzel ha deciso così di presentarsi in bello stile: è entrato nella maxi fuga di giornata (30 corridori), li ha letteralmente sfiancati uno a uno, poi ne ha abbandonato la compagnia decidendo di involarsi da solo verso il traguardo. Una tattica perfetta, fin troppo semplice per come è riuscita. “Mi pare di correre alla PlayStation, perché in squadra alla Bahrain Victorious il clima è sempre ottimo e tutto ciò che programmiamo alla fine risulta vincere”, ha commentato il giovane Jakob.

“Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il giorno nel quale avrei vinto una tappa in un GT, ma onestamente non pensavo che sarebbe potuto arrivare tanto presto. Sono felicissimo: mi sentivo bene, c’ho provato e ora mi godo il momento”. Un dato la dice lunga sull’exploit di Omrzel: è il secondo corridore più giovane di sempre a vincere una tappa alla Vuelta, e ha migliorato il record degli sloveni che apparteneva a Pogacar, che vinse la sua prima delle 6 tappe all’età di 21 anni. “Tranquilli, è soltanto una statistica, non vale assolutamente niente. Però è una bella statistica, ecco…”.

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Mas guadagna su tutti i rivali: “Un piano ben fatto”

Una bella giornata è stata quella di Enric Mas, che ha guadagnato una trentina di secondi sui rivali più diretti nella lotta alla maglia rossa. Avevamo un piano e lo abbiamo messo in pratica, è questa la parte più bella di tutta la giornata”, ha commentato Mas. Che ha risposto all’attacco di Felix Gall, il quale poi non è riuscito a tenere il ritmo dello spagnolo, arrivando a 27 secondi assieme a Roglic e Carapaz.

Oscar Onley, sfortunato protagonista di una caduta ai -35 km dall’arrivo, ha tenuto botta e ha limitato i danni, pagando però all’arrivo poco più di due minuti da Mas. Che in classifica ha ora 1’45” su Roglic, 2’06” su Gall, 3’53” su Carapaz e 4’29” su Onley, mentre Omrzel è risalito in sesta posizione a 5 minuti dal leader.

Pogacar, il medico della nazionale chiude al mondiale

Intanto a Montecarlo c’è Tadej Pogacar che riposa a casa sua, cercando di capire quando potrebbe aprirsi uno spiraglio per poter tornare in bici. Chiaro che tutti gli appassionati vorrebbero vederlo al via del mondiale di Montreal, in programma domenica 27 settembre, ma quasi nessuno crede che possa essere un’opzione percorribile e realistica.

Kristof Knap, medico della nazionale slovena, è stato piuttosto chiaro ai microfoni della TV di Stato: Non è realistico pensare di vedere Tadej in Canada a fine mese, anche se lo desidereremmo tutti”, ha commentato. “Il problema non è tanto il decorso dall’operazione alla clavicola sinistra, quanto piuttosto la commozione cerebrale che merita una particolare attenzione, e che non può essere presa sottogamba. Adesso Pogi deve pensare soltanto a tornare al 100% della condizione fisica e psicologica per correre. Il mondiale è un appuntamento di valore, ma non è un obbligo”.

Come non lo sono gli Europei di domenica 4 ottobre (che si correranno proprio in Slovenia) e il Lombardia del 10 ottobre, dove Tadej si vorrebbe presentare puntando alla sesta vittoria consecutiva. Ma salvo clamorose sorprese, la classica delle foglie morte dopo 5 anni cambierà padrone.

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Virgilio.it

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