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Vuelta, è subito Pogacar show: vince la crono di Montecarlo per 9 centesimi e conquista la prima maglia rossa

  • Postato il 22 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Vuelta, è subito Pogacar show: vince la crono di Montecarlo per 9 centesimi e conquista la prima maglia rossa

Aveva fretta di vedere come gli stava il rosso addosso. Dopotutto Tadej Pogacar è il perfetto esemplare che quando vuole qualcosa sa come andarsela a prendere. E sulle strade del Principato di Monaco ha subito fatto capire che lui alla Vuelta è andato per vincere, anzi, per meglio dire, per dominare. E non c’è niente di più glamour che un vestito rosso sulle strade dove sfrecciano i bolidi della Formula Uno: rosso come la Ferrari (che pure è un po’ caduta in disgrazia da un paio di decenni a questa parte), che evoca comunque sempre il meglio che si possa chiedere in termini motoristici. E Pogacar in quelle due gambe sprigiona cavalli che Dio solo quando mai si era visto uno così in sella a una bici.

Una volata imperiale: Pogi sfreccia “a casa sua”

Il cronoprologo della Vuelta ha subito sorriso allo sloveno, che aveva detto di non sapere come avrebbero risposto le gambe dopo quattro settimane di lontananza dalla corse (risposta: benone, come sempre) e che forse aveva giocato un po’ a nascondersi. Poco male: Ethan Hayter, il grande favorito per la vittoria finale, s’è dovuto accontentare di un amarissimo secondo posto, staccato di soli 9 centesimi. Un ritardo degno di una lotta per la pole position, e dopotutto la media di 48.768 km/h tenuta dal campione del mondo la dice lunga sulla qualità della battaglia che è andata a referto.

Pogacar, partito per penultimo (solo Roglic dopo di lui), aveva i riferimenti del britannico e su quelli s’è basato per portare a casa la vittoria di tappa. Che va detto non è la prima assoluta alla Vuelta: nel 2019, quando si rivelò al mondo del pedale chiudendo terzo dietro Roglic e Valverde, vinse tre tappe, ma tutte di montagna. A Montecarlo ha fatto poker, ma per la prima volta ha preso la maglia rossa. E chissà che non gli venga voglia di tenerla fino a Granada.

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Tarling corre anche per il fratello Finlay: “Giusto così”

Il podio di giornata l’ha completato Joshua Tarling, che ha corso con il cuore spezzato, pensando al fratello Finlay, scomparso pochi giorni fa in un incidente. “La mia famiglia ha ritenuto che questa fosse la cosa migliore da fare, e anch’io sentivo il bisogno di ricominciare subito a correre per superare il dolore”, ha spiegato il corridore della Neytcompany Ineos, giunto a 4 secondi da Pogacar.

Wout Van Aert, tra i più attesi sulle strade del Principato, ha chiuso a 8 secondi da Tadej all’ottavo posto. Per gli italiani, prova da ricordare quella di Alessandro Romele: 13 i secondi di ritardo, 11esima piazza generale.

Primoz Roglic, partito per ultimo, ha chiuso fuori dai primi 20, staccato di 22 secondi. Lo sloveno è comunque consapevole che in questa Vuelta non potrà ricoprire un ruolo di primo attore: la caduta che l’ha coinvolto poche settimane fa in allenamento prima della Donostia Klasikoa gli presenterà un conto salato, ma lui è già contento di poter essere presente in gruppo, visto che ha ammesso che non ne era sicuro fino a pochi giorni fa.

Pellizzari è tornato: vince in Germania davanti a Del Toro

Pogacar ha messo subito le cose in chiaro, e i suoi principali rivali in soli 9,6 km hanno già accumulato distacchi pesantissimi. Richard Carapaz è quello che ha fatto meglio, pagando 33 secondi di ritardo. Male Felix Gall, recente vincitore alla Vuelta a Burgos, che ha accusato 46 secondi, mentre Oscar Onley ne ha pagati 50. Per Pogacar, insomma, un inizio col botto e un chiaro segnale verso quella triplice corona che appare decisamente a portata di mano, a meno che infortuni, cadute o squalifiche non intervengano nel mezzo.

Peraltro il tutto arriva nella giornata in cui Isaac Del Toro ha preso la leadership della classifica generale al Giro di Germania, dove Giulio Pellizzari è tornato alla vittoria nella tappa regina, sprintando proprio sul messicano col quale ha condiviso 30 km di fuga.

Autore
Virgilio.it

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