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Vogliono vietare spot di prodotti non "etici"

  • Postato il 6 maggio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 7 min di lettura
Vogliono vietare spot di prodotti non "etici"
Vogliono vietare spot di prodotti non "etici"

Basta pubblicità sui piaceri della carne ad Amsterdam. No tranquilli, le donnine discinte in vetrina rimangono. Quelle le puoi continuare a vedere. Anche le canne te le puoi fumare. Ma niente più pubblicità di hamburger o suv a benzina alle fermate del tram. Amsterdam si unisce a Genova ed Edimburgo in questa grottesca operazione di virtue-signaling. Una vera e propria crociata contro cose normali che piacciono alle persone normali perché c’è da salvare il pianeta. I consiglieri di GroenLinks e Partij voor de Dieren esultano: «Impediamo alle multinazionali di dirci cosa mangiare e comprare». In compenso però vorrebbero imporci loro cosa mangiare.

Mentre ad Amsterdam quindi si tolgono dalle strade le immagini di una bistecca, la Cina – il vero colosso delle emissioni globali – continua a produrre la stragrande maggioranza della sua energia elettrica dal carbone. Nel 2025, secondo dati Ember e Lowcarbonpower, il carbone ha rappresentato ancora circa il 55% dell’elettricità cinese. Altre fonti parlano di un 58% per i fossili complessivi. E nel 2025 Pechino ha commissionato 78 GW di nuova capacità a carbone, il massimo da un decennio, con proposte per altri 161 GW in pipeline. Le sole nuove centrali a carbone appena commissionate produrranno insomma energia elettrica in quantità pari al doppio di quella generata in Italia in un anno. E poi ci sarebbero le emissioni.

 

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La Cina da sola scarica in atmosfera circa 13 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, il 33% del totale globale. I Paesi Bassi? Meno dello 0,3%. Amsterdam, con i suoi 900.000 abitanti, poco più dello 0,01%. Immaginatevi il capitano del Titanic, che mentre la nave affonda, si preoccupasse di multare chi fuma in coperta. Questo è il livello. Vogliono salvare il pianeta vietando la pubblicità. La Cina non solo non sta riducendo l’uso di carbone ma lo sta aumentando per garantire sicurezza energetica, mentre pompa rinnovabili a ritmo forsennato. Ma con pannelli e pale fatti in acciaio in altoforno alimentati a carbone. Il carbone resta la spina dorsale del sistema perché è affidabile, economico e scalabile. Pechino ha capito che senza baseload fossile non si tiene in piedi un’economia da 18 trilioni di dollari.

Gli Stati Uniti dal canto loro sono diventati il primo produttore di petrolio e gas naturale liquefatto. L’Occidente, invece, si dedica ai divieti pubblicitari. Ed i portavoce di queste iniziative assumono le sembianze di sacerdoti di una ben strana religione. Quella secondo cui la divinità da adorare sia il pianeta terra, novello vitello d’oro. Novello dio pagano che si adora; ma non è colui che salva chi prega bensì dal fedele deve essere salvato. Il dio non salva chi prega ma viceversa. E si arrivano a sostenere e talvolta imporre le ricette più astruse e spesso configgenti.

Ad esempio che ci si debba nutrire di farina di insetti perché gli allevamenti di bestiame determinerebbero emissioni tali da far morire il dio pianeta. Salvo poi meravigliarsi di come molte aziende, peraltro finanziate con soldi pubblici, portino i libri in tribunale. Ma guarda un po, non c’è domanda da parte dei consumatori per la farina di vermi odi grilli. Nel contempo sempre per salvare il pianeta dalle flatulenze delle vacche si arriva a proporre di coltivare la carne in laboratorio. E chissà come verranno alimentati i reattori in cui verrebbe sintetizzata questa leccornia.

Per evitare le emissioni delle vacche, si produce la carne con la corrente ottenuta magari bruciando carbone. Però qualcuno dice, almeno, che così non si uccidono gli animali. Salvo poi scoprire che il governo irlandese tre anni fa ha proposto uno schema di incentivazione per abbattere 200mila mucche. Capolavoro. Si uccidono esseri viventi per salvare il pianeta. Oggi le mucche domani chissà. Magari qualcuno di noi. E non è un caso che l’eutanasia sia stata ampiamente sdoganata. Un vero sacrificio al cospetto del dio pianeta. Chesterton diceva: «L’uomo che smette di credere in Dio non è che non crede più a niente ma finirà per credere a tutto». Tipo che il mondo possa finire per le scoregge delle vacche.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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